Tempo  13 ore 15 minuti

Coordinate 15141

Uploaded 22 ottobre 2017

Recorded luglio 2017

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3.169 m
1.348 m
0
7,1
14
28,32 km

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vicino Bortolot, Veneto (Italia)

È CHIARO CHE IL DISLIVELLO NON È DI OLTRE 4.500 METRI: SONO CIRCA 2.200 PER IL GIRO FATTO IN QUESTO MODO.
I RICALCOLI DI WIKILOC IN FASE DI IMPORTAZIONE SONO SEMPRE MOLTO ABBONDANTI CON CENGE CHE SCORRONO SU TRATTI DI GRANDE VERTICALITÀ.

Escursione veramente completa, “se ne vedono di tutti i colori”, in senso positivo naturalmente.
La valutazione è per esperti anche per la lunghezza che costringe ad essere concentrati per molto tempo: COMUNQUE MOLTO IMPEGNATIVO.

Per l’approccio alla Cengia di Giacin e Cesaletti, arrivato al roccione da aggirare che, nelle varie relazioni, è indicato da passare a destra o sinistra, ho scelto la destra – ma vista dopo dall’alto forse era meglio la sinistra: non c’è molta differenza di difficoltà comunque.
Sulla forcelletta del waypoint “Forcelletta da scendere per inizio Cengia Giacin Cesaletti” c’era un cordino lasciato da qualcuno per eventuale assicurazione per i pochi metri di discesa più o meno di I° grado.
Guardando bene c’è un’altra forcelletta pochi metri più in basso da cui si arriva in piano all’inizio della cengia: bisogna stare un po’ più attenti arrivando dalla bancata precedente dopo aver abbandonato il fondo del vallone che porterebbe alla Forcella di Forca Rossa.

Cengia di Grohmann bella lunga: i due passaggi segnalati come molto esposti in effetti sono “vertiginosi” ma ho trovato gli appoggi per i piedi abbastanza rassicuranti: niente foto in quei punti perché ero da solo e anche le mani erano occupate.

Arrivati al “Canalone de la Fisùra” – alias “Canalone de La Fessura” – che divide il Monte Pelmo dal Pelmetto e dove inizia la discesa, il GPS ha avuto “qualche minuto di stordimento”.
Se osservate la traccia dopo il waypoint “Ometto riferimento verso inizio ovest Cengia di Grohmann” si nota che “è sparata” quasi in cima al Pelmetto per poi rientrare nel canalone e fare un altro paio di scarti anomali più in basso.
Comunque la linea di discesa è intuitiva e non serve il GPS.
Unico punto di attenzione per l’orientamento è il superamento del roccione che, a un certo punto, ostruisce completamente il vallone; ci sono due ometti molto visibili: dopo il secondo si scende appena un po’ e poi si piega decisamente a sinistra a superare un piccolo valloncello verso una dorsale e poi tutto intuitivo – dopo il secondo ho notato ancora due ometti schiacciati/crollati molto poco visibili: ho provato a ricostruirli ma credo che da una stagione all’altra il lavoro sia sempre da rifare per questi due.
Allego una foto a ritroso del roccione dove la piega è indicata ovviamente a destra per chi avesse voglia di salire (linea molto indicativa perché si valutano sempre i passaggi secondo le condizioni del momento).

Fine dei problemi e tutto facile fino al parcheggio.
Tutto talmente facile che al waypoint “SVOLTA ERRATA PER TAGLIO DI MUGHI: proseguire diretti per "I Lach" ho ben pensato di tagliare per risparmiare qualche minuto: pessima decisione perché “mi sono immugato di brutto” e ho perso più di un’ora.
Però ero troppo contento per arrabbiarmi.
Monte Pelmo 3172m

1 comment

  • Foto di rita.guidolin

    rita.guidolin 18-mar-2018

    Bellissima descrizione di uno splendido percorso, ahimé, al di sopra delle mie possibilità.

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