Tempo  7 ore 58 minuti

Coordinate 668

Uploaded 31 dicembre 2018

Recorded dicembre 2018

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1.355 m
375 m
0
3,4
6,8
13,67 km

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vicino Marcheno, Lombardia (Italia)

Questa è l'ultima escursione per questo proficuo 2018, un anno che mi ha portato su tante cime sconosciute più o meno belle, ma alla fine chi se ne frega, bisogna scoprire per vedere e dare "giudizi"... Come stra-sapete non amo la neve, così anche per oggi si viaggia a quote basse in zone onosciute, anche se qualche angolo va ancora esplorato. Tipo quello di oggi. Speriamo solo che la neve caduta due giorni prima non ci crei troppi scassamenti.
Partiamo dal Cimitero di Marcheno che fa ancora un certo freschino, poi puntiamo verso Parte seguendo la bollatura tricolore del Sentiero Partigiano 122a Brigata Garibaldi, usciti dall'abitato, al secondo bivio una spartana palina ci invita a girare a sinistra per salire alla Croce. Il sentiero è bollato multicolore, non è mai impegnativo e con diversi tornanti arriviamo alla Croce con bella vista su Marcheno e Alta Valtrompia. La traccia che ho su Mapnik a questo punto mi farebbe fare un giro un po lungo per arrivare a Poadro per poi salire alla Punta Carneda, ma Olmo fiuta una traccia che sale in cresta, giusto alle spalle della Croce, sembra che porti verso la Punta. La percorriamo fiduciosi, senza grandi intoppi, poi ad un certo punto l'abbandoniamo per puntare senza traccia evidente alla Punta, pian piano che saliamo sugli alberi notiamo una flebile e vecchia bollatura bianca; la salita è ripida, ma fortunatamente breve. Raggiungiamo la cima dove non è presente nessuana croce o altro, così a prima vista non vediamo manco un sasso per fare almeno un ometto, il mio gioco preferito oggi non sa da fa.
Ci restiamo giusto il tempo di fare qualche foto, poi si perde quota sino ad intercettare un roccolo recintato, lo si può aggirare a destra e sinistra, noi seguiamo il recinto restando a destra, almeno da questa parte non c'è la neve! Aggirato il roccolo la traccia rimane ancora ben visibile, anche se a volte si sdoppia, qua bisogna fare attenzione, per salire al Seridondo basta seguire la cresta. Qua la traccia non è sempre evidente, la poca neve copre quel che resta della traccia stessa, se fate ballare l'occhio ritrovate qualche bollo e con ripida salita giungiamo sul Seridondo dove l'ennesimo reticolato delimita la cima stessa, sti roccoli hanno veramente scassato la uallera. A questo punto siamo già contenti, queste erano le tre cime a me sconosciute e sono state visitate, ma sono solo le 11:00... perchè non puntare verso la Corna del Sonclino?Come immaginato, da qua alla Corna non ci sono ne indicazioni ne sentieri ufficiali, ma so che una traccia esiste. Partiamo puntando verso la crestina innevata, una crestina che a prima vista sembra non banale, forse appunto, perchè innevata. Pian piano superiamo i tratti insidiosi, quelli dove la neve marcia rende tutto più instabile e il pendio scivola verso un lontano dirupo, passiamo dove gli animali selvatici hanno lasciato la loro traccia e poi quando spariscono le tracce , riusciamo a proseguire senza intoppi, finchè finalmente la neve è meno presente lasciando intravedere il flebile sentiero.
Arriviamo nei pressi di un roccolo/casetta ben tenuto, dritti a noi c'è un ripido pendio che prosegue in cresta, ma non sembra che da lì si passi, tra l'altro non è ben chiaro cosa andiamo ad imbeccare tra una punta e l'altra, molto più sensata è la decisione di prendere una traccia che prosegue a destra andando in direzione Forcella di Vandeno.
Il sentiero, pur stretto, è evidente, viaggia in mezzacosta e passa sotto le pareti del Piralunga, una volta intercettato il sentiero 362 diventa tutto più facile. Avessimo continuato per cresta sarebbero stati cavoli amari. Passiamo la zona che si chiama Il Buco, poi con secchi tornanti innevati ci spostiamo sino alla Forcella dei Quattro Comuni, da qua con un ultimo ripido strappo siamo finalmente alla Corna del Sonclino. 5h.
In cima lo spettacolo è notevole, nonostante la modesta quota la visuale spazia quasi all'infinito; vediamo il Baldo e il basso Trentino, poi l'inizio del Parco dell'Adamello dove spicca il Cornone di Blumone, qualche step indietro c'è il Maniva. Ad ovest il Guglielmo fa bella mostra di se, ma oltre c'è la Presolana e il Diavolo di Tenda, poi il resto delle Orobie sino ad arrivare al Piemonte. Oltre c'è solo Briançon, Grenoble e Clermont-Ferrand...
Ci fermiamo a mangiare, con un venticello che ora si è fatto bello fresco, siamo soli, l'unica persona incontrata era in discesa dalla Corna. Ripartiamo che sono quasi le 14:00, non proprio prestissimo, ma confidiamo nei nostri garretti per arrivare prima del tramonto a Marcheno. Scendiamo veloci sino alla Forcella di Vandeno, poi prendiamo il sentiero 361 che scende nell'omonima valle, lungo il percorso deviamo brevemente sino alla Sorgente di Vandeno, poi, puntatina ai ruderi della Cascina Vandeno, poco oltre troviamo il bivio che ci porterà a scoprire un nuovo sentiero.
Ora seguiamo le indicazioni per Marcheno/Carneda, la traccia è bollata (un po scialba) bianco/verde; si prosegue prima in salita e poi con diversi saliscendi, un bel sentiero che trovo più interessante e solitario del 361, quando finalmente cominciamo a perdere quota la nostra traccia ci scarica vicini alla deviazione per la Croce di Marcheno, da qua senza più problemi e o incertezze ritorniamo all'auto.
Nota 1): Finalmente ho soddisfatto la mia voglia di esplorare le creste poste a N della Val Vandeno; è stato un bell'escursionismo di ricerca, in zone assolutamente solitarie e piacevoli. La traccia che va dal Seridondo al Sonclino senza la neve è visibile e più sicura, sicuramente chi è avvezzo a fare questo tipo di escursionismo non avrà nessun problema a trovare la giusta via. Dicasi lo stesso dalla Croce al Seridondo. Bello anche il sentiero "alternativo" al 361.
Bye,bye nel 2019!
Nota 2) Eric...
VANDENO.
Caricato a pallettoni io vado come un treno,
senza orario e ne bandiera in un posto un poco ameno,
alla fine della fiera l'importante è star sereno.
Vandeno,
se penso al divin Renzi mi schianto in un baleno,
il suo sparar battute rasentano l'osceno,
è meglio scappar via e lasciare andare il freno.
Vandeno,
non è che con Salvini mi senta più penieno,
lui va di pala e ruspa e non con l'autotreno,
sta coppia d'imbecilli li guardo con veleno.
Trottelerrar per monti mi fan goder appieno, e in fondo mi domando: mi butto in Val Vandeno?

A' la prochaine! Menek, Nadia e Olmo

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