• Foto di Enna
  • Foto di Enna
  • Foto di Enna
  • Foto di Enna
  • Foto di Enna
  • Foto di Enna

Difficoltà tecnica   Facile

Coordinate 2319

Uploaded 22 gennaio 2011

Recorded gennaio 2011

-
-
1.046 m
495 m
0
4,2
8,4
16,77 km

Visto 3577 volte, scaricato 39 volte

vicino Enna, Sicilia (Italia)

http://www.ennaturismo.info/

http://www.ennaturismo.info/2013/02/03/tutte-le-notizie-su-ennaturismo-su-vivisicilia-it/


http://www.turismoenna.it/

http://www.welcometoenna.com/

Molti furono i nomi che Enna ricevette dai tanti popoli che la abitarono, anche se conquistarla non era per niente semplice. Per la sua posizione all’interno della Sicilia, Callimaco la definì “Umbilicus Siciliae”, mentre per la sua posizione strategica Tito Livio le diede l’appellativo di “Urbs Inexpugnabilis”.
I primi insediamenti sorsero ad opera dei Sicani, popolazione autoctona della Sicilia, costretti poi ad abbandonare la parte orientale dell’isola a causa dell’incalzare dei Siculi.
Furono proprio i Siculi a fare di Enna uno dei principali centri sacri per il culto di Cerere in onore della quale costruirono un recinto sacro e un santuario sul versante orientale del monte. Ne rimangono tracce, per lo più immaginabili, nella Rocca di Cerere, ai piedi del Castello di Lombardia.
Dal punto di vista archeologico, le più antiche tracce di insediamenti sul monte Enna risalgono all’età del Bronzo, sulle estreme propaggini orientali, tra la Rocca e il Castello.
Nella valletta sottostante, recenti scavi confermano l’esistenza di reperti preistorici e hanno portato alla luce una necropoli di età greca in Contrada Pisciotto, una tomba di età ellenistica e un’iscrizione funeraria marmorea, che ricorda una sacerdotessa di Cerere, rinvenuta a Montesalvo.
Durante l’egemonia siracusana (357 a.C.) la città venne circondata da mura che seguivano il profilo delle rupi, operando tagli orizzontali e verticali nella roccia, visibili ancora lungo le pendici del monte. I grandi serbatoi campanati scavati nella roccia venivano probabilmente usati come silos per il grano.
Le necropoli, risalenti al V e IV secolo a.C., erano situate nel Vallone di Pisciotto e nelle zone di Montesalvo e dello Spirito Santo.
In epoca bizantina (555 d.C. circa), vennero riorganizzate le difese con un secondo ordine di mura che comprendeva anche le campagne circostanti.
Traccia più evidente delle presenza greca è la GROTTA DELLA SPEZIERIA, visibile all’ingresso della città con 65 nicchie intagliate nelle pareti, che forse un tempo ospitavano statuette votive e che lasciano dunque presupporre che questo fosse un primitivo luogo di culto. Sul margine del pianoro sono inoltre state riportate alla luce mura di fortificazione d’età greca.
D’epoca neolitica è invece la GROTTA DELLA GUARDIOLA, attigua alla porta di Janniscuru, praticamente una tomba ad inumazione collettiva. È così chiamata perché, probabilmente, aveva una sua funzione civile e militare, specie nel medioevo, quando le guardie controllavano il pagamento dei tributi e dei dazi. È profonda circa tre metri, lunga oltre quattro metri e alta circa un metro e mezzo. In origine la grotta della guardiola faceva parte di un complesso di grotte della necropoli arcaica e greca.
In Contrada San Calogero, ai piedi della Rocca di Cerere, la GROTTA DEI SANTI testimonia l’esistenza di comunità eremitiche in epoca bizantina, ed è così chiamata perché dipinta interamente a fresco e tecniche miste, con figure di Santi.
A COZZO MATRICE, è un insediamento greco-indigeno, risultanza delle civiltà sicana e sicula che, insieme con quella greca, diedero inizio a forme di vita sociale e culturale sincretiche. Cozzo Matrice è la collina situata a Nord del lago di Pergusa ed ha restituito reperti risalenti alla tarda età del rame. Sono stati rinvenuti resti di focolari, alcune buche nel terreno che dovevano presumibilmente fungere da sostegno per capanne, tombe a camera, i resti di un grande edificio di età arcaica (destinato a scopi funerari) al cui esterno si trovano due grotte comunicanti e i resti di una fornace sottostante ad un tratto di mura di cinta. Diodoro siculo localizza qui il luogo del ratto di Proserpina (infatti scrive che è proprio da un pianoro alto e scosceso da tutti i lati, ove si apriva una vasta spelonca, che emerse dagli inferi il carro di Plutone).
I reperti provenienti da Cozzo Matrice annoverano materiale litico e ceramico, sia indigeno che siceliota: lucerne, fibule, spilli, cuppelle ed altro. Questi, insieme ai reperti provenienti dalle necropoli del Vallone Pisciotto, Montesalvo e Spirito Santo, nonché le statuette votive ritrovate nelle numerose grotte sulle pendici della città, sono custoditi presso il Museo Archeologico e il Museo Alessi.
Il percorso è stato registrato con un GPS Oregon 450.
Oregon 450 ha un ricevitore GPS high-sensitivity con tecnologia HotFix-. consentendo le migliori prestazioni anche in condizioni ambientali avverse.
Oregon 450 permette di trasformare qualsiasi immagine cartografica in un formato compatibile con gli strumenti Garmin , rendendo possibile l’utilizzo di cartografie raster
Caratteristiche Principali
altimetro Bussola elettronica 3 assi auto compensata Memoria 850 MB di memoria interna per trasferimento cartografia e dati Cartografia Basemap mondiale con rilievi sfumati precaricato; 850 Mbyte di memoria interna per cartografia disponibile su DVD Map Source
Collegamento al PC Connessione USB High-speed per collegamento al PC
Dimensioni 5.8 x 11.4 x 3.5 cm
Dimensioni Display 3.8 x 6.3 x 7.6 cm
Risoluzione Display 240 x 400 pixels
Tecnologia Display Antiriflesso a colori TFT touchscreen
Peso 200 g con batterie
Alimentazione 2 AA batterie NiMH
Autonomia 10 ore
Impermeabilità si (IPX7)
Interfaccia USB e compatibile NMEA 0183
Memoria interna 850 MB
Waypoints 2000
Rotte 200
Registro traccia 10.000 punti, 200 tracce salvate
Bussola elettronica a 3 assi
Altimetro barometrico
Alba/Tramonto
Tavola maree
Calcolo area
Trasferimento wireless unit-yo-unit
Visualizzatore immagini
Garmin Connect si, compatibile
Clip con moschettone
Cavo USB

Commenti

    You can or this trail