Difficoltà tecnica   Medio

Tempo  6 ore 31 minuti

Coordinate 1578

Uploaded 15 ottobre 2017

Recorded ottobre 2017

-
-
1.847 m
1.311 m
0
3,4
6,7
13,5 km

Visto 98 volte, scaricato 2 volte

vicino Renaio, Toscana (Italia)

Effettuata il: sab 14-10-17
Con: Fabio, Lia, Luigi
Mappa usata: App. Toscoemiliano 1:25.000 quadro 18 Ed. Multigraphic
Part. e arrivo: Rif. Giovanni Santi
Perc. Auto da Firenze: Barga, indicaz. per Renaio e poi per 4 km circa
Percorso tipo: E
Dati GPS rilevati: Ore 6,30 km 14 dil m 750

DESCRIZIONE
Introduzione
L’Appennino garfagnino si presenta, per la maggior parte del suo sviluppo, come un susseguirsi di montagne dal largo crinale prativo. Fanno eccezione solo alcuni brevi tratti, dove il crinale della catena presenta ripidi scoscendimenti oppure si restringe facendosi aereo e roccioso. È il caso della cima dell’Omo e delle due cime di Romecchio, montagne “minori”, nel senso di più basse e meno note, rispetto ai vicini monti Giovo e Rondinaio, ma altrettanto suggestive nel loro aspetto alpestre.
Descrizione itinerario a piedi
Dal Rifugio Alpino Giovanni Santi (m. 1.308), seguiamo il sent. 20 fino ad uscire dal bosco su diuna ripida costa (Pian di Caciaia) dove si incontra un bivio: la strada a sinistra conduce alla sella tra Omo e Romecchio, quella a destra raggiunge lo spartiacque appenninico principale presso Colle Bruciata, chiamato anche “La Porticciola” (m. 1781). Noi abbiamo preso a destra per raggiungere in breve la cima dell’Omo o Alpe di Barga (m 1859). Da qui si gode un ottimo panorama sulle cime Apuane e sulla Garfagnana tutta.
La Cima dell’ Omo, conosciuta anche come Alpe di Barga, deriva probabilmente il suo nome da piramidi di pietre che in passato si innalzavano sulle cime dei monti per segnare i confini. Ancora oggi, in molte zone dell’ Italia settentrionale, questi mucchi di pietre si chiamano “ometti”. Un altro nome con il quale è conosciuta questa vetta è Alpe Caciaia in riferimento al cacio prodotto dal latte degli ovini che su quelle pendici pascolano abbondantemente. Il Bortolotti nella sua guida dell’Appennino lucchese affermava che sulla cima di trovava una piccola statua di un uomo, un ometto di pietra. In realtà si trattava di un cippo confinario cilindrico settecentesco in pietra arenaria come ne esistono ancora tanti lungo tutto il crinale spartiacque tra il Corno alle Scale e San Pellegrino in Alpe.
Scendiamo al Passo del Terzino (m. 1680) e continuiamo a seguire il crinale fino a raggiungere le gemelle cime di Romecchio (m. 1.791 e m. 1.731), che raggiungiamo abbandonando il sentiero segnato GEA-00. Proseguiamo a vista, ma non ci sono difficoltà di sorta.
I vecchi pastori della montagna spiegavano l’origine di queste due vette, dalla forma pressoché identica, con una storia dall’antico sapore delle fiabe.
Scendiamo quindi nuovamente per poi guadagnare l’ultima cima della giornata, il Monte Romecchio (m. 1.702).
Proseguiamo fino alla Bassa del Saltello (m. 1.599) dove lasciamo il sentiero “00”-GEA ed imbocchiamo sulla sinistra la bella strada forestale che, tagliando a mezza costa i contrafforti appenninici, ci riporta in discesa al Rifugio Alpino Giovanni Santi chiudendo il nostro itinerario ad anello.

Commenti

    You can or this trail