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872 m
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11,27 km

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vicino Lumezzane, Lombardia (Italia)

Piacevole camminata sulle colline che dominano le città di Brescia e Lumezzane. Si attraversano boschi di betulle e faggi, antichi sentieri e ridenti radure erbose. Si percorre poi la cresta tra i monti Conche e Doppo, transitando dal piccolo e remoto Eremo di San Giorgio.

Descrizione percorso
All'inizio del paese di Lumezzane, provenendo da Sarezzo, subito dopo il grande stabilimento delle Trafilerie Ghidini svoltare a destra per la frazione di Faidana, attraversando una brutta zona industriale. Si prosegue su via Rucca, seguendo sempre le indicazioni per il ristorante “La Perla del Monte”. La strada, bene asfaltata, sale ripida con alcuni tornanti tra dei bei prati costellati di case isolate. Il tratto asfaltato prosegue ben oltre il ristorante, quindi siamo arrivati in auto fino alla quota di mt. 875, dove l'asfalto finisce nei pressi di una santella, e la strada si tramuta in una larga mulattiera sterrata e pianeggiante, che piega verso destra (località Calù). Si cammina quindi nel bosco di betulle, noccioli e faggi, con un piacevole sottobosco di agrifoglio e ciclamini, con pendenza moderata. Ben presto si raggiunge il crinale da cui ci si affaccia sulla valle del Garza, sopra Caino (mt. 1000, 18' di cammino), si prosegue a destra lungo la dorsale seguendo il sentiero 3V (numerato anche con il 381) e in altri 15-20', transitando da un casotto con annesso piccolo giardino, si giunge all'ampio prato dove sorge l'antico santuario di Conche, posto in un piccolo avvallamento ombroso, attorniato da dei grandi faggi. Qui è d'obbligo una visita al complesso monastico, e magari anche poco sopra al santuario, dove domina un grande osservatorio panoramico con annesso monumento agli Alpini. Sempre dal monastero, in poco più di 10' di sale al vicinissimo Monte Conche (mt. 1157), seguendo le stazioni lignee di una via crucis che conducono in fino in vetta. Dalla cima del Monte Conche si ritorna al sottostante santuario, e si torna a ritroso lungo il sentiero 3V fino al punto in cui si era sbucati sul crinale salendo da Lumezzane. Qui di prosegue dritto (indicazioni per S. Giorgio). Il sentiero passa un po' da un versante e un po' dall'altro della dorsale, ma la segue sempre abbastana fedelmente, conducendo con un ultimo breve strappo finale al solitario Eremo di San Giorgio (mt 1125, poco più di 30' dal santuario di Conche), costruito dopo il '300 su un aspro cocuzzolo roccioso sul filo di cresta. Si prosegue ancora lungo il sentero 3V verso Nord-Est (indicazioni per il Passo del Cavallo) fino a giungere ad un bivio posto sotto il Monte Doppo, a soli 5 ' di cammino dall'eremo. Dal bivio, in soli 15' (l'ultimo tratto è parecchio ripido e accidentato) ci si arrampica sulla cima del Monte Doppo, dove, a fianco della croce di vetta (mt. 1216), si trova un'area recintata con dei pannelli solari, probabilmente ormai in disuso.

Discesa
Si scende rapidamente dal Monte Doppo tornando al bivio sottostante, e qui si prende a destra verso il Passo del Cavallo, per imboccare immediatamente dopo pochi metri a sinistra l'evidente sentiero che si stacca verso Nord-Ovest. Dopo 20' di cammino su questo sentiero, inizialmente in piano, poi in rapida discesa, si perviene ad un roccolo di caccia con annesso edificio in muratura. Sotto il roccolo il sentiero scende ancora compiendo due tornanti, poi si fa molto ripido, con alcuni tratti cementati. Qui, dal momento che la direzione che si intuiva del sentiero portava ben lontano dalla zona dove avevamo lasciato l'automobile, abbiamo deciso di imboccare sulla sinistra un sentiero (mt. 880, 15' dal roccolo) che si dirige verso Sud. Questo sentiero per le prime centinaia di metri appare molto evidente e ben tracciato, ma dopo avere attraversato l'impluvio secco di un ruscello inizia a salire e a farsi gradualmente più esile e altalenante; ben presto si trasforma in una traccia appena intuibile nell'erba, che tende a scomparire completamente quando si transita sotto agli alberi. Noi abbiamo proseguito la traversata sempre andando verso Sud, fino a quando ci è apparso evidente che ci trovavamo giusto al di sotto dell'Eremo di San Giorgio. Seguendo la semi-invisibile traccia (ove possibile) abbiamo iniziato a risalire abbastanza faticosamente verso la selletta appena a sinistra del cocuzzolo su cui sorge l'eremo. Poco dopo avere attraversato il fondo di due ruscelli asciutti siamo finalmente ri-sbucati sul sentiero 3V. Rimanendo bassi sotto l'eremo si segue il sentiero fino a poco prima del santuario, nel punto dove eravamo sbucati in cresta. Da qui in pochi minuti di discesa si torna alla macchina.

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