Coordinate 1345

Caricato 13 aprile 2020

Registrato aprile 2020

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16,2 km

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vicino a Riomaggiore, Liguria (Italia)

Difficile scegliere tra le escursioni più belle della Liguria ma questa tra Riomaggiore e Portovenere, passando da Monasteroli rientra nei TOP 10. L'escursione si può fare tutto l'anno, escludendo i periodi più caldi, è un trekking che richiede una giornata piena con un decreto dislivello complessivo, ma i panorami che potremo ammirare ne valgono tutta la fatica, Non è un caso che questo percorso sia conosciuto anche come Sentiero dell'Infinito. Segue antichi tracciati nella macchia mediterranea e attraversa luoghi incontaminati e fermi nel tempo. Impiegherete circa 6/7 ore per compiere i 16 km del sentiero.
Si inizia da Riomaggiore, passando per il Santuario di Montenero proseguendo a mezza costa, sempre vista mare, lungo i bellissimi terrazzamenti della Liguria, per scendere, con la scalinata più incredibile della Liguria fino al mare per poi ritornare sul sentiero a mezza costa e raggiungere PortoVenere.
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g Area di sosta Sant'Antonio

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g bivio Scalinata di Monasteroli

evitabile, si deve fare in discesa e risalita. Monesteroli E La Scalinata Più Incredibile Della Liguria Monesteroli è un minuscolo borgo della Liguria a picco sul mare, accessibile soltanto in barca oppure a piedi. Per essere precisi, si può raggiungere Monesteroli solo attraverso un sentiero ed una ripidissima scalinata di pietra, che conta oltre 1.100 gradini. I pochi edifici che formano il paesino erano un tempo delle cantine, nelle quali si vinificava l’uva. Oggi, alcune di esse sono del tutto abbandonate, mentre altre (la maggior parte) sono state adattate a case di villeggiatura. Sembra che Monesteroli debba il suo nome ad un gruppo di monaci, che proprio qui si insediarono in un lontano passato. monesteroli: la parte finale della scalinata Percorrendo l’infinita scalinata di Monesteroli, si fatica a credere che un tempo i contadini affrontassero quotidianamente i suoi 400 metri di dislivello con un pesante carico sulle spalle. Vivere qui stabilmente, per gli standard moderni, sarebbe del tutto inconcepibile.
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g Campiglia

Piccolo centro in provincia della Spezia, si colloca sul crinale del promontorio occidentale del golfo spezzino. Dalla sua posizione domina il parco delle Cinque Terre ed è sul sentiero che congiunge Portovenere a Levanto. A pochi chilometri si scopre una natura incontaminata e selvaggia tra inebrianti aromi e odori di piante selvatiche. I tramonti mozzafiato e gli scorci panoramici sull'ampia distesa di mare fanno di Campiglia una meta incantevole. Questa località è il punto di arrivo e di partenza per diverse escursioni. Anche il sentiero numero uno delle Cinque Terre, che collega Monterosso a Portovenere, passa di qui. È la meta ideale per itinerari culturali alla scoperta delle antiche tradizioni della vite. I terrazzamenti coprono tutto il versante fino al mare. Le escursioni sono gradevoli durante tutto l'arco dell'anno, il clima è temperato grazie soprattutto alla costante brezza marina. Il simbolo di questa località è il campanile monumentale in pietra arenaria, situato sul picco di una collina di 400 metri d'altezza. È facile riconoscerlo da diversi punti della zona, anche da molto lontano. Da visitare la chiesa di Santa Caterina che si trova nella piazza di Campiglia risale al 1326 e venne successivamente ingrandita. Interessante è anche il mulino a vento, poco fuori dell'abitato, con una scala in pietra esterna ben strutturata e la copertura a cupola del piano terra. Si ritiene che possa risalire al pieno XVII secolo.
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g Campiglia, Bocca del Cavalin

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g Castello di Riomaggiore

Il castello di Riomaggiore è un edificio storico situato nella parte alta del centro storico di Riomaggiore, nelle Cinque Terre, in provincia della Spezia. Utilizzato in origine a scopo difensivo, poi convertito in cimitero, oggi il sito è utilizzato dalla locale amministrazione comunale come sala convegni e centro culturale. Secondo le fonti storiche un primo edificio difensivo fu edificato dai marchesi Turcotti nel 1260[1], signori del borgo di Ripalta presso Borghetto di Vara, sui ruderi di un preesistente sito (denominato "castellazzo") presso il colle di Cerricò[1]. Dopo la dominazione del conte Nicolò Fieschi, un nuovo castello, situato sul colle che divide la valle del Rio Maggiore da quella del Rio Finale, fu definitivamente portato a termine dalla Repubblica di Genova in un periodo tra il XV e XVI secolo[1]. Con l'avvento della dominazione francese di Napoleone Bonaparte, e quindi con la Repubblica Ligure, l'area interna del fortilizio fu riempita di terra e destinata alla sepoltura dei defunti locali[1]. Sul finire del XX secolo l'intero complesso verrà sottoposto ad un recupero generale, convertendo l'area a centro culturale[1]. La struttura si presenta a forma quadrangolare, con due grosse e tozze torri circolari.
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g Castello Doria

