Tempo  11 ore un minuto

Coordinate 9648

Caricato 9 ottobre 2019

Recorded ottobre 2019

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2.350 m
718 m
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4,1
8,3
16,53 km

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vicino Casera Lodina, Friuli Venezia Giulia (Italia)

Dopo aver salito Cima dei Preti e il Monte Duranno, volevo salire la bella Cima dei Frati che sta in mezzo.
È più bassa ma dà una visuale unica, e inserita nel percorso di traversata fra il Bivacco Greselin e Forcella Duranno compone un itinerario impegnativo e di grande soddisfazione.
Tutto il percorso è segnato, tra il sufficiente e il buono-ottimo.
La guida di riferimento è “101% Vera Montagna una finestra sul gruppo dei Preti Duranno” di Paolo Beltrame, che è meglio di un GPS!
Oggi le nubi basse non si sono diradate in fretta come da previsioni, e la salita al Bivacco Greselin più buona parte della traversata sull’Alta Via n.6 sono state assai “nebbiose”.
La buona notizia è che – con attenzione – si riesce ad avanzare anche con poca visibilità.
Naturalmente ero pronto a tornare indietro se la parte più tecnica di salita non fosse stata perfettamente assolata.
In basso si è poi sufficientemente aperto nella seconda parte di traversata nel tratto dove i segnavia sono un po’ meno visibili: qui con nebbia come all’inizio sarebbe stato più problematico.

SALITA ALL’ATTACCO DELLA VIA NORMALE PER CIMA DEI FRATI
Intanto bisogna andare al Bivacco Greselin per salita ben evidente lungo il CAI 358, e sempre abbastanza “in tiro” dopo il secondo attraversamento del Torrente Compol.
C’è solo un breve tratto franato del sentiero, non difficile da oltrepassare, poco prima del bivacco.
Dal Bivacco Greselin si va verso sinistra lungo l’Alta Via n.6 o Alta Via dei Silenzi con segnavia rossi e verdi: spesso c’è il doppio segnavia abbinato rosso e verde, ma se ne trovano anche di singoli o rossi o verdi.
L’inizio è un lungo traverso su pendio inclinato con vari tratti esposti su base solida, e qualche segmento franoso che si supera senza grossi patemi stando attaccati alle rocce.
Si arriva alla base di un canale attrezzato con cavo, più o meno un I° grado di roccette solide, e con il cavo si sale senza problemi.
Poi la traccia piega a sinistra verso un secondo canale dove c’è il più classico dei roccioni incastrati: qui senza cavo di aiuto sarebbe MOLTO dura.
È un passaggio assimilabile a un difficile passaggio di via ferrata: se si sale prima su una roccia piatta di sinistra si evita il primo movimento di pura forza.
Poi il canale continua ancora su ghiaie e pietrisco non difficili.
In testata del canale c’è una piccola forcella-sella da oltrepassare, si scende un paio di metri e si continua a traversare per circa 50 metri in linea d’aria fino alla base di un pendio prativo che si stacca sulla destra: qui inizia la salita alla Cima dei Frati.

