Tempo in movimento  2 ore 35 minuti

Tempo  2 ore 51 minuti

Coordinate 1480

Uploaded 6 aprile 2019

Recorded aprile 2019

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1.152 m
686 m
0
2,3
4,6
9,29 km

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vicino Cansatessa, Abruzzo (Italia)

Dieci anni dal terribile terremoto...
Ho bisogno di stare un po da solo e decido di provare a rintracciare due fontanili mai raggiunti prima di oggi: Fonte Cupello e il fontanile sopra Cansatessa (denominato Fonticella).

Partenza solita, per questi posti, da Casale Barone.
Salita sul valichetto della Murata, fino a ridiscendere per la vallata (Valle del Paragone), risalire a destra verso Sud-Est e attraversare il Fosso della Murata, verso Fonte del Salice.
Questi luoghi riescono sempre a trasmettermi tranquillità...è sempre un piacere, in qualsiasi stagione, ammirare le viste strepitose che offre questa montagna.

Da Fonte del Salice, guadagnando un po' di quota in direzione Sud-Est, in breve si arriva ai ruderi di S. Severo...dopo un piccolo giro e qualche foto, continuo in leggerissima salita per cercare Fonte Cupello (sulle carte IGM a quota 949 mt.).
Ho dovuto girare non poco in mezzo alla fitta vegetazione per intercettare il sentiero che porta su fino al Fontanile. Scovato con fatica, l'antico abbeveratoio si presenta in pessime condizioni (il vascone in cemento è ormai disfatto almeno su un lato) per di più senza acqua, il luogo comunque è davvero interessante...
Ho continuato seguendo la debole traccia di un sentiero che speravo guadagnasse quota e che invece si ricollega alla carrareccia che attraversa la Valle Cascio (da IGM) tra monte Pettino e Pago Martino.

Non trovando nessuna traccia del sentiero che risale su a Croce Cozza (deve esserci, ma forse converrebbe ritrovarlo dal lato opposto) ho deciso di affrontare la salita di petto e dritto per dritto verso Sud-Ovest, per cercare di raggiungere la cima...
(fatelo solo se siete motivati, la salita è fattibile ma la vegetazione è abbastanza fitta soprattutto nel periodo estivo...).
Questo segmento di salita mi ha portato ad uscire proprio sulla cima di Monte Pettino (1147 da IGM).

NB
(In alternativa, poco più su di Fonte Cupello, basterebbe riprendere un pò più giù nella "Valle Cascio", la vicinissima e tracciatissima pista del fondovalle che risale poi con una diramazione sulla destra, sempre verso le creste di Monte Pettino, per poi tornare indietro fino a raggiungere lo stesso Croce Cozza).


Da Monte Pettino, discesa comoda verso Croce Cozza e per il sentiero che ci porterebbe di nuovo verso Fonte del Salice.
Nella discesa da Croce Cozza, esattamente a 6,8 Km di questo tracciato e a quota 963 (da IGM) in mezzo alla fittissima vegetazione c'è una casetta ancora in discrete condizioni, variamente concrezionata e se non ricordo male con un pozzo antistante la facciata principale verso Sud-Ovest. Questa antica architettura è denominata "casetta di Pergolone". In questo percorso dove ci si passa molto vicino, non sono riuscito a raggiungerla per mancanza di tempo, ma vale la pena di visitarla.

Dopo un bel tratto che ci fa perdere quota, ho incontrato una diramazione (ottimi cartelli gialli con scritte in nero, vedi foto)...ed ho preso il sentiero a sinistra verso Via del Fontanile...raggiunto a quota 883 (da IGM).
Dal bel Fontanile (detto "Fonticella") trovato inattivo e con poca acqua solo nel vascone, ho proseguito per il sentiero che va in direzione dell'abitato di Cansatessa (verso contrada Morelli e poi a Via del Colle, sempre da IGM) allontanandomi dal punto di partenza.

Dalla traccia su Wikiloc, ho visto che per raggiungere prima possibile il punto di partenza avrei dovuto ripiegare verso Nord-Ovest ridiscendendo fuori sentiero.

Quindi ho percorso un altro tratto improvvisato in mezzo alla fitta vegetazione, trovando e seguendo un vecchio e labile sentiero che si mantiene in quota ma poi si perde in mezzo alla fitta pineta...(che peccato avere questi sentieri tracciati negli anni del rimboschimento, ma ormai quasi cancellati dal tempo...) e poi di intuito attraversando e seguendo parzialmente un percorribile Fosso (che scende proprio dalla "Fonticella"), che ci ha condotto subito a valle raggiungendo la quota più bassa, con bellissime viste sui vecchi vigneti sottostanti (ormai abbandonati) e su Casale Barone.
Questi ripari pastorali ricavati da grotte naturali, sono un qualcosa di strepitoso... Trovarli ancora intatti, in mezzo a tanta vegetazione e a posti lontani dal caos quotidiano, fa davvero riflettere... Vedere queste pietre così abilmente composte, capire che hanno saputo sfidare il tempo, rimanendo praticamente quasi integre...ci comunica una saggezza ed una semplicità di vita, oggi forse scomparsa...
Antico e prezioso abbeveratoio, poco distante dal complesso monastico di San Severo...L'acqua era ed è probabilmente la stessa che proviene dalla vicina Fonte Cupello, situata un pò più a monte. Oggi, zampilla delicatamente soltanto da una piccola cannella laterale aggiunta forse di recente, che capta un'altra diramazione di questa sorgente. Questa seconda cannella è attiva per quasi tutto l'anno, garantendo ristoro e frescura ai greggi che ancora oggi frequentano questa montagna...
È incredibile e deplorevole come si stiano ignorando ormai da decenni questi importantissimi resti. Il complesso monastico di San Severo, (VIII-IX e XV secolo) si compone oggi di 2 edifici (ormai quasi pericolanti) a pianta rettangolare. Il primo verso Nord, che presenta ancora la parziale copertura, è la chiesa omonima, mentre il secondo poco vicino (ormai quasi del tutto diruto) probabilmente era il convento stesso o foresteria. Solo circa 20/25 anni fa, questi due importanti edifici erano ancora in un buono stato di conservazione... All'interno della chiesa, fino agli anni '60/'70, si potevano ammirare importanti resti di affreschi, sia sulle pareti che nell'abside. Gli affreschi nelle pareti laterali, sono andati completamente perduti per l'incuria, mentre l'affresco dell'abside (che raffigurava una Deposizione) è stato quasi sicuramente distaccato e trafugato da ignoti verso la fine degli anni '70/ inizi anni '80... Ricordo perfettamente la prima volta che in quegli anni ho visitato questa chiesa. Sapevo di questo ultimo affresco rimasto, (che mio padre mi raccontava e mi diceva ancora visibile) ero smanioso finalmente di ammirarlo...ma scoprendo finalmente la Chiesa, raggiunto l'interno, mi ritrovai invece al cospetto di una vera trafugazione, avvenuta forse da pochi giorni...l'intonaco affrescato era stato appena strappato e c'erano evidenti tracce di colla e di ritagli di tela...insomma, un lavoro da "veri professionisti" effettuato in assoluta tranquillità e forse durato diversi giorni...che Peccato. La chiesa, un tempo doveva avere un lungo ambiente prima dell'ingresso, infatti vi sono ancora tracce dei muri che continuavano il primitivo edificio, (si nota nella muratura la linea verticale di accostamento) che quindi neanche un secolo fa, doveva essere addirittura più del doppio di quel che oggi si vede. Probabilmente vi erano altri piccoli edifici intorno oggi totalmente scomparsi. Da notare sulle carte IGM che poco distante da qui, dovrebbe esserci anche una grotta antropizzata denominata appunto "Grotta di S.Severo...(cercherò di trovarla in un prossimo itinerario). Molto interessante il testo fatto scolpire sulla grande pietra antistante la chiesa. Rimanda al sec. X ed ai nomi delle famiglie che un tempo vivevano da affittuarie in questi luoghi...
Non ero mai riuscito a trovare questo fontanile, (anch'esso antico e restaurato in epoca più recente) ma oggi con un po' di determinazione... Situato in un posto davvero ameno, è presente nella mappatura IGM del 1955, insieme ad un tracciato che oggi è purtroppo poco visibile....
Da questo punto ben segnalato (complimenti a chi ha realizzato i cartelli) si può raggiungere il fontanile sopra Cansatessa (la Fonticella) ed eventualmente proseguire verso tutti i punti di inizio dei sentieri su questa montagna dal lato verso Pettino... oppure, prima di arrivare al fontanile stesso, c'è una diramazione che permette di ridiscendere subito verso Casale Barone.
Altro fontanile (detto Fonticella) che non avevo mai raggiunto...oggi sono riuscito a tracciarlo, sperando che questi bellissimi sentieri riescano ad avere più appassionati che ne godano la vista, ma anche più rispetto per la loro sopravvivenza...

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