Castello Doria, Portovenere: Il bellissimo castello che si trova su un'altura rocciosa fu costruito nei secoli XII-XIV (la data esatta di edificazione non è stabilita). Il castello apparteneva alla famiglia Doria che ebbe un ruolo importantissimo nella vita della Repubblica di Genova. Adesso è una delle curiosità più importanti di Portovenere. Dal castello si gode uno sguardo stupendo sulla città e sulla chiesa di San Pietro. Il castello è completamente accessibile per le visite turistiche, non dimenticate di vistarlo! Prezzo: € 5. Orari: 10.30 - 18.30.
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g Chiesa di San Pietro

Chiesa di San Pietro È la prima cosa che vedono i turisti avvicinandosi a Portovenere sul traghetto. Prima sembra che sia un grande castello fortificato con torri e grandi muri antichi, ma in verità è una chiesa molto bella e vecchia. Si è conservata molto bene ed è completamente accessibile per le visite turistiche. Fu eretta nel 1198.
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g Colle del Telegrafo

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g Fontana di Nozzano

Fonte in pietra arenaria costruita nel 1805 dell'esercito napoleonico per soddisfare le esigenze idriche dell'accampamento sottostante. E' dotata di due lavatoi ed ingentilita da una croce templare sul "timpano" sommitale. Qui si incontra il sentiero 4/b Campiglia-Monesteroli.
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g Forte Muzerone

Il sistema fortificato del Golfo della Spezia è un insieme di strutture militari del XIX secolo poste a difesa del golfo e della costa ligure. Già la Repubblica di Genova aveva provveduto nel tempo ad erigere castelli e fortificazioni per proteggere dalle aggressioni via mare la città della Spezia, i borghi rivieraschi del golfo e la costa di Levante . Queste antiche costruzioni militari erano però ormai strutturalmente inadeguate rispetto all'evoluzione delle tecnologie belliche che si era ormai verificata agli inizi del XIX secolo. Nel 1808 lo stesso Napoleone I, pensando alla costruzione nel golfo spezzino di un arsenale nella baia del Varignano, progettava di difenderlo con moderne postazioni di artiglieria opportunamente collocate sulle alture circostanti. Anche in questa ottica nel 1812 fu realizzata una strada costiera (la cosiddetta Strada napoleonica) per collegare La Spezia a Varignano e a Porto Venere. Analogamente la decisione di Cavour di costruire l'Arsenale Militare aveva comportato la necessità di erigere anche un moderno sistema di forti a difesa della base navale, della città della Spezia e del suo porto. In relazione alla situazione politica internazionale, il complesso dei forti era cautelativamente concepito dal nuovo Regno d'Italia per contrastare attacchi provenienti sia dal mare che da terra. Così, nell’arco temporale che va dal 1859 al 1861, i primi a sorgere furono il Forte Palmaria (noto anche come Forte Cavour), e le Batterie della Castagna e del Varignano.
Altra importante ed imponente opera fu la diga foranea (1873-1879) che consentiva di limitare e controllare gli accessi al golfo oltre a proteggerne gli approdi in caso di mare grosso.
Negli stessi anni, dal 1870 al 1880, vennero costruiti i Forti del Muzzerone, del Pezzino Alto, del Canarbino, le Batterie di Santa Teresa Alta, di Falconara, dei Cappuccini e del Mulino a Vento. Nel tempo opere minori sono state realizzate ad integrazione delle strutture di principali. Nel corso della Seconda guerra mondiale le installazioni furono dotate anche di postazioni antiaeree. Il complesso di questa rete dei forti spezzini costituisce tuttora una realtà pressoché unica in Europa per organicità di strutture militari.
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g Grotta di Byron

Grotta Arpaia (Byron) Tra i luoghi naturali del territorio di Portovenere celebri sono le belle grotte marine. Sull’isola Palmaria c'è ne sono 36. Delle grotte si racconta durante l’escursione “Giro delle isole”, anzi il traghetto si inoltra nelle alcune grotte per far vedere ai turisti tutta la loro bellezza. La grotta dell’Arpaia si trova sul continente, vicino alla chiesa di San Pietro. Dalla piazza della chiesa c’è anche una discesa verso il piazzale di osservazione presso la grotta.
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g Menhir di Tramonti(il masso del diavolo)

