Tempo in movimento  3 ore 17 minuti

Tempo  5 ore 5 minuti

Coordinate 3094

Caricato 26 luglio 2019

Recorded luglio 2019

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1.828 m
1.272 m
0
4,8
9,6
19,14 km

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vicino Doganaccia, Toscana (Italia)

Bellissima giornata. Partenza in solitario dal parcheggio antistante l'arrivo della cabinovia della Doganaccia. h. 7.20. Si preannuncia un'altra giornata torrida. A Pistoia superati i 40 gradi. Per fortuna quassù sembra di essere in paradiso, la temperatura è da 10 e lode, un bel venticello rende assai gradevole l'escursione. Imbocco la strada asfaltata sulla dx della funivia. Alla prima curva a dx, dove la strada diventa sterrata, mantengo la sx. Qui inizia la salita, cai 6, che ci porta direttamente sulla strada per la Croce Arcana. L'attraversiamo e proseguiamo diretti all'ex rifugio Manzani. Da qui ad arrivare sul crinale è un attimo. Tengo la dx. Il sole è ancora molto basso all'orizzonte e ciò mi impedisce di guardare lontano davanti a me. Difatti le foto sono tutte in direzione opposta! Proseguo e in poco tempo raggiungo la vetta dello Spigolino. Sempre un bel vedere. L'aria è fresca, una vera goduria. Dalla cima, anziché proseguire sul crinale, prendo il sentiero CAI 411 che per qualche decina di metri scende molto ripidamente in direzione nord. Fate molta attenzione, oltre ad essere scosceso, è anche sdrucciolevole. Possiamo ritenerlo l'unico passaggio un po' più tecnico di tutta l'escursione. D'ora in avanti non rimane altro che godere dei paesaggi e delle sorprese che la natura ci riserba. A proposito: questa giornata è stata ricca di avvistamenti. Ben due daini, uno scoiattolino che ha percorso con me una decina di metri, centinaia di rane e l'immancabile falco che mi sovrastava sulla vetta dello Spigolino.
Scendo ancora di quota, incontro un pino mugo di notevolissime dimensioni, uno spettacolo, e proseguo sul sentiero cai 401.
Siamo arrivati al Passo del Lupo. Da qui riusciamo a spaziare la vista su tutta la dorsale che va dallo Spigolino, passando dalla Cima Tauffi, al Libro Aperto, e arriva al Monte Cimone. Il sentiero è piacevole e non impegnativo, una vera passeggiata. Finalmente si apre davanti a me la prateria che precede il Lago di Pratignano. Siamo sull'altipiano che accoglie il lago, una torbiera dove è possibile osservare la pianta carnivora Drosera Rotundifolia che durante l’estate attira insetti di tutte le dimensioni, intrappolandoli tra le sue spire. Poco sopra al lago è possibile trovare nel versante bolognese, una piccola insenatura della parete rocciosa chiamata “Grotta delle fate” perché la leggenda vuole che al suo interno vivano tre fate maligne che durante le giornate nebbiose attirano i viaggiatori all’interno del lago per poi farli affogare. Da non perdere, è la visita al grande sperone roccioso, chiamato “Becco dell’Aquila", che si propende a sbalzo verso il precipizio dominante la valle del Dardagna: sconsigliato vivamente a chi soffre di vertigini. Solo queste due attrazioni valgono la lunghezza del trekking. Sul Becco d'Aquila è presente uno scalino di roccia sul quale faccio la sosta per rifocillarmi. A questo punto non mi rimane altro che ritornare sui miei passi. Ripercorro a ritroso il sentiero 401 fino al bivio, poco dopo il Passo del Lupo, con il sentiero 339 che imbocco. (Sx). Questo tratto si mantiene sempre fra i 1500 e i 1550 m slm fino ad arrivare ai margini della radura. Troviamo un incrocio. Procediamo a dx riprendendo il sentiero Cai 401 che ci porta direttamente sul crinale, tra il Lago Scaffaiolo e il Passo della Calanca, verso il quale mi dirigo. Abbandono il crinale e prendo a sx, in discesa, il sentiero cai 66 che mi riporta alla macchina.
A questo punto, non mi rimane altro che augurarvi una buona passeggiata, e come sempre, vi ricordo: meglio un'ora nella natura, che dieci in palestra!
Alla prossima.
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