SALITA ALLA CIMA DEI FRATI
Il segnavia di salita a Cima dei Frati (ometti a parte) è il bollino rosso, non più segni rossi e verdi perché è una deviazione dall’Alta Via n.6 o Alta Via dei Silenzi.
Il primo bollino è più o meno a centro prato pochi metri dopo inizio salita.
Finita la prima parte di prato verso la base di una fascia rocciosa, si inizia a piegare verso destra con l’erba che è progressivamente sostituita da terreno più compatto con pietre e ghiaie dove si continua a camminare benino.
Si arriva sotto un breve e facile canale da risalire verso sinistra che introduce nella lunga diagonale che porta fino allo spigolo dove iniziano le roccette più difficili di salita.
Questa diagonale è sempre “camminabile” ma vari passi richiedono attenzione per l’esposizione e la non perfetta stabilità del fondo: non è “diverso o di più” rispetto a molte cime dolomitiche, ma bisogna stare attenti.
Allo spigolo (con gran vista sul Monte Duranno) c’è una freccia rossa che indica l’intaglio iniziale di salita, e poi ci sono molti e ravvicinati bolli rossi.
Con qualche passo non continuo di I° grado si arriva al punto chiave ben descritto nella guida di Paolo Beltrame:
  • Verso destra c’è una paretina di pochi metri di II° grado abbastanza solidi e ben appigliati – oggi ho visto un cordino su spuntone roccioso per eventuale calata in discesa
  • Verso sinistra si prosegue (forse 5/6 metri, sono spazi brevi) per uno stretto intaglio-forcellino che cala di poco in versante ovest, prosegue su cengia con 2/3 passi iniziali molto esposti, e infine ritorna sul percorso principale con inversione verso destra risalendo un altro intaglio (forse I° grado ma non di più)
Io sono salito per il II° grado e sceso per l’altra variante.
Nella variante con cengetta (la mia discesa) ci sono vari bolli rossi oltre agli ometti, e in discesa si individua facilmente perché è indicata con freccia rossa; i passi molto esposti sono su base “abbastanza” rassicurante.
Nella variante di II° grado ho visto “solo” ometti, ma bastano e forse non ho guardato bene io.
Poco sopra il punto di riunione delle due varianti, c’è un ultimo bollo rosso all’inizio della diagonale finale su placche rocciose (però continuano gli ometti).
La diagonale non è difficile se affrontata con calma, e conduce fino a un tratto più ripido negli ultimi metri verso l’ometto di vetta di Cima dei Frati.

DALL’ATTACCO DELLA SALITA ALLA CIMA DEI FRATI A FORCELLA DURANNO
Ripresa l’Alta Via n.6 o Alta Via dei Silenzi, si arriva in breve su una piccola forcella all’aggiramento di un costone della montagna: questo costone è il punto che (per fortuna) oggi separava la nebbia da nuvole basse con un’area a buona visibilità.
Più tecnicamente, questo è il punto dove iniziano le difficoltà maggiori verso Forcella Duranno.
Dalla piccola forcella si scende ripidamente e si compie un arco esposto per assecondare una conca, poi facile fino al costone successivo dove inizia un traverso esposto ma, questa volta, attrezzato con cavo – all’aggiramento di questo secondo costone, grande vista (tanto per cambiare) sul Monte Duranno e su tutto il lungo finale verso Forcella Duranno.
Pochi metri dopo la fine del cavo, inizia un lungo ripido in discesa, con tratti di I° grado continuo: c’è una clessidra per chi vuole assicurarsi, e oggi c’era un “cordino escursionistico” agganciato.
Si continua poi a scendere fino al punto più basso dove c’è “uno scavo da franamento” e, dopo i primissimi metri ghiaiosi e faticosi, si traversa fino al bivio (segnato su roccia a terra) per il Bivacco Baroni.
A questo punto (ed è segnato nella guida come “disagevole”) c’è un tratto fastidiosissimo di una cinquantina di metri in linea d’aria: è il tratto che ho trovato più “spacca-gambe” di tutto l’itinerario per la pressione che bisogna fare a terra per stare in piedi, anche se di fatto si va in piano.
È quel tipico fondo molto compatto con piccoli “sassi-spuntoni” emergenti, residuo di frana, e inclinato lateralmente che non dà mai sicurezza.
Passata questa “rogna”, riprende una esile ma vera traccia con dei bollini rossi che affiancano gli sbiaditi (in questa parte) segnavia rosso-verdi, e si arriva sotto una fascia rocciosa dove inizia la lunga bancata-diagonale di salita finale verso Forcella Duranno.
Questa diagonale è “quasi rilassante” rispetto a quanto fatto, con un breve saltino dove si usano le mani e (ancora!) un corto franamento che lascia scoperta una “base spacca-gambe”: questo franamento è veramente corto … ma ho preferito aggirarlo alzandomi di una quindicina di metri di dislivello!