Il Masso del Diavolo, leggende e misteri nel sentiero per Monasteroli Una notte Lucifero scacciò un gruppo di viandanti che si erano fermati nella sua dimora, una giovane donna non riesce a trattenersi e danzare, lampi misteriosi volano verso l'Isola dei Defunti. Racconti e leggende sul menhir di Schiara Il Masso del Diavolo, leggende e misteri nel sentiero per Monasteroli La Spezia - Era una notte limpida e i viandanti stanchi accesero un fuoco vicino ad un grosso sasso, nel tentativo di riparasi dalla lieve brezza che rinfrescava l'aria. D'improvviso il vento cominciò ad alzarsi, i viandanti preoccupati si strinsero tra loro nella speranza che quel fischio smettesse, ma diventava quasi assordante. L'ultima raffica fu quella fatale, il povero gruppetto si trovò nell'oscurità completa e mentre la paura gli faceva tremare le ginocchia, di certo non s'aspettavano di trovarsi davanti qualcosa di ancora più sinistro, se non terrificante. Qualcuno emise un pigolio, come un uccellino spaurito e mentre cercavano di riaccendere il fuoco, in mezzo alla polvere, in quel preciso momento si trovarono davanti alla creatura più terribile che un buon cristiano possa immaginare: il diavolo in persona, che li fissava. La leggenda vuole che quel povero gruppetto fosse stato scacciato dallo stesso Lucifero perché avevano invaso la sua dimora. Quel misterioso masso dove i viandanti hanno cercato riposo, all'inizio della storia, non è difficile da individuare perché non è troppo lontano dalla città. Il gigantesco sasso si trova poco lontano da Biassa, passato il crinale, sulla via che porta a Monasteroli e Schiara, nel cuore della Palestra nel verde. In quel luogo, dove tutti almeno una volta sono passati, è presente uno dei segnali più antichi e misteriosi lasciati ai posteri. Parliamo del menhir di Schiara, detto anche per le sinistre leggende che lo accompagnano Masso del Diavolo, studiato per la prima volta nel 1922 da Ubaldo Mazzini che scoprì il pietrone alto 2.48 metri insieme ad altri megaliti della zona, alcuni dei quali sono in mostra al Museo Civico della Spezia. I menhir di Tramonti sono tre e per molti anni sono stati oggetto di studio per gli archeologi . Inoltre, si suppone che questi megaliti fossero parte di un sito astronomico e religioso preistorico dell'età del Bronzo; inoltre, protebbero rappresentare gli archetipi delle più famose "statue stele" della Lunigiana. Il 21 giugno, solstizio d'estate, l'ombra del menhir di Tramonti si proietta esattamente a metà della Posa Grande, un muro a secco in pietra posto davanti al menhir stesso mentre, accanto al megalite, sono poste due pietre, l'una con un foro circolare e l'altra con uno rettangolare. Questa posizione alimenta l'ipotesi di un'antica funzione rituale del masso, anche se in seguito al loro ritrovamento sulla pietra più grande era stata posta una croce, come a cristianizzarla.
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g Monasteroli

Piccolo insediamento stagionale raggiunto dai tipici selciati che tagliano verticalmente il versante di Tramonti. Da queste ripide scalinate in sasso, talora costituite di gradini ciclopici finemente lavorati di scalpello, si dirama una rete di scalinate e sentieri minori che permettono l’accesso alle diverse quote della superficie terrazzata. E’ il modo più breve ma anche il più faticoso per spostarsi lungo il pendio, e testimonia delle difficoltà che qui la coltivazione dell’uva comporta.
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g Pitone, Punto panoramico

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g Porta del Borgo

L’entrata nel centro storico di Portovenere, cioè la sua via principale Cappellini sulla quale si trovano tantissimi negozi e ristoranti, fu costruita nel 1113 mentre la vicina torre fu costruita nel 1161. Queste edificazioni antiche insieme alle vecchie case e le strette vie della città vi portano indietro di quasi mille anni. È un luogo meraviglioso!
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g Portovenere/Porto

raggiungibile dalle Cinque Terre con un servizio marittimo e da La Spezia con servizio autobus dalla stazione centrale, è contornato da tre piccole isole: Palmaria, Tino e Tinetto. Portovenere insieme a Lerici, uno dei due estremi del Golfo dei Poeti, rappresenta un sito incluso nella lista mondiale dei patrimoni culturali dell' UNESCO. Le case che si affacciano sul porto sono molto caratteristiche, alte, strette con facciate dai colori forti (rosso e giallo). Sul promontorio, arrampicata sulla scogliera vicino al Castello, si trova la Chiesa San Pietro risalente al V Secolo costruita su un
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g Rifugio Muzerone

Il rifugio si trova sul Monte Muzzerone, nel lato di fronte all'Isola Palmaria, lungo il sentiero del CAI n° 1 e si può raggiungere solo a piedi da Portovenere oppure arrivando da Campiglia, sempre dal sentiero del CAI.
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g Riomaggiore Stazione Ferroviaria

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g Santuario di Nostra Signora di Montenero

Il Santuario di Nostra Signora di Montenero sorge a 340 metri sul livello del mare e offre una vista a dir poco stupenda. Al suo interno conserva la sacra immagine raffigurante l’Assunzione della Vergine che, secondo un’antica leggenda tramandata oralmente di generazione in generazione dagli abitanti di Riomaggiore, sarebbe stata qui portata al principio dell’alto Medioevo da profughi greci in fuga da una persecuzione iconoclasta. Sottoposto a varie opere di rifacimento, il Santuario prese la sua forma attuale verso il 1800. Non raggiungibile in auto, ma solo attraverso alcuni sentieri, questo antico monastero richiama visitatori da tutto il mondo.

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