Tempo  5 ore 54 minuti

Coordinate 1027

Caricato 26 marzo 2020

Registrato dicembre 2019

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566 m
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14,81 km

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vicino a Dicomano, Toscana (Italia)

In questa piacevole escursione sulle colline di Dicomano seguirò per buona parte un vecchio anello escursionistico comunale (anello A con segnavia giallo/verde), camminando su strade comunali, strade poderali, antiche vie di comunicazione ormai dismesse, sentieri. Consiglio di seguire la traccia GPX in quanto i vecchi segnavia giallo/verdi sono spesso non visibili e/o assenti. Le foto pubblicate su questa escursione sono state fatte in periodi diversi durante altre camminate. Inizio il mio trekking dalla centrale Piazza della Repubblica (mt. 157) dove si trova il palazzo comunale, percorrendo Viale Don Bosco arrivo alla Pieve di S. Maria (mt.191) che sovrasta l’abitato, le sue origini risalgono al 1136 (http://www.pievedicomano.it/articles.php?lng=it&pg=64). Dal piazzale antistante la chiesa prendo la stradella sterrata sulla destra che si sviluppa nella campagna, supero una casa colonica ed arrivo nella piazza circolare di Via Eugenio Bazzi nel nuovo insediamento residenziale chiamato Pantano. Sulla strada statale oltrepasso la passerella sul Fosso di Rimaggio e prendo a destra Via di Rimaggio in direzione Orticaia - Santa Lucia. La strada attraversa la zona artigianale, inizia subito a salire in aperta campagna, passo casa Bronio (mt.192), alle mie spalle il primo panorama su Dicomano e i rilievi che lo circondano, riconosco distintamente il parco naturale di Monte Giovi. Proseguo l’ascesa, alcune finestre fra la vegetazione permettono di osservare sulla destra Poggio Santa Croce, da dove passerò al ritorno, e i vigneti della fattoria Il Lago. In corrispondenza di una piccola costruzione in pietra lascio la strada comunale e svolto a sinistra sulla carrabile, continuo a risalire il versante della collina immerso nella campagna, oltrepasso il piccolo cimitero abbandonato e giungo ad Orticaia (mt.356). La chiesa, le cui prime notizie risalgono al 1100, fa parte del complesso S.Iacopo a Orticaia che fu dimora dei monaci camaldolesi. Oggi Il piccolo borgo che si affaccia sulla vallata della Sieve è proprietà privata, vi si trova un’azienda agricola con agriturismo. Continuo lungo la strada poderale sulla mia destra che si snoda fra pascoli, campi coltivati, attraversa un tratto boschivo e si collega nuovamente con Via Rimaggio. Giungo a Fungaia (mt.395), in questo bel tratto di strada incontro il cippo a ricordo di una strage nazifacista, alcune belle case coloniche e scorci panoramici sul Mugello e più in lontanaza i crinali del Corno alle Scale. Al termine della ripida e dritta salita la chiesa di S. Lucia a Casaromana (mt.441) di cui si ha notizia in una bolla del vescovo di Firenze del 1032, oggi in stato di abbandono. Terminata la strada comunale prendo la strada sterrata sulla destra in corrispondenza del tabernacolo, bello e panoramico il breve tratto che mi conduce a Casa Romana (mt.500), adesso proseguo sulla strada poderale in ambiente boschivo, supero il cancello che delimita il pascolo di alcuni cavalli (presenti in alcuni periodi dell’anno), sulla sinistra il panorama della campagna circostante la frazione di Corella, il Monte Peschiena ed i crinali dell’appennino. Cammino su terreno ondulato, un appostamento di caccia chiamato il Capanno del Prete, un altro cancello, proseguo lungo la carrareccia attraverso il bosco ed arrivo a Casa Monte (mt.567). Nella grande casa colonica ormai abbandonata sono ancora presenti le scritte sul caminetto e le pareti della cucina lasciate dai partigiani che qui si nascosero, nella stanza sul retro vi è ancora un grosso tino in legno. Sul fianco sinistro della casa, facendosi largo fra i rovi, vi è l’accesso alle stalle con insolite colonne ed archi, in alcuni punti si può notare delle rifiniture pittoriche sotto gli strati di vernice. Proseguo lungo la carrareccia sul retro della casa, dopo circa 100 metri sulla sinistra sotto la strada vi è una vecchia Burraia, vi si arriva per uno stradello che discende per alcune decine di metri parallelo alla carrareccia. La burraia, risulta ancora visitabile, sulla facciata in parte ricoperta dall’edera, vi è l’accesso al pozzo e l’ingresso, all’interno la camera a volta con la sorgente ed i ripiani in pietra dove veniva lavorato e depositato il burro. La vecchia strada, utilizzata fin dall’antichità come collegamento fra la Romagna e la Toscana, passa adesso dalla Croce di Pratale ricollocata nel 2015 dal locale gruppo archeologico. Cammino sempre in ambiente boschivo, con la vecchia carrabile arrivo a Poggio Santa Croce (mt.582) ove un tabernacolo ricorda la presenza di una antica chiesa ormai scomparsa, più avanti discendendo la collina arrivo alla bella casa colonica di Bovana di Sopra (mt.466). La strada poderale sulla destra si snoda a mezzacosta fin sopra la villa padronale della fattoria il Lago, in corrispondenza di un crocevia giro a sinistra, di nuovo in discesa, il sentiero attraversa il bosco, un tratto ripido al termine del quale svolto a sinistra. Il sentiero termina in un campo di olivi, sono adesso in località il Paradisino (mt.320), bel punto panoramico sul centro abitato di Dicomano e i rilievi circostanti. Una ripida strada mi conduce su Via di Campagna e da qui di nuovo nei pressi della Pieve di Santa Maria, sulla sinistra la vecchia strada romana, arrivo presso l’Oratorio di Sant’Onofrio (1796), uno degli esempi più sorprendenti di neoclassicismo italiano. In Piazza Buonamici (recentemente è stata oggetto di un restyling) si possono notare i palazzi nobiliari Dalle Pozze e Della Nave, al termine della mia escursione percorro Via Dante Alighieri, sulle colonne e le pareti dei loggiati a sinistra della sede stradale vi sono dei dipinti dello scomparso pittore locale Paolo Galli.
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panoramica

IL PARADISINO

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