-
-
2.912 m
2.110 m
0
2,6
5,2
10,4 km

Visto 381 volte, scaricato 12 volte

vicino Fonte Cerreto-(Base Funivia), Abruzzo (Italia)

Eccomi qua vacanziero nell’ospitale terra d’Abruzzo….. dopo una settimana passata a rinfrescare i “gioielli di famiglia” nel bel mare della Costa dei Trabocchi, è venuto il momento di conoscere una piccola parte del Parco del Gran Sasso, secondo passaggio di queste mie ferie estive.

Il mio personale campo base si trova a Castelli (Te), borgo famoso per le sue innumerevoli botteghe artigiane dedite alla lavorazione di vasellame ( e non solo) in maiolica , un posto collocato alle pendici del Monte Camicia e meta di numerosi scalatori/alpinisti che giungono da ogni dove per sfidare questa anfiteatrica e verticale parete. L’Agriturismo Il Bivacco del Parco è il posto dove alloggiamo… ma questo discorso merita una menzione a parte.

Delle tre camminate che ho fatto nel Parco, inserisco per primo in maniera scontata la salita al Corno Grande, vetta principale della catena. Non sto a dilungarmi nel descrivere il sentiero che da Campo Imperatore giunge alla meta, su Hikr, ma anche su innumerevoli altri siti, il tutto viene descritto in maniera perfetta, a me oggi basta trasmettere semplicemente l’emozione provata nel fare questo giro e con l’ausilio delle foto spero di centrare questo obiettivo.

Abbandonata l’auto, la moglie e Olmo nel grande parcheggio, seguo le numerose persone che vanno tutte ,o quasi, nella stessa direzione, ignoro sulla sinistra la deviazione per il rifugio Duca degli Abruzzi ed in tutta tranquillità arrivo alla Sella del M. Aquila. Poco prima di questo primo passaggio, come capita spesso quando si va per monti, si chiacchiera con le genti a cui piace faticare sui sentieri e mentre si cerca di capire la provenienza di ognuno di noi, faccio conoscenza di due “baldi giovani” che rispondono al nome di Matteo e Nico. Due persone che non abitano molto distante da dove ci troviamo, nonché fini conoscitori di questi territori.

Chi conosce il carattere degli abruzzesi sa quale sia il loro senso innato della cordialità e della cortesia, se poi aggiungiamo pure un tocco di simpatia… mi aggrego a loro e vaffanculo! E’ un fiume di parole il nostro, si parla di tutto, ovviamente della Montagna ma non solo; essendo io curioso di conoscere questi posti li sfinisco con le mie domande, una cosa al limite “dell’asciugo”, ma loro niente… non si stancano di me e mi descrivono ciò che a vista i miei occhi ammirano anche con qualche diottria in meno rispetto al passato!

E avanti allora… si entra nella Conca degli Invalidi, dove il sentiero che taglia il ripido ghiaione è interrotto qua e là da qualche lingua di neve, ma indenni giungiamo alla Sella del Brecciaio. Restando sempre sul sentiero della via “Normale”, proseguiamo il nostro cammino verso N, laddove le creste circondano il Corno, e superati con poche difficoltà un altro paio di nevai ora più consistenti, ci portiamo verso l’ultimo deciso strappo dove le racchette servono a poco perché le mani sulle roccette sono più efficaci.

Poi una sorta di corona aggira i nevai sottostanti, restando appena sotto il filo di cresta seguiamo la bollatura sino alla vicina meta. Corno Grande! Lascio parlare le foto…

Qua è tutto un moderato “và e vieni”, la gente fa una sorta di toccata e fuga per lasciare il campo ai nuovi giunti; ma noi che abbiamo una fame da bestia ce ne sbattiamo i coglioni di queste gentilezze e mangiamo il nostro meritato pranzo proprio sotto la croce in compagnia di un agguerrito ma socievole gruppo di No Ombrina, una sorta di Grosse Koalition che si batte in difesa del Mar Adriatico sotto attacco della speculazione petrolifera. Il ritorno alla macchina lo faccio ancora con i miei nuovi amici. Evitato lo stretto sentiero di cresta causa intasamento, abbiamo proceduto a ritroso sino alla Sella del M. Aquila, da qua, invece di scendere direttamente al Campo, ci siamo portati al vicino Rifugio Duca degli Abruzzi dove ci siamo concessi una rinfrescante e corroborante birra, mentre svaccati al tavolino esterno ci godevamo il panorama sottostante. Alla fine recupero la mia adorata famigliola, abbandonandomi ai saluti di rito e scambio di numero telefonico con Matteo… Grazie di tutto ragazzi! That’s all folks…

Nota 1): Che aggiungere? Giro bellissimo e appagante in un ambiente tipicamente alpino… più che sulla catena Appenninica qua sembra di stare sulle Dolomiti. La salita al Corno Grande non è difficile come la quota potrebbe far pensare, è sufficiente una buona dose di attenzione e un minimo di preparazione atletica. Mentre l’unica nota stonata di questi posti è la segnaletica quasi inesistente, e anche laddove la bollatura è presente, il tutto risulta più depistante che aiutante. Peccato.

Nota 2): Qua mi riallaccio al discorso dell’agriturismo. Io ho trovato un bellissimo posto proprio nel Parco del Gran Sasso e questo è il link: http://www.ilbivaccodelparco.it/ . Ve lo consiglio caldamente se capitate da queste parti; l’ambiente famigliare, la buona ed abbondante cucina, le camere comode e pulite fanno di questo posto un luogo incantato… e se proprio non ne avete abbastanza , visitate il borgo di Castelli, città della Maiolica. Grazie Delfina per la cura e la passione che ci metti in cucina, grazie Tonino per avermi fatto visitare il tuo laboratorio di maioliche, e grazie Vittorino per le infinite discussioni fino a notte tarda, con te parlare di Natura e di Montagna è stato speciale, come speciale sono stati i liquori nostrani che ci hai offerto sino ad un minuto prima di posare la nostra graziosa testina sul cuscino. Alla prossima!

Commenti

    You can or this trail