Tempo  un'ora 46 minuti

Coordinate 2823

Caricato 29 giugno 2019

Recorded giugno 2019

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1.906 m
1.507 m
0
4,4
8,9
17,76 km

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vicino Doganaccia, Toscana (Italia)

Giro inedito. Premessa: oggi, 28 giugno 2019, a Pistoia le temperature hanno toccato i 40 gradi centigradi. Partenza dal piazzale della Doganaccia antistante l'arrivo della funivia h. 6.53. Imbocchiamo la strada asfaltata sulla dx della funivia. Alla prima curva a dx, dove la strada diventa sterrata, teniamo la sx. Qui inizia la salita, cai 6, che ci porta direttamente alla Croce Arcana. (h 7.06) D'ora in avanti fino alla cima del Libro Aperto è un continuo mangia e bevi con salite e discese continue, alternate da tratti in cui è possibile riprendere fiato e godere dei panorami che spaziano a 360 gradi. Prendiamo a sx il crinale e raggiungiamo la cima del Il Pizzo a 1705 m slm. Scendiamo e risaliamo subito sulla Vista del Paradiso, un nome un programma, a 1704 m slm, passiamo dal colle Piaggiacalda e ci inerpichiamo fino ai 1752 m slm dei Balzoni. Ci imbattiamo in diversi esemplari di pino mugo davvero belli. Scendiamo sino all'incrocio dell'Acquamarcia e risaliamo immediatamente sul colle medesimo (1631 m slm) e sul Cervinaio. All'improvviso vediamo schizzare via una bellissima marmotta con il suo codone. Pingue ma agile, scatta via sulle rocce.
La salita continua e ci porta alla Cima Tauffi 1799 m slm. Teniamo la dx e prendiamo il sentiero in discesa meno ripido. Sulla sx è possibile affrontare una discesa impegnativa...noi abbiamo evitato per non sprecare energie. Tra l'altro ci ha permesso di attraversare la conca subito sotto alla cima che in questo periodo è ricchissima di fiori, un vero spettacolo. Oltrepassiamo il monte Lancino 1702 m slm, e scendiamo incrociando la deviazione a sx per il Melo, Conio. Risaliamo sul monte Lancio, scendiamo e su di nuovo per il Cervinara 1776 m slm. A questo punto non rimane altro che affrontare l'ultima ascesa dell'andata fino alla cima del Libro Aperto sulla vetta denominata Monte Rotondo 1937 m slm. Poco prima di arrivare in vetta, sulla dx è consigliato scendere di qualche metro, c'è un accenno di sentiero, per osservare il rododendro (Rhododendron ferugineum). La specie è ampiamente diffusa in Italia sull’arco alpino, mentre a sud delle Alpi lo si trova in poche ed isolate stazioni dell’Appennino tosco-emiliano, fra il parmense ed il modenese.
Questa situazione è dovuta al fatto che in Appennino il rododendro è presente in quanto specie relitta, cioè rimasta a testimonianza della flora di tipo alpino che ricopriva le vette d’Appennino durante l’ultimo periodo glaciale.
Dopo questo excursus, arriviamo alla cima passando dal versante modenese, aiutandoci con la catena che facilita l'arrampicata su alcune rocce.
Siamo giunti a destinazione! Finalmente respiriamo e la soddisfazione ci ripaga degli sforzi. Ci rifocilliamo mangiando qualcosa e riprendiamo la via del ritorno. Considerando anche le varie soste, per un totale di circa trenta minuti, abbiamo impiegato poco meno di cinque ore tra andata e ritorno. Al netto sulle quattro e mezzo.
Il mio consiglio è, per chi può, di prendersela comoda per godersi a pieno lo spettacolo che la natura offre in questi posti. In tarda primavera e in estate la vegetazione è completamente in fiore.
Non mi rimane altro che augurarvi buona passeggiata, non sopravvalutare il proprio allenamento, rispettare la natura e divertirsi.
E come sempre vi ricordo che è meglio trascorrere un'ora nella natura che dieci in palestra.
Alla prossima.

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