Tempo  10 ore 2 minuti

Coordinate 882

Uploaded 17 agosto 2016

Recorded agosto 2016

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18,26 km

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vicino Santa Barbara, Lombardia (Italia)

L’èra ura!!!

Dopo dieci anni dal mio primo giro in Val Adamè il Bivacco Baroni finalmente è stato messo nel mirino, si perché tante, troppe volte mi sono fermato poco oltre la Baita Adamè, già di per se un luogo bellissimo, ma quel bivacco la in alto, abbarbicato sulle rocce e a vista quasi irraggiungibile, ecco quel bivacco mi stava sgangherando i sogni… è arrivato il giorno giusto, o quasi!

Questa mattina le gambe sono legnose, le fatiche accumulate durante la vacanza sulle Dolomiti non sono state ancora smaltite, ma non so per quale cippa di motivo proprio in questo giorno mi è venuto in mente di affrontare questo lungo giro; sarà forse la giornata di bel sole? Sarà che siamo un bel trio? Mah…

Ma oramai siamo alla malga Lincino dopo che la sveglia è suonata alle 4:10, già ci sono macchine parcheggiate, non tante per la verità, e noi ci prepariamo senza tante menate. Via, si comincia con le “Scale dell’Adamello”, un bel sentiero (quasi lastricato) che risale la parete rocciosa con i primi 400 mt di dislivello!

E siamo al Rif. Lissone, che lasciamo alla nostra destra, Piero è rimasto un po’ “staccato” dal gruppo (ha altri programmi), mentre io e Rosa puntiamo dritti verso il secondo punto di appoggio della giornata, la Baita Adamè, luogo fiabesco ed accogliente. Mentre il panorama è già fantastico…

Davanti a noi la Cima Levade, il ghiacciaio Pian di Neve e tanti altri 3000, a ritroso, il Torrente Poia crea dei bellissimi Meandri; con questo cartoline non ci sono cazzi che tengano… si prosegue, gambe molli o no!
Attraversiamo un ponticello dopo la Baita e teniamo la destra del Torrente, seguiamo la traccia che a volte è flebile e rovinata dal passaggio del bestiame al pascolo (qua Rosa calpesterà un bel merdone… gli ultimi “resti” si staccheranno a giro avvenuto), e dopo un’altra buona ora di falsopiano, il sentiero prende a salire in maniera decisa seguendo la cresta di una frana.

Prima di affrontare l’ultimo deciso strappo ci fermiamo per “ricaricarci”, Rosa beve acqua in quantità elefantesca, ed io, faccio la mia 134 pisciata tenendo per mano un “archibugio” tutt’altro che elefantesco… c’est la vie… ma questa è stata l’unica nota stonata della giornata.

Si riprende il cammino entrando nel cuore della zona rocciosa, si oltrepassano già i primi ostacoli cercando di aggirare o scavalcare alcuni grossi massi, la pendenza aumenta in maniera decisa su un sentiero piuttosto franoso e detritico, mentre il canalino è sempre più vicino… anzi, ci siamo.

A prima vista nulla di particolarmente difficile, certo è bello ripido, ma sembra corto… dai Rosa, seguimi.

Tocco, appoggio, maneggio e scatto ( ma a che pensate vecchi magnaccia?)… le mani sono nelle fessure, la roccia ha buona aderenza, op, op e ooop e anche questi passaggi tutti di II° sono fatti… Rosa è dietro che mi segue dopo una primo momento d’incertezza. Brava!

Fuori dal canalino ci aspettano un mare di massi, prima ancora in salita e poi traverso… bisogna saltellare come Nureyev, avendo cura però di essere meno eleganti e puntando direttamente al sodo; ma se proprio proprio… rond de jamb en l’air! Ma attenzione a dove planate…

Dopo un discreto rompimento di coglioni (belli i massi…ma), quasi magicamente notiamo il bivacco sopra le nostre teste, ma subito sparisce dalla vista… oramai ci siamo però, ed il morale alto mi fa passare il dolore che ho all’altezza delle ginocchia.
Sbuchiamo appena sopra il bivacco dove ritroviamo altri due escursionisti che ci precedevano, li risalutiamo e poi giù… un brevissimo passaggio esposto si trova giusto in prossimità del bivacco stesso (ci si può attaccare al tirante d’acciao). Bivacco Ceco Baroni ( 5h senza stress)… FANTASTICO!!! E viaggio…https://www.youtube.com/watch?v=EzIz5T4YltM

Si vede tutta la Val Adamè e oltre… non ci sono parole per descrivere cotanta bellezza, il cuore batte forte. E brava anche a te Rosa, ottima prova. Give me five…

Adesso siamo in 8 al bivacco, e ci ritroviamo giusto per il pranzo e per bere un ottimo caffè d’orzo offertoci da una coppia di giovani ragazzi che hanno dormito proprio al bivacco. Tante chiacchiere e altrettanti sorrisi…

Pasto frugale e via, Piero ci aspetta alla Baita Adamè…e poi c’è da disarrampicare.

Ecco di nuovo il canalino, io ancora davanti, prendo confidenza con la roccia, mi diverto a complicarmi la vita sentendo il calore del granito… tutto passa troppo alla svelta, ma siamo fuori dal tunnel. Altre rocce passate in modalità hard-core ed eccoci finalmente nel caro falsopiano… i polpacci sono ormai di ghisa.

Ecco la Baita, ma Piero? Si è spostato al Rifugio Lissone. Si va di Coca…Cola. Ore 16:00, minchia! Viaaa…
Seguiamo il secondo falsopiano, quello che passa dalla malga Adamè (ottimi formaggi), superiamo un tot di “camminatori della domenica” ed arriviamo al rifugio. Piero è sceso alla macchina! Boia…

Abbassandoci di quota cominciamo a sentire il caldo ed il sole picchia duro sulla fronte, la discesa dalle “Scale dell’Adamello” ora diventa un incubo, io vorrei piangere, ma oramai ho finito i liquidi… tutta colpa della vescica!!! E ciao Piero, ti vedo la nel campo bello stravaccato… grande Cinghiale!



Nota 1): Con una giornata così limpida questo giro è uno spettacolo della Natura, la Val Adamè per me è un luogo magico, pieno di vibrazioni positive. Sino all’attacco della zona rocciosa è un bel T2, poi si va di T3+ o T4. Tenete alto lo sguardo e cercate la bollatura non sempre fitta nei punti chiave, scavallare le rocce sarà più facile. Il canalino è breve e con passaggi sempre di II°, divertente per me, forse meno per gente alla Manolo… 8h15 di cammino, ma bello sciallo… 1400 mt di dislivello per alcuni saliscendi. Consigliato.

Grazie ragazzi per la splendida giornata passata assieme.

INCANTO.

Io sono sul bivacco e me ne vanto,

l’eccitazione è tanta e metto il “guanto”,

il nervo è bello teso e sembra amianto.

Incanto,

l’orgasmo che io provo è assai cotanto,

la testa è andata in fissa e non la pianto,

allora mollo il freno e poi mi schianto.

Incanto,

non sento più i ginocchi e li trapianto,

gli amici che conosco sono accanto,

ma non capisco niente... se parlan l'Esperanto.

Se io finisco il giro mi sento quasi santo, e in fondo mi domando: che cazzo è mai L’Incanto?





A’ la prochaine! Menek, Piero The Cinghial e Rosa.
  • Foto di Malga Lincino
  • Foto di Malga Lincino
  • Foto di Malga Lincino
  • Foto di Malga Lincino
  • Foto di Malga Lincino
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