Difficoltà tecnica   Medio

Tempo  5 ore 2 minuti

Coordinate 357

Uploaded 21 gennaio 2017

Recorded gennaio 2017

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1.873 m
108 m
0
1,8
3,7
7,38 km

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vicino Giazza, Veneto (Italia)

Eccoci… dopo una notte passata nel vano tentativo di digerire tutto quello che abbiamo ingurgitato il giorno prima ora siamo qua, a schiena china e pronti per inforcare i comodi ramponcini che ci aiuteranno nella nostra salita al M. Terrazzo.

La salita sin da subito si presenta abbastanza ripida, ma i numerosi tornanti ci spingono in alto non dico in un batter d’occhio, ma diciamo così, almeno in tempi non troppo dilatati visto anche il tipo di “terreno” cui siamo costretti ad affrontare.

Nonostante la pendenza del sentiero, si ha sempre modo di scherzare, di far battute, e non lo facciamo per ingannare il tempo è solo la nostra allegria che si fa largo tra i pant pant di un fiato che si “rompe” già dai primi passi. C’è tanta allegria e gioia appunto , soprattutto nei sorrisi stampati sul viso di Amadeus e pirene visto che amano molto calpestare la neve… non che a me e Rosa dispiaccia questa situazione, ma noi preferiamo terreni più asciutti, verdeggianti e magari con delle roccette da scalare a corredo del giro.

La prima pausa la facciamo alla Malga Terrazzo, una malga di proprietà del Cai di S. Bonifacio, il sole che filtra tra la fitta vegetazione invoglia ad un prolungato stop. Ripreso un po di fiato si riprende a salire seguendo le chiari indicazioni poste su una palina, poi dalla seconda palina posta appena sopra la Malga la salita si fa più impegnativa, con tratti che vanno tra i 35° e i 45°, con questa neve vi assicuro che la salita sembra verticale. Mannaggia al duo finto-veneto!

Sarà che non vogliamo “subire” la salita, sarà che il fermarci troppo ci “rompe” un po le gambe, ad un certo punto io e Rosa cominciamo a camminare a “stantuffo” lasciando un po indietro gli amici d’escursione; una volta raggiunto il bel sentiero che viaggia in mezzacosta, la traccia sale moderatamente e a vista lo vediamo per un lungo tratto, rimasti sempre nella “trance” della salita il nostro passo aumenta ancora e raggiunta la velocità “modalità” Alberto Juantorena, ci ritroviamo ad un certo punto sul Carega, oltrepassiamo il Pasubio per poi ritrovarci ai piedi della Marmolada…
Qualcosa non quadra ci diciamo io e Rosa, qua stiamo per andare in Austria; ad un certo punto sentiamo una voce in lontananza, una voce familiare che in perfetto dialetto veneto ci avvisa: aò, ma ‘ndo ‘nate? La cima staqquà sopra… Recepito l’imput il dietrofront è d’obbligo.

Ricomposto il gruppo, Alex riconosce il punto di salita per il Terrazzo e tempo 30/40 passi di numero ci ritroviamo sul piccolo dosso panoramico della cima, cima che calpestiamo da nord a sud alla ricerca del punto dove “waypuntare”. :))) 2h45 con 15 min. di pausa.

Fatte le foto, per il pranzo ci riportiamo al bivio sottostante dove mangiamo al riparo dal vento, vento un po troppo gelido per potersi fermare a pranzare. Sotto i raggi di un caldo sole si sta decisamente meglio.

Ora che il cibo è stato divorato, non ci resta che scendere ripercorrendo il sentiero fatto all’andata, vista la pendenza in alcuni tratti la neve scivolosa può giocare brutti scherzi eeeee…. Ih,ih,ih, ecco che qualcuno si è giocato il culo! Passati quasi indenni dall’infidità creata dalla natura eccoci di nuovo all’auto, dove una volta inserita la prima marcia dovremo affrontare un primo tratto di strada con la neve pressata che valuto in T4+.

Ottima l’idea di fermarsi alla Pasticceria Gragnato e ottimo il tè caldo bevuto da Alex e Irene come saluto finale per questo magnifico week end. Semplicemente… Grazie ragazzi!

Nota 1): Ecco un giro che soddisfa, sia per la bellezza della salita e sia per la bella ed ampia vista che si gode dalla cima. Visto la “resa” del sentiero (900 mt dislivello) in poco più di 4h si può salire e scendere senza troppa fatica. Il giro si può prolungare a piacere.
Nota 2): Cose a caso & chi se ne frega!



USA: Per festeggiare la sua ascesa al potere, Trump ha ingaggiato delle ballerine/spogliarelliste. Dopo il voto, il burlesque è al potere…chi se lo immaginava?

Contrordine: Cristina Parodi non lascia La Vita in Diretta! E CHISSENEFREGAAAAA!



Nota 3): Ecco una salita che va presa di Petto…



PETTO.



Il Do sullo spartito lo canto e non balbetto,

il passo è assai sicuro e m’innalzo da cadetto,

sorpasso la pianura ed entro nel boschetto.

Petto,

c’è Alex che sorride e incanta col falsetto,

la voce è un poco fiacca e colta dal “raspetto”,

l’acuto poi si spegne e muore da galletto.

Petto,

il giro è alla fine e voglio del dolcetto,

ma non pensate al vino io punto sul cornetto,

le paste sono pronte… mantengo il mio vizietto.

Se allungo le mie mani ricevo un bel calcetto, e in fondo mi domando: è in dentro o in fuori il Petto?



A’ la prochaine! Menek e Rosa
  • Foto di Partenza palina Malga Terrazzo

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