Tempo  4 ore 27 minuti

Coordