Tempo  6 ore 18 minuti

Coordinate 5983

Caricato 24 giugno 2018

Recorded giugno 2018

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2.159 m
1.199 m
0
3,5
7,0
13,95 km

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vicino Colcerver, Veneto (Italia)

Viàz vero in tipico ambiente da camosci.
Traccia abbastanza varia, in buona parte esposta con alcuni tratti molto stretti e scivolosi – e con poca consistenza del fondo ricoperto da ghiaino-pietrisco.
Praticamente tutto rivolto a ovest, in ambiente circondato da vette più alte che non permette panorami di lontananza, ma è un percorso in cui bisogna ricavare la soddisfazione nella percorrenza del tracciato.

Due i punti in cui bisogna usare mani e piedi in senso verticale, che tuttavia non sono i punti più difficili in assoluto.
Il primo, poco dopo il doppiaggio del primo costone, è una discesetta sul II° grado in una stretta fenditura rocciosa: buoni e solidi appigli anche se un po’ distanziati.
Il secondo è il passaggio più caratteristico del percorso.
Quando si arriva nei pressi della Forcella de la Sagróna, si nota subito che la cengia finisce prima in un punto dove non si può più proseguire verso la forcella che è il termine del Viàz Sóra la Fòpa.
A sinistra, un po’ più alta della forcella, c’è una spaccatura nel corpo roccioso con ben visibile un masso incastrato a mo’ di cappello (poi si vedrà che ce n’è più di uno in successione).
Bisogna risalire lo stretto canalino nella spaccatura con qualche metro sempre sul II° grado, ma con appigli molto ravvicinati.
Quando si arriva davanti ad altri massi incastrati dopo il primo a cui si passa sotto, si piega leggermente a destra (è tutto molto evidente) e si passa in discesa sotto un altro arco roccioso per sbucare nel versante est appena sopra la Forcella de la Sagróna che si raggiunge facilissimamente.

La salita fino all’inizio del Viàz Sóra la Fòpa è tutta su tracciato CAI di medio livello con qualche singolo passaggio un po’ più impegnativo.
Si abbandona il tracciato CAI all’inizio dell’ultima rampa rocciosa che porterebbe al Bivacco Carnielli De Marchi.

Due possibili discese.
Quella di oggi che inizia per tracce con discesa nell’ampio e dolce vallone a sud est della Forcella de la Sagróna, poi piega a destra per sentierino con qualche segno rosso locale e si immette nei tracciati CAI a partire da Malga Cornìa.
L’alternativa è stare più alti sulla destra all’inizio fiancheggiando le rocce di Cima del Coro (da non confondersi con il Monte Coro del Gruppo della Schiara).
Il percorso non è chiaro e si sta di traverso su tracce non sempre stabili.
Poi bisognerebbe scendere fra i mughi e si arriverebbe a Forcella Piccola senza passare per Malga Cornìa, così risparmiando qualche decina di metri di dislivello ma, nel complesso, su tracciato più lento e che – a mio giudizio – non aggiunge tecnicamente nulla a quanto già fatto.
A dire il vero, oggi ho iniziato questa seconda variante, ma poi ho visto che c’era troppo da “ravanare” (e anche da litigare con i mughi), sono ritornato a Forcella de la Sagróna e ho fatto la prima variante (ho cancellato dalla traccia GPS questa divagazione).

IL DISLIVELLO VERO È DI CIRCA 200 METRI IN MENO DI QUANTO INDICATO DA WIKILOC NEI DATI DI RIEPILOGO DELL’ESCURSIONE.

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