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Caricato 1 novembre 2019

Registrato novembre 2019

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vicino a Valle San Giorgio, Veneto (Italia)

Religinė architektūra

Chiesetta di San Biagio

Nella borgata di San Biagio, presso lo sbocco della Val de Grù e del Calto delle Volpàre (in territorio comunale di Baone) si trova l'antica chiesetta di san Biagio, che ha preso il posto del primo oratorio, eretto dai benedettini e consacrato a sant'Andrea. Il cambio di patrono avvenne nel '300 quando l'edificio fu restaurato da monaci camaldolesi. Chiusa nel 1789 per ordine del senato veneziano, la chiesetta campestre passò nel 1908 alla famiglia Franceschetti.
fontana

Fontana Pissaroto val de Sora

In breve si giunge alla suggestiva Fontana del Pissarotto de Val de Sòra, posta sulla piana dove termina l'ampia costa ondulata di monte Fasolo, incisa dalle vallette di Val de Spìn e dei Calto delle Volpàre. L'Olivieri, nel suo testo sulla Toponomastica Veneta, interpreta il termine Pissarotto come voce onomatopeica che deriva da piscio, pisciare, nel senso di rigagnolo, cascatella. Va notato che uno dei rii che poco sopra confluiscono nel solco delle Volpàre è detto Calto dei Spissajéni, per la presenza di varie fontanelle lungo il suo corso. Nella vasca a lato della fontana dove sfocia il Calto delle Volpàre inizia il Rio Giara. Vari tracciati collinari convergono presso la fonte: il sentiero che risale il fondo del Calto delle Volpàre fino ai capitello di sant'Antonio di monte Fasolo; la via dei Montesèi tracciata sul crinale tra la Val de Spìn e il Calto delle Volpàre, e la strada delle Creàre che sale per la schiena del dosso calcareo allungato tra la Val de Grù e la Val de Spìn fino al "pianoro" sotto il Mottolone di Arquà. Era questa l'antica strada che univa rapidamente la Val de l'Abbà con la Val Pomàro di Arquà Petrarca. L'acqua esce da un bel rubinetto al centro di un largo e alto pilastro, in mattoni intonacati con la tecnica dei coccio pesto, decorato in alto da una modanatura sotto la quale è incastonato un tondo con l'immagine della Madonna. Un riquadro probabilmente ospitava un'altra immagine sacra, ora sostituita da un semplice quadro della Madonna; la vaschetta alla base è stata ricomposta in lastre di trachite. Una vasca in pietra bianca d'lstria, ornata da quattro grosse bocchette in ottone, occupa il posto del vecchio lavatoio, mentre dall'altro lato del pilastro è sistemata una panca sempre della medesima pietra. Lo spazio della fonte è completato e definito da una pavimentazione in ciottoli di fiume all'interno di una cornice di cemento lisciato. Soprattutto verso sera questo luogo gode di una particolare atmosfera.
Rischio

Cava

Una zona fra le più povere dei Colli, di sicuro la non più produttiva con terreni derivanti da una delle tante ex cave dove venivano estratte rocce tipiche la “Scaglia Rossa” e il “Biancone, piena di particolari che la rendono unica nel suo genere. Una vallata unica, alle pendici del Monte Rusta e Monte Fasolo dove ora sono presenti vigneti coltivati biologicamente e dove si può ammirare tutta la vallata.
Waypoint

ATTENZIONE

punto di svolta per non passare davanti alla casa, sebbene in costruzione.
Waypoint

Masso occhio

fontana

Fontana delle Fontanelle

L'ampia volta in trachite della cisterna, che si apre sotto la costa del monte, è chiusa da una grata in ferro dal disegno semplice e gradevole. La sovrastano grandi sambuchi e vecchie robinie, mentre il pungitopo occupa buona parte del sottobosco. Di fronte la cisterna il sentiero si allarga in corrispondenza di un manufatto rivestito in trachite. Qui un sedile in pietra bianca poggiato alla spalletta consente una sosta ricca di suggestioni per la luce particolare, la leggerezza dell'aria e la pace circostante.fontana Una scaletta scende a livello della conca prativa, chiusa a levante da un'alta siepe tra cui spicca la scura tonalità dei lecci, mentre un gruppo di faggi e carpini poco più in là completa la dotazione arborea dello spazio aperto. Qui si possono ascoltare i rumori e le voci del bosco, osservare tutto l'anno la ghiandaia, mentre d'estate capita di veder posarsi sul sentiero l'upupa e sentire tra gli alberi il verso del cuculo; in inverno non manca l'allegra compagnia del pettirosso e dello scricciolo. A lato del vòlto della fonte una stradina boschiva sale a Villa Beatrice. Poco più in là sotto le robinie dal tronco coperto d'edera, notiamo un affioramento di basalto di colata. La scura roccia è caratterizzata da piccole cavità, prodotte da gas al momento dell'effusione, che sono state successivamente riempite da minerali chiari quali la calcite e l'analcime: è il così detto "basalto a risetti del Gemola", noto a tutti gli appassionati di geologia. Terminata la piacevole sosta e le interessanti osservazioni, vale la pena dedicare un po' di tempo alla visita del complesso storico-monumentale di villa Beatrice. Prendiamo quindi il sentiero a lato della fonte che, con poca fatica e alcuni tornantini, sale sulla cima del colle sbucando sul retro della villa. Il suggestivo complesso è legato alla memoria della beata Beatrice d'Este, figlia di Azzo VI e di Sofia di Savoia che, dopo il noviziato al convento di Salarola, cercò sulla cima di questo colle il silenzio e la pace. Qui visse in preghiera e penitenza gli ultimi cinque anni della sua breve vita, spegnendosi nel maggio del 1226.
fontana

Fontana Pissarotto Tormene

Dal punto di vista geologico siamo di fronte ad una classica sorgente di contatto. In questo punto il fluire sotterraneo delle acque raccolte dalla massa vulcanica fessurata del monte Gemola è interrotto dalla presenza di strati marnosi impermeabili che costringono la falda ad uscire a giorno. La fonte è protetta da un robusto manufatto a forma di parallelepipedo sormontato da un piacevole capitello votivo con statuetta della Madonna. Sul fianco sinistro è posta la vasca che serviva da abbeveratoio. In autunno sul fondo della vasca si osservano numerosi giovani di tritone. Dall'altro lato una panca bianca ed un rubinetto completano la struttura, il cui spazio di sosta è pavimentato in ciottoli di fiume

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