• Foto di Corno Baitone
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Difficoltà tecnica   Molto impegnativo

Tempo  5 ore 10 minuti

Coordinate 7277

Uploaded 22 agosto 2014

Recorded agosto 2014

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3.253 m
1.488 m
0
2,7
5,5
10,97 km

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vicino Val Malga, Lombardia (Italia)

Dopo aver superato il ponte sul torrente Remulo si segue la stradina che conduce verso E alla Malga Premassone (q. 1585 m). Tralasciando a destra il sentiero con il segnavia n. 23 che conduce al Rifugio Gnutti, si riattraversa il torrente e seguendo il segnavia n. 13 si sale verso N. Il sentiero supera con numerose svolte un ripido pendio boschivo, per poi traversare verso destra e raggiungere la stazione intermedia della funivia dell´Enel a (q. 1890 m). Si prosegue verso N e su ampi prati, con qualche tratto roccioso, si raggiunge la diga del Lago Baitone. Dopo aver costeggiato ad W il lago, il sentiero prosegue su di un ripido dosso di rocce ed erba, oltre il quale sorge il rifugio Tonolini (q. 2450 m). Dietro al rifugio inizia il sentiero con il segnavia n. 50 che costeggia ad W il Lago Rotondo e sale poi in una valletta detritica, verso N, fino ad arrivare al Lago Lungo (q. 2519 m). Anch´esso viene aggirato ad W e raggiunto l´immissario si risale una valletta che conduce alla conca dei Laghi Gelati (q. 2783 m). Si prosegue ancora verso N su di un costone roccioso, per poi piegare gradualmente verso sinistra fino a raggiungere un nevaio, non sempre presente. Bisogna fare attenzione perché da qui in poi l´itinerario riportato su molte cartine prevede la salita in vetta lungo la cresta SW, ma questa cresta è più impegnativa di quella SE. Conviene pertanto seguire i bolli e i segni rossi che in prossimità del nevaio citato volgono a destra (NE) e con una lunga traversata, su rocce accatastate, conducono sul bordo della conca, sotto la parete S del Corno Baitone. Il mattino presto la conca è spesso ricoperta da neve ghiacciata. Senza segnali visibili bisogna attraversarla in direzione delle rocce alla base della parete, fino ad individuare di nuovo i bolli e i segni rossi. Per cenge, canaletti e ripidi gradoni rocciosi si arrampica traversando da W ad E sotto la parete verticale. Giunti in prossimità di una ripida placca la segnaletica offre due possibilità:
1) scalare verso sinistra una paretina molto ripida ma con rocce rotte e ben appigliate, a cui fa seguito un breve canaletto che viene superato con un passaggio abbastanza impegnativo (II). Oltre questo tratto le difficoltà diminuiscono, si segue una rampa trasversale verso sinistra, per poi salire le facili rocce che conducono al segnale trigonometrico di vetta;
2) superare la ripida placca verso destra, non senza qualche difficoltà e salire fino a raggiungere la cresta SE, i segnali sono rari ma il percorso è intuitivo. Seguendo poi la cresta molto affilata si raggiunge la vetta. Più facilmente, raggiunta la cresta SE, prima che questa si impenni, si può scendere sulla rampa trasversale sopra citata e poi proseguire fino in vetta con l´itinerario 1).
Personalmente ritengo che l´itinerario 1) sia il più diretto e il meno complicato. (Fonte vienormali.it)

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