Tempo  2 ore 47 minuti

Coordinate 1042

Caricato 24 aprile 2020

Registrato maggio 2019

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424 m
144 m
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3,4
6,8
13,51 km

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vicino a Dicomano, Toscana (Italia)

Facile escursione da Dicomano a Vicchio, su strade secondarie nella tipica campagna toscana fra coloniche e vedute panoramiche sul Mugello e appennino. Le foto sono state fatte in periodi diversi, in occasione di altre escursioni. Inizio la mia camminata nei pressi della stazione FS di Dicomano (mt.154), mi dirigo verso il centro del paese, superato la caserma dei Carabinieri svolto a destra in direzione dei nuovi impianti sportivi. Supero il ponte sul fiume Sieve e proseguo sulla SP 41 di Sagginale, in corrispondenza della dismessa stazione di monta taurina e suina svolto a sinistra sulla strada comunale in direzione di Bricciana. La strada inizia a salire nella campagna, trovo una diramazione e proseguo a destra su strada sterrata seguendo sempre le indicazioni per Bricciana, poco avanti sul Borro di Gello si trova adagiata nella conca casa La Corta (mt.188). Vado avanti, in salita fra la rigogliosa campagna giungo a Bricciana (mt.351), la strada costeggia il parco della bella villa da dove si può osservare il panorama sulla vallata fra Dicomano e Vicchio e più in alto la catena appenninica. Un breve tratto in discesa, sulla sinistra una fresca sorgente, ancora una casa colonica ed arrivo a San Martino a Scopeto (mt.424), nucleo abitato con la villa di Poggio Martino ed alcune coloniche; è questa la massima quota di questa camminata. Da questa località vi è un bel panorama, da un lato la catena dell’appennino con il Monte Massicaia, il Monte Peschiena, il Giogo di Villore, Poggio al Tiglio, l’Alpe di Vitigliano dall’altro il Monte Giovi con Barbiana e più in lontananza la valle del Mugello. Sulla mia destra la chiesa di San Martino a Viminiccio di cui si ha menzione sin dal 1024 epoca a cui si possono far risalire alcune strutture sul retro dell’edificio che risulta pesantemente rimaneggiato alla fine del Settecento. L’imponente facciata, preceduta da una lunga scalinata, si fregia di tre stemmi in pietra appartenenti ad alcune delle famiglie che ne ebbero il patronato. Sul grande portale in pietra, una lunetta ad arco acuto contiene una ceramica policroma di Tito Chini, datata 1926, raffigurante il Santo Patrono, Vescovo di Tours, con due stemmi, uno della famiglia Tesi l’altro con S. Martino che dona il mantello. Inizio la discesa sulla serpeggiante strada asfaltata, con la vista che si posa ora sul Monte Giovi ora sul Mugello, arrivo al molino della Baldracca (mt.132) dove incrocio la strada che conduce a Barbiana, io svolto a destra in direzione della strada provinciale. La via passa attraverso campi coltivati, giunto sulla strada provinciale giro a destra verso Ponte a Vicchio. Poco prima di giungervi prendo sulla sinistra una stradina che si immette sulla ciclabile fino al Ponte a Vicchio (mt.183). La sua origine risale al 1295 quando fu costruito il ponte di Montesassi (l´odierno Ponte a Vicchio) e le popolazioni di San Giusto a Montesassi attraversarono la Sieve per edificare un primo nucleo urbano chiamato Vico, dal quale è derivato il nome Vicchio, che venne fortificato nel 1308. L’attuale Ponte a Vicchio, fu distrutto nel settembre 1944 dalle truppe tedesche in ritirata e ricostruito successivamente con notevoli varianti ma ha conservato sino ad oggi il suo aspetto medioevale, sul posto vi è una rinomata bottega alimentare. Termino la mia escursione proseguendo su Via Costoli, passo davanti al camping e la piscina comunale, continuo su Via Zufolana, attraverso sulla destra il ponte sulla ferrovia raggiungendo la stazione ferroviaria.
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Ponte

PONTE A VICCHIO.

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