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vicino Dolianova, Sardegna (Italia)

Partendo dalla località Is cottis de is perdas arrubiasa, io ed i miei compagni di viaggio Giorgio Sirigu e Mariano Olla, ci siamo immessi sul sentiero e sulle sterrate che attraversano i territori di Bruncu Senzu e Bruncu Berrita in un alternarsi di vegetazione a garriga e di bassa macchia mediterranea. Raggiunto il massiccio del Monte Genis, il cui apice è parte dell’enorme blocco isolato di granito rosa ricchissimo di guglie, picchi e rocce dall’aspetto antropomorfo, ci ha regalato una visuale a 360° sulla Sardegna sud-orientale.
Grazie alla fredda giornata particolarmente soleggiata e limpida, abbiamo potuto ammirare una serie di rilievi. Particolarmente suggestiva è stata la visuale del massiccio innevato del Gennargentu a Nord, del mare a sud, del massiccio dei sette Fratelli e la punta Santa Vittoria di Esterzili.
Dopo la doverosa passeggiata tra i graniti rosa, sotto lo sguardo vigile dei corvi imperiali che dominano i cieli di quell’area geografica, abbiamo intrapreso la discesa costeggiando il reliquato di foresta primaria sino a raggiungere prima Mitza Zippuledda e poi riprendere la risalita verso il sito S’Om ‘e Sa Nì e, quindi, verso la cresta di Bruncu Senzu. Raggiunto il punto di partenza la nostra la nostra trekkerata si è sviluppata in una seconda fase, ovvero proseguendo sulla sterrata che ci ha portato sino alla località Bruncu Landiri, prima, per poi proseguire lungo i sentieri che ci hanno portato alle aree panoramiche di Bruncu S’Om ‘e Sa Nì e Bruncu Salamu.
In località Bruncu Salamu abbiamo potuto ammirare il sito archeologico c.d. “Gli Antenati del Parteolla” con i suoi templi monumentali megalitici risalenti all’età nuragica: il pozzo sacro, sa Mitza Salamu, il Nuraghe S’ Omu e S’Orcu e Sa Sedda Sa Domu ‘ e S’Ossu.
Ritengo di classificare il “nostro” percorso per soli esperti perché la salita e la discesa degli apici del massiccio del monte Genis è stato subordinato da diverse arrampicate in free climbing e da passaggi su terreno roccioso e spesso instabile e con pendenze superiori al 70%, nonché per alcuni passaggi “wild hiking” in aree completamente prive di sentieri battuti.
Il resto del percorso, quindi escluso Monte Genis, è di facile esecuzione. Richiede comunque una buona resistenza alla percorrenza di lunghe distanze su percorsi montani, nonché l’utilizzo di scarpe da montagna ad elevato grip che consenta un più agevole transito sui numerosi tratti ghiacciati che in questo periodo invernale troverete lungo tutto il percorso.

Percorso del 12 gennaio 2019
Partenza ore 07,30
Arrivo ore 15,30

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