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Distanza

13,94 km

Dislivello positivo

966 m

Difficoltà tecnica

Medio

Dislivello negativo

972 m

Altitudine massima

958 m

Trailrank

32

Altitudine minima

344 m

Tipo di percorso

Solo andata
  • Foto di Dalle porte del Vitoschio alle creste del Cardamagna
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  • Foto di Dalle porte del Vitoschio alle creste del Cardamagna
  • Foto di Dalle porte del Vitoschio alle creste del Cardamagna
  • Foto di Dalle porte del Vitoschio alle creste del Cardamagna
  • Foto di Dalle porte del Vitoschio alle creste del Cardamagna

Tempo

6 ore 57 minuti

Coordinate

1373

Caricato

9 giugno 2021

Registrato

giugno 2021
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958 m
344 m
13,94 km

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vicino a Colle, Marche (Italia)

Itinerario escursionistico che nella parte iniziale (svolgentesi fuori sentiero CAI e a fianco del greto del torrente Vitoschio noto come percorso “carbone & oro”) richiede impegno e molta attenzione soprattutto in alcuni passaggi tecnici di traversi su rocce, spesso scivolose, e nel superare con l’aiuto di corde (attenzione non sono metalliche e quindi non durano nel tempo!) fianchi scoscesi lungo la forra scavata nella roccia dal Vitoschio. Per il resto l’itinerario permette di attraversare variegati ambienti costituiti da pendici boscose, pascoli e le stupende creste del crinale dal M.della Valla alla cima del M.Cardamagna a 962 m.
Lungo la SP 257, a 2 km da Piobbico e 8 km da Apecchio, un cartello giallo indica l'inizio del sentiero per Rio Vitoschio. Una stradina carrabile segue il corso d'acqua fino al noto passaggio delle "Porte", strettoia tra due alte pareti verticali attrezzate per l’arrampicata sportiva. ( 8’) Si guada il fosso due volte, la stradina diventa sentiero lungo il torrente. Dopo 7’, in corrispondenza del bivio con il sentiero n.230, che sale a sinistra tra gli alberi, si prosegue diritto seguendo i segni rossi. Prendere a sinistra un breve traverso su roccia proprio sopra l’acqua. Più avanti, 3’, in corrispondenza della cascata, dove i più temerari possono immergersi nelle acque gelide anche in estate, si sale a sinistra. Dopo 8’ si incontra un altro passaggio tecnico, questa volta protetto da una corda. Altri 7’ e si raggiunge la prima capanna del carbonaio. Ripreso il sentiero a 7’ si trova un’altra capanna con al centro un grosso masso. Altri 6’ si raggiunge un’altra capanna e il bivio con il sentiero che a sinistra sale verso il sentiero n.230 e che a destra scende al fosso dell’Eremita.
Prendiamo quindi a sx e da qui si continua in decisa salita, uscendo dal bosco su un bel pratone scosceso (Ranco di Nino) al quale fa seguito, poco dopo, una biforcazione sempre ben segnalata con tabelle, con il sentiero 235 (a sinistra) che prosegue in direzione del Rifugio Corsini.
Rimaniamo sul 230 tenendo conto che a questo punto ha termine la salita e si imbocca un lungo tragitto a mezza costa che ci conduce a Colluccio, attraversando la spettacolare forra del fosso Pisciarello, che forma una serie di interessanti cascatelle e, proseguendo poi verso l’uscita dalla valle, con il profilo del Monte Cardamagna, caratterizzato dall’inconfondibile lunga cresta, che si staglia sulla destra e che percorreremo a breve. Il sentiero si mantiene quasi alla stessa quota fin nei pressi di Pian di Trebbio. Questo tratto del percorso ha termine sulla strada asfaltata che conduce a Serravalle, nel punto in cui parte il bel sentiero n. 231 che consentendoci la traversata del Cardamagna ci riporterà al punto di partenza. Iniziamo con una poco impegnativa ascesa, su sentiero ben visibile, che prosegue lasciandosi sulla destra il bivio con quello che sale dal Rio Vitoschio, andando a prendere, fuori traccia, il filo di cresta nei pressi del M. della Valla a q. 877 che, senza possibilità di errore rimanendo sulla linea della cresta di crinale, porta alla cima del M.Cardamagna a q. 962 m. Sull’aerea vetta (m 962) si ha la sensazione di dominare lo spazio con la valle del Biscubio e Piobbico giù in basso a destra, mentre a sinistra, sulla Carda, sono i pochi resti del castello, feudo della famosa famiglia medioevale degli Ubaldini di Apecchio-Serravalle del Carda che si contendeva questi territori con l’altra potente famiglia di Piobbico i “Brancaleoni”. In lontananza oltre i colli di Urbino si scorgono l’azzurro del mare Adriatico e le sagome di San Leo, del Titano e del Sasso di Simone. Dalla cima possiamo optare per tornare sui nostri passi per circa 250 m. e portarci sul sentiero 231 che scende dapprima gradualmente per pascoli e poi ripidamente nel bosco fino al bivio con lo stradello che proviene da Sassarotto e ci porta a C.Rossara e poi giù fino al parcheggio, oppure scendere lungo il ripido e scosceso pendio del Cardamagna operando un taglio sempre per immetterci nel citato sent. 231. Nel nostro caso abbiamo optato per la prima soluzione.

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