RIENTRO DA FORCELLA DURANNO A PONTE COMPOL
Qui ho semplicemente seguito il sentiero CAI 374, che inizia in versante est, scavalca una forcella con qualche metro di discesa iniziale scivolosa, e ritorna in versante est scavalcando una seconda forcella.
Dalla seconda forcella cala velocemente nella Busa dei Vediei con un gran “tornantone” verso destra.
Il facile pendio della Busa dei Vediei è ben inerbato ma ci sono molti segnavia CAI (su roccette o paletti), ed è difficile sbagliare, difficile per tutti tranne … che per me! 😊
Più o meno tra quota 2.100 e 2.070 mi sono distratto e la traccia GPS non segue la linea ottimale ben segnata a terra.
Dall’uscita dalla Busa dei Vediei poco sotto Forcella Lodina, il sentiero va verso il Ricovero Casera Lodina su cui si può far conto in caso di meteo avverso o escursioni lunghe in cui si va lunghi coi tempi.
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01 - Parcheggio Ponte Compol in Val Cimoliana

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02 - Bivacco Paolo Greselin

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03 - Punto foto lungo l'Alta Via n.6 o Alta Via dei Silenzi

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04 - Base primo tratto attrezzato dopo il Bivacco Greselin

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05 - Base secondo tratto attrezzato dopo il Bivacco Greselin

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06 - Testata canalino e piccola forcella poco prima dell'attacco per la via normale alla Cima dei Frati

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07 - Base prato di inizio della via normale per Cima dei Frati

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08 - Punto foto nella prima parte di salita a Cima dei Frati

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09 - Punto foto nella prima parte di salita a Cima dei Frati

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10 - Punto foto nella prima parte di salita a Cima dei Frati

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11 - Base breve e facile canale a fine prima parte di salita a Cima dei Frati

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12 - Inizio lungo traverso verso le roccette finali per Cima dei Frati

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13 - Attacco roccette I° e II° grado verso le placche finali per Cima dei Frati

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14 - Diramazione varianti di salita per Cima dei Frati

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15 - Punto foto verso le placche finali per Cima dei Frati

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16 - Ultimo bollo rosso salendo verso Cima dei Frati poi rimangono gli ometti

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17 - Punto foto poco prima della Cima dei Frati

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18 - Ometto di vetta di Cima dei Frati - waypoint 1

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19 - Ometto di vetta di Cima dei Frati - waypoint 2

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20 - Diramazione varianti di discesa da Cima dei Frati

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21 - Forcellino-intaglio lungo l'Alta Via n.6 o Alta Via dei Silenzi

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22 - Punto foto lungo l'Alta Via n.6 o Alta Via dei Silenzi

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23 - Inizio traverso attrezzato lungo l'Alta Via n.6 o Alta Via dei Silenzi

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24 - Fine traverso attrezzato lungo l'Alta Via n.6 o Alta Via dei Silenzi

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25 - Clessidra per eventuale calata su ripido con passaggi di I° grado

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26 - Inizio risalita finale verso Forcella Duranno lungo l'Alta Via n.6 o Alta Via dei Silenzi

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27 - Bivio segnalato per Forcella dei Frati e Bivacco Baroni

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28 - Ripresa esile traccia con bolli rossi dopo traverso franato e malsicuro

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29 - Arrivo sotto fascia rocciosa e inizio bancata finale per Forcella Duranno

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30 - Breve tratto franato e assai malsicuro aggirabile in alto

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31 - Punto foto lungo la bancata finale per Forcella Duranno

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32 - Forcella Duranno

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33 - Prima forcella dopo Forcella Duranno lungo il CAI 374

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34 - Punto foto verso ovest dal CAI 374

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35 - Seconda forcella dopo Forcella Duranno lungo il CAI 374

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36 - Punto foto verso la Busa dei Vediei

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37 - Punto foto nella Busa dei Vediei

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38 - Bivio per la vicinissima Forcella Lodina e Casera Lodina

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39 - Punto foto verso Cima dei Preti scendendo verso Casera Lodina

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40 - Ricovero Casera Lodina

1 comment

  • Foto di L2-Ruwenzori

    L2-Ruwenzori 9-ott-2019

    Bellissime foto zietto: le guardo e le riguardo ... Bravo. Chapeau.

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