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10,47 km

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vicino Sant'Antonio, Lombardia (Italia)

Escursionismo PASSO SELLERO
Introduzione:
Imponente montagna allungata sulla cresta che separa la Valle Belviso dalla Valle di Campovecchio, a S dell’Aprica. È un balcone panoramico eccezionale, per nulla disturbato dal vicino Monte Telenek più alto di soli nove metri. La via normale proposta del versante WNW non presenta alcuna difficoltà. L’unico tratto un poco ripido è il pendio erboso sopra i ruderi di Malga Pisa, poi diventa tutto elementare e si può salire senza percorso obbligato.
Molto interessante la traversata di cresta fino al Monte Colombaro, fattibile in giornata. Al riguardo vedi relazione: Monte Colombaro – Cresta NE


Accesso:
Provenendo dal versante tellino, prima di raggiungere l’abitato dell’Aprica, si imbocca sulla destra la Via Liscedo. Chiare indicazioni anche per Rifugio Cristina e Diga Frera. La strada, in parte asfaltata e in parte sterrata, risale la Valle Belviso, passa dal Rifugio Cristina e circa 600 m più avanti raggiunge la località Ponte Frera. Sulla destra ci sono delle costruzioni private mentre a sinistra la strada scende al ponte. Cento metri più avanti si tralascia un’area di sosta attrezzata e si prosegue sulla stradina sterrata. Dopo aver superato alcuni tornanti si arriva di fronte alla casa dei guardiani della diga. Si parcheggia in uno spiazzo sulla destra.


Descrizione della salita:
Dal parcheggio si segue la stradina sterrata e pianeggiante che costeggia il Lago Belviso. Si tralascia il primo sentiero per Alpe Frera e G.V.O. e si prosegue per un buon tratto, fino al cartello indicatore che riporta Malga di Campo h 1,10 e Passo del Venerocolo h 3,00. Da qui abbiamo due possibilità per raggiungere due baite in località Radici di Campo (q. 1602 m):
1°) Si prende questo sentiero che sale nel fitto bosco, in direzione E, compiendo diverse svolte. Poco sopra le tracce si perdono un poco nel pascolo ricoperto di pini, ma si arriva subito in vista delle due baite, raggiunte anche dalla stradina sterrata dell’itinerario successivo.
2°) Si prosegue lungo la stradina che costeggia il lago, per un centinaio di metri o poco più. Raggiunto un bivio, si abbandona la pista che costeggia ancora il lago e si svolta a sinistra, seguendo le indicazioni del cartello con il segnavia 311 che riporta Malga Demignone h 1,20 e Passo del Demignone h 3,30. La sterrata compie alcuni tornanti e passa vicino ad alcune baite. Nel prosieguo si tralascia la deviazione a destra per Malga Demignone, si attraversa il torrente sopra un ponte e poco sopra si arriva in prossimità delle due baite sopra citate.
Questa strada sterrata, riportata sulle carte fino alla (q. 1602 m) di Radici di Campo, in effetti prosegue fino in Val di Campo. Quindi, in entrambi i casi, dalle due baite si prosegue sulla sterrata che compie diversi tornanti e supera il ciglio della valle. Quando il percorso diventa pianeggiante, cioè poco prima di attraversare il torrente emissario del Lago di Pisa, sulla sinistra si potranno notare i ruderi di una grande stalla e un cartello indicatore. Si abbandona quindi la stradina (in 5 minuti si arriverebbe a Malga di Campo q. 1822 m) e si seguono le indicazioni del cartello che riporta G.V.O. (gran via delle Orobie) h 1,10 e Foppo Basso h 1,20. I segnali risalgono una valletta con radi larici, poi traversano a sinistra e al disopra di un salto roccioso si arriva in aperto pascolo. La traccia si perde nella vegetazione, si prosegue allora verso destra e si arriva ai ruderi di (q. 2029 m). Con percorso intuitivo si sale ancora in obliquo verso destra, seguendo i rari segnali sui sassi e si entra in piccolo avvallamento. In seguito la traccia diventa più evidente, si sale ancora in obliquo verso destra, su ripidi prati e si va a raggiungere il sentiero della G.V.O. (segnavia 301 sulla Kompass), in località Foppo Basso (che è il luogo dove è stata ripresa l’immagine principale di questa relazione). Si segue ora il sentiero pianeggiante della G.V.O. in direzione ESE, si tralascia poi la deviazione a sinistra per il Lago di Pisa e dopo cento metri si arriva ai ruderi di Malga Pisa, in località Foppo Alto (q. 2180 m). Venti metri più avanti si attraversa il torrente che scende dal Lago di Pisa e subito, si abbandona il sentiero e si sale il ripido pendio erboso a destra del torrente.
Bisogna precisare che nella carta della Kompass, dove c’è la “V” di Valle di Pisa, da sinistra a destra compaiono nell’ordine: rudere di Malga Pisa – torrente emissario del Lago di Pisa - sentiero che sale al Lago di Pisa. In effetti la sequenza esatta è: sentiero che sale al Lago di Pisa – rudere di Malga Pisa – torrente emissario del Lago di Pisa.
Ritornando alla salita, il pendio erboso è alto una cinquantina di metri ed è un poco ripido, ma poi si addolcisce. Con percorso evidente si aggira a destra una profonda e stretta forra del torrente e si prosegue su terreno viepiù roccioso, ma elementare, in direzione ESE. Dopo aver aggirato sulla sinistra alcuni risalti rocciosi, si arriva ad una spianata, alla base del pendio finale. Si risale questo pendio di sfasciumi senza percorso obbligato, puntano ad una selletta poco a sinistra della vetta e si arriva in cima senza difficoltà.


Discesa:
Come per la salita, ma agli escursionisti più esperti è consigliabile la traversata almeno fino al M. Colombaro.

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