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vicino Faedo, Veneto (Italia)

La partenza è dal piazzale antistante la chiesa di Faedo che si raggiunge da Monte di Malo (VI). Si lascia la facciata della chiesa a destra e ci si incammina per strada bianca tenendo dei fabbricati sulla sinistra. Poco oltre una diramazione a destra da tralasciare. Purtroppo, in questo giro, le diramazioni saranno molte e per non rendere questa relazione illeggibile, segnalerò quelle che mi sembrano “critiche”, invitando per il resto a mantenere il percorso principale. Dopo circa 500 m incontriamo una delle poche paline rimaste tra quelle che un tempo indicavano l’intero percorso.. teniamo la destra. Da sinistra giungeremo al ritorno. Poco più avanti il gruppo di case di Contrà Milani. Qui attraversiamo la strada asfaltata e proseguiamo diritti attraversando la corte antistante ad alcuni fabbricati rurali. In fondo prende avvio la “strada delle lore” costruita da militari italiani nel 1918. L’origine militare è ben osservabile per le caratteristiche costruttive e per la presenza di alcuni rifugi in caverna che si notano sulla destra. Il più significativo di essi si trova sotto il monte Soglio in prossimità di Contrà Ceccheleri. Qui i militari hanno sfruttato anfratti naturali e li hanno adottati alle esigenze belliche (pannello illustrativo). La strada delle Lore termina in vicinanza delle prime case di contrà Ceccheleri. Prendiamo la prima stradina a sinistra e proseguimo dritti lasciando una un’abitazione sulla destra e una stalla sulla sinistra. Dirigiamoci verso una casa isolata che lasceremo a sinistra e continuiamo a percorrere la stradina fino a incontrare un piccolo nucleo di case: contrà Cerisara (580). Continuando ancora per altri 200 m incrociamo una strada asfaltata. La attraversiamo ed imbocchiamo la mulattiera davanti a noi. L’ambiente cambia all’improvviso: ora siamo dentro un bosco di castagno. Percorsi circa 200 incontriamo un bivio: a destra una stradina raggiunge in breve contrada Mondini di Sopra. Noi teniamo la sinistra facendo attenzione a non imboccare percorsi errati. Giunti ad una bella costruzione , la si oltrepassi e si pieghi nettamente a sinistra lungo il sentiero che corre sul retro. Dopo circa 10 minuti di cammino incontriamo una fontana ora secca con questa iscrizione: “Anno Domini 1924. Munificenza famiglia Castellani di Malo Arte e Industria Delle due famiglie Mondin dette Molo fecero.”
Poche decine di metri dopo, piegare nettamente a sinistra. Siamo sul “sentiero dei Roccoli che, su crinale, collega il passo del Mucchione a Contrada Cima (Monte di Malo). Il primo “roccolo” che incontriamo è quello appartenuto a Castellani, nobile di Malo appassionato di caccia. Incontriamo, poi, il “roccolo Bianco” e, quindi, il “roccolo Sella” ancora in attività. In fondo al sentiero un capitello risalente al 1628. Ora prendiamo la strada asfaltata verso sinistra che lasceremo poco dopo per inoltrarci in contrada Cima. Passato il primo gruppo di case, prima di un secondo nucleo, tenere nettamente la destra seguendo una strada bianca che si dirige nel bosco dietro la contrada stessa. Si percorrono poche decine di metri e ci si accorge di essere in una zona con fenomeni carsici assai evidenti Si cammina a lungo dentro un bosco magro di carpine e rovere, stando attenti a non uscire dal percorso principale. Pochi i punti di riferimento. Poco dopo la contrada tenere la sinistra mentre dopo circa 350 m si tenga la destra. Dopo circa 15 minuti dalla contrada troviamo uno dei pannelli illustrativi rimasti. Siamo nei pressi della “spruga delle Parpanoie” grotta a sviluppo verticale. Poco più avanti un rudere. Dal rudere si continua in salita in direzione NO per circa 150 m tralasciando dopo 50 metri una traccia a sinistra, quindi si inizia a piegare verso S. a dieci minuti dal rudere intravediamo una baita in uso ma non custodita. Sul suo fianco sinistro c’é il sentiero che porta alla “cose de la Bocheta”, splendido punto panoramico sulla Valle dell’Agno e le Piccole dolomiti. Ora abbiamo due possibilità: o ritornare sui nostri passi e continuare a destra sull’evidente strada forestale che passa davanti alla baita o seguire un sentierino che rimane sul ciglio O del piccolo altipiano di Faedo. Anche questo, tuttavia dopo circa 300 metri, si immette sulla forestale suddetta poco prima di uno slargo prativo. Poco dopo l’immissione, si incontra una strada bianca sulla destra che scende verso la Valle dell’Agno. La tralasciamo. Fatti altri 100 metri troviamo una sbarra che preclude il transito. Anche qui ci sono due possibilità. Aggirare la sbarra e proseguire per l’evidente strada forestale o tenere il sentiero che prende avvio a destra. Io consiglio quest’ultimo. Il sentiero segue il ciglio dell’altipiano che è anche confine comunale (muretto a secco ben visibile). Prima di giungere ad un altro meraviglioso punto panoramico incontriamo un faggio che sembra una scultura. Lasciato il punto panoramico, percorriamo un evidente tratturo fino ad incontrare la forestale che avevamo tralasciato. Raggiuntala teniamo la destra. Circa 150 metri dopo, invece, teniamo la sinistra. Ora procediamo sempre sul percorso principale fino ad incontrare delle recenti costruzioni. Percorrendo la stradina di servizio a queste nucleo di case, giungeremo a contrà Mieghi (658). Attraversiamo la strada comunale ed addentriamoci in contrada. Qui noteremo sula sinistra una “barchessa” che custodisce un reperto di archeologia industriale: si tratta di una delle prime segherie meccaniche. Lasciata la segheria procediamo in discesa per il viottolo che dopo circa 400 metri si innesta nel percorso fatto all’andata. Dieci minuti e siamo nuovamente davanti alla chiesa di Faedo (611).

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