Tempo  5 ore 9 minuti

Coordinate 171

Caricato 3 settembre 2019

Recorded settembre 2019

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1.028 m
529 m
0
2,1
4,1
8,25 km

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vicino Vico Pancellorum, Toscana (Italia)

Itinerario ad anello dal sapore apuano in una zona molto bella, selvaggia e veramente poco frequentata infatti questo non a caso è il primo percorso pubblicato su wikiloc che raggiunge la vetta del Balzo Rosso una cima apparentemente modesta ma molto panoramica a dispetto della sua quota (1056 metri).
Il percorso l’ho classificato di difficoltà media perché non presenta particolari difficoltà tecniche e non è eccessivamente impegnativo fisicamente purchè sufficientemente allenati.
Però è da considerarsi impegnativo per i problemi di orientamento che può generare specie se non si conosce la zona in quanto percorre prevalentemente tracce create dai pastori del luogo e quindi spesso poco visibili e senza i segnavia del CAI.
La partenza è dal parcheggio della piazzetta di Vico Pancellorum dove termina la strada asfaltata.
Scesi dall’auto si entra nel paese andando a destra e lo si attraversa sempre in discesa. Usciti dal paese si superano alcuni recinti, ignoriamo un primo stradello sulla sinistra e lasciamo lo stradello asfaltato al successivo bivio.
Sempre in discesa, fiancheggiamo un ultimo recinto e ci dirigiamo in localita' le Grotte. Il sentiero, benche' non segnato, si mantiene ampio perchè in pratica è una piccola strada sterrata.
Ignoriamo una traccia che si stacca sulla destra in discesa (sentiero della Vaccherina) e continuiamo in piano arrivando ai ruderi addossati ad una parete rocciosa in localita' Le Grotte. Superati i ruderi lo stradello comincia a salire; si ignorano varie tracce secondarie fino a giungere al rio Capriana. Traversiamo il rio passando da un punto dove ci sono dei rovi senza difficoltà e riprendiamo a salire. Si incrociano varie tracce secondarie che dobbiamo ignorare. Giungiamo infine a valicare la cresta sud del Balzo Rosso e quindi anziché proseguire sul sentiero si va a sinistra e attacchiamo la cresta seguendo una poco marcata traccia che mantiene il filo inizialmente boscoso ma che presto diventa piu' rocciosa con alcuni facili e divertenti saltini da superare.
Dopo essere rientrati brevemente tra gli alberi sbuchiamo finalmente all'aperto.
Siamo a questo punto in piena cresta Sud del Balzo Rosso che sulle carte risulta con il nome di Schiena d'Asino, un tratto di cresta roccioso e spettacolare, molto aereo ed esposto specie a sinistra sul versante che guarda il Balzo Nero ma facile con passaggi che non superano il primo grado.
Superato il punto piu' alto la cresta scende in direzione di una sella, detta Valico a Seri che divide la Schiena d'Asino dal Balzo Rosso. In questo breve tratto c'è da prestare attenzione, in quanto la discesa è su terreno ripido ed infido (roccette instabili) ma non difficile. Arrivati al Valico a Seri si trova una traccia accompagnata da dei bolli rossi che aiutano a raggiungere nel modo migliore la vetta del Balzo Rosso.
La traccia si dirige dopo poco decisamente a destra fino a raggiungere il filo di un costone roccioso che, sempre seguendo i bolli rossi, guidano ora a sinistra lungo facili roccette da arrampicare.
Adesso traversiamo nuovamente verso destra, ai piedi delle pareti stratificate sommitali del Balzo Rosso e si procede su ghiaioni ripidi puntando verso un evidente leccio isolato.
Arrivati a questo leccio ci troviamo sulla cresta Est poco sotto la cima del nostro monte che seguiamo senza difficolta' fino in vetta (scritta rossa Balzo R. sul tronco di un albero).
Bellissimo panorama sul Balzo Nero a destra e, spostandosi un po’, sul Balzo della Colonnetta a sinistra e sulla Penna di Lucchio, Memoriante e la Schiena d’Asino prima percorsa guardando di fronte.
Scendiamo seguendo ancora i bolli rossi che però da ora in poi saranno molti meno e piuttosto distanti fra loro.
Anche la traccia a tratti è poco visibile quindi bisogna procedere osservando bene e aiutandosi con la traccia gps visto che in questo punto il segnale è preciso e non disturbato.
Si arriva a Piano al Forno in zona aperta fino a trovare un evidente cippo di confine alto circa un metro.
I rari bolli rossi continuano e guidano a sinistra del cippo; nel primo tratto la traccia è assente, poi piu' avanti diventa abbastanza buona. Traversa verso sinistra nel bosco per poi calare con vari tornanti arrivando infine vicino ad una parete che va costeggiata in discesa su terreno abbastanza ripido e molto smosso.
Alla fine della breve discesa sulla destra notiamo la Grotta del Porcile che in passato era un ricovero di pastori nel cui fondo si trova una liscia lastra di pietra con inciso sopra un quadrato magico in lingua latina.
Seguendo una poco marcata traccia si giunge sul fondo fiancheggiando nuovamente il rio Capriana in ambiente molto suggestivo tra pareti rocciose e proprio per questo motivo in questo punto il gps potrebbe creare qualche problema perché il segnale satellitare è disturbato.
Occorre quindi prestare attenzione perché in questo punto potrebbero esserci problemi di orientamento e forti dubbi sulla direzione da prendere: la traccia non c’è, il segnale gps è disturbato e i bolli assenti a parte qualche piccolo ometto in pietra difficile da vedere.
Comunque; costeggiato per un breve tratto il rio Capriana che ci rimane a destra si arriva ad uno spiazzo con al centro un po’ di legna accatastata e con una specie di piccolo muretto a secco fatto di pietre. Arrivati qui si attraversa il rio mantenendo la sinistra traversando una pietraia (e altre successive) e proseguendo su traccia praticamente assente senza bolli rossi che indichino la via.
In alternativa si può seguire fedelmente il corso del rio; cosi facendo si arriva al punto del rio Capriana attraversato all'andata e percorrere poi a ritroso il sentiero già fatto che riporta a Vico Pancellorum passando dalla località Le Grotte...questa alternativa però è meno interessante perchè non offre speciali pregi ambientali e panoramici.
Una volta invece attraversato il rio e trovandoci su questa pietraia in assenza dei bolli rossi bisogna tener presente che un buon riferimento per non perdere la via possono essere i cartelli bianchi di metallo rettangolari presenti con scritto “bandita di caccia” in nero in quanto coincidono con il sentiero.
Dopo una prima parte più ripida e confusa la traccia diventa buona ed evidente e anche il segnale gps torna preciso.
La traccia fra sali e scendi corre a mezza costa sulle pendici del Balzo Nero sul versante opposto del Balzo Rosso che da questa angolazione offre in bella vista la sua parete più ripida caratterizzata da un colore rosso intenso quasi granato e ci si trova più o meno alla stessa altezza della Schiena d’Asino che successivamente è visibile nei punti in cui il bosco lo permette.
Si incrocia il bivio per la Via degli Scappi al Balzo Nero (percorso interessante già pubblicato su wikiloc) e successivamente il bivio (dove c’è un cartello turistico con mappe della zona) per la Croce di Castello.
Dal bivio del sentiero degli Scappi il sentiero della Capriana è ormai ben evidente e definito.
Superato il bivio per la Croce di Castello si esce definitivamente dal bosco con il panorama che si apre su Vico Pancellorum e in circa 20 minuti si raggiunge la piazzetta dove abbiamo parcheggiato l'auto.

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