Tempo in movimento  un'ora 27 minuti

Tempo  2 ore 44 minuti

Coordinate 972

Uploaded 19 dicembre 2018

Recorded dicembre 2018

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498 m
224 m
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1,4
2,7
5,45 km

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vicino Madonna della Libera, Campania (Italia)

Percorso non particolarmente impegnativo, sostanzialmente ben segnalato e difficilmente equivocabile (eccetto per il raggiungimento della grotta dei Briganti), ricco di spunti di grande interesse naturalistico e storico. Personalmente ho parcheggiato l'auto nei pressi dell'imbocco della galleria che attraversa monte Cigno, sulla strada che congiunge Cerreto Sannita e Cusano Mutri. Da lì si prosegue lungo la vecchia strada, chiusa al traffico per il consistente rischio di caduta massi da monte Cigno, che svetta imponenente sulla destra. Si percorrono 500 mt su strada asfaltata (evidenti i massi su strada e i segni lasciati dal loro passaggio) con bella vista sul Titerno, si supera un ponte e subito dopo, sulla destra, inizia il sentiero vero e proprio con la discesa attraverso una sorta di scalinata che diviene sentiero. Subito è indicato un bivio: a sinistra ci si affaccia sulle "lavelle", ma è difficile proseguire per molto quindi tocca tornare indietro e prendere il suddetto bivio a destra; si costeggia il fiume, lo si attraversa tramite un ponticello di legno, e si procede nuovamente a sinistra, seguendo il corso d'acqua e passando nei pressi delle "lavelle". Proseguendo ancora si raggiunge un ameno ponticello in pietra, dalla forma ad arco irregolare, di origini così antiche da essere da qualcuno considerato uno dei ponti più antichi d'italia. Ritornando sul sentiero, poco più avanti, prendendo a destra a una biforcazione dello stesso, si raggiunge la grotta delle fate, cavità sostanzialmente artificiale risalente agli anni '70, agevole da esplorare (necessaria una torcia), attualmente popolata dai tipici abitanti delle grotte (insetti vari e qualche pipistrello, che non va disturbato, soprattutto d'inverno). Avanzando il sentiero piega a destra e, facendosi più ripido, risale le pendici di monte Cigno. Pur essendo stato sicuramente più curato ed evidente in passato (come testimoniano alcuni punti in cui residua una balaustra in legno), attualmente il sentiero da qui in poi è appena intuibile in certi punti e privo di segnaletica. Se si decide di seguirlo si arriva alla grotta dei Briganti, leggendario rifugio di briganti, appunto, che sul Matese furono particolarmente attivi nel periodo postunitario. E' possibile entrare nella grotta ma l'ingresso si presenta angusto, costringendo chi volesse accedervi a gattonare o strisciare. Personalmente ho visitato solo i primi ambienti della cavità, in cui si possono apprezzare alcune concrezioni calcaree. Nel rientrare dalla grotta si apprezza l'ampio panorama sulle forre, su Civitella Licinio e Cusano Mutri. Per il rientro si può ripetere il percorso a ritroso oppure, giunti al bivio nei pressi della grotta delle fate, discendere verso il fiume, attraversarlo su di un altro ponte e ritornare su strada asfaltata al punto di partenza.

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