Tempo in movimento  3 ore 12 minuti

Tempo  3 ore 52 minuti

Coordinate 1436

Caricato 16 marzo 2019

Recorded marzo 2019

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1.475 m
806 m
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2,0
4,0
8,02 km

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vicino Tarignano, Abruzzo (Italia)

Circa 700 mt di dislivello in 8 Km:
Partenza dal Fontanile medievale di Barete nella parte più alta dell'abitato.
A pochi metri dall'antica Fontana, abbiamo iniziato un sentiero (ben segnalato da ottimi cartelli) che guadagnando quota abbastanza velocemente ci porta (non senza fatica) ai cospicui ruderi della Rocca medievale di Barete (3° WP) o anticamente "Lavaretum".
La Rocca, sicuramente abitata almeno fino al XIII secolo, presenta ancora diversi muri perimetrali e persino gli stipiti della "porta di ingresso" quasi intatti...

"Entrando", non possiamo che immaginare la vita che i nostri antenati trascorrevano in questo baluardo difensivo e di segnalazione.
I secoli del primo medioevo, difficili e ostili, costringevano gli abitanti di questi luoghi a trovare rifugio in altura, con immensa fatica e sacrificio...questo era il prezzo della vita.

Si continua a salire ancora repentinamente, in mezzo a gruppetti di rocce, fino ad arrivare al picco roccioso (5° WP) denominato "il castello" (toponimo locale: "Castègliu") a quota 1402 (da IGM) che ben si distingue da tutta la vallata amiternina sottostante (era da non so quanto tempo che volevo arrivare qui su).

Fin qui, abbiamo percorso "solo" 1,5 Km per un guadagno altimetrico di circa 600 mt. Non male.

Sulla sommità della cima, una grande Croce è infissa in un pozzo/cisterna di forma quadrata costruito in piccoli conci di pietre (probabile e prezioso serbatoio di acqua in questo incastellamento d'altura).
La giornata soleggiata, ci permette di godere di limpide viste sulle catene di monti circostanti, oggi ancora ampiamente innevate...

Dal Castello, abbiamo proseguito in quota in direzione EST, fino a toccare diverse cime di Monte Marine (1465) e poco più a nord quota 1491 (10° WP, il Punto più alto raggiunto).
Da questa cima, dove abbiamo trovato diversi tratti innevati, ampie viste sulla catena del Gran Sasso con Monte S. Franco, da qui molto vicino e quindi vanitoso protagonista.

Ritorno in direzione Valle Donica per intercettare il sentiero che ci riporterà a valle.

Attenzione!!
All'11° WP abbiamo deciso di ridiscendere per un piccolo canalone parzialmente innevato in località "La Serra" (da IGM) che risultava facilmente percorribile almeno fino ad un certo punto... (Abbiamo poi scoperto che il sentiero non trovato è a destra del piccolo canalone) proseguendo la discesa nel Fosso, abbiamo improvvisamente trovato un salto di quota (a 5,2 Km del percorso tracciato) di circa 4/5 metri di altezza(!) difficilmente superabile se non attrezzati con una corda.
Siamo tornati leggermente indietro e lo abbiamo facilmente aggirato, continuando poi a scendere fino ad incrociare poco più giù un pozzetto di captazione delle acque e il sentiero ben segnalato da bandierine bianche e rosse che, attraversando tutta la Valle Donica, ci ha riportato al punto di partenza.

NB
Ho classificato di difficoltà media questo percorso, non per le (inesistenti) difficoltà tecniche...piuttosto, per la salita iniziale abbastanza ripida e per la leggera difficoltà sulla "cascata" incontrata al ritorno nel piccolo canalone (11/12° WP).
I resti di una muratura su uno sperone di roccia , poco prima di raggiungere la Rocca di Barete. Forse era un avamposto oppure un punto di avvistamento e segnalazione. Intorno si incominciano a scorgere le prime fioriture primaverili: in questa foto è il fiore denominato "Erba Trinità" (Hepatica Nobilis) Tale fiore, nel medioevo, era molto rappresentato negli affreschi a causa delle foglie a tre punte che simboleggia appunto la Santissima Trinità.
Barete (anticamente Lavaretum) è stato uno dei tanti castelli che contribuirono alla fondazione della città dell'Aquila. Probabilmente la Rocca ed il Castello, possono risalire ai secoli poco prima della nascita della città, se non addirittura alla storia romana e preromana. Nel XIII secolo agli abitanti di Barete fu assegnata l'area all'interno della nuova città, corrispondente alla parte Ovest e più precisamente ad una delle porte di accesso più importanti nelle mura cittadine, se non l'ingresso principale per chi veniva da Amiternum o da Roma. Questa porta (Porta Barete o Porta di Lavareto) è stata recentemente oggetto di scavi che hanno restituito l'impianto originario di tale strategico ingresso.
La cima rocciosa di questo incastellamento, è forse da ritenersi come punto più alto ed estremo di difesa in caso di attacchi dal fondovalle. Abbiamo riscontrato diverse tracce di vasellame in terracotta, poco prima della cima...li abbiamo raccolti, fotografati e lasciati in situ. Molto più cospicue, ovviamente, le tracce di vasellame, mattoni e tegole poco prima e poco più giù della Rocca di Barete.
Attenzione! All'11° WP, abbiamo deciso di ridiscendere per un piccolo canalone parzialmente innevato in località "La Serra" (da IGM) che risultava facilmente percorribile, almeno fino ad un certo punto... in cui abbiamo trovato, improvvisamente, un salto di quota a 5,2 Km dalla partenza di questo tracciato (il salto era di circa 4/5 metri) difficilmente superabile se non con una corda. Siamo tornati leggermente indietro e lo abbiamo facilmente aggirato e fotografato, fino a riprendere il fosso e trovare poco più giù il percorso ben segnalato da bandierine bianche e rosse, che ci ha riportato al punto di partenza.

2 commenti

  • Foto di morellipieri

    morellipieri 19-mar-2019

    è un piacere oltre che seguirti sui monti, anche poi leggere il tuo resoconto, bravo

  • Foto di Buck67

    Buck67 20-mar-2019

    Grazie a te Paolo per la compagnia, alla prossima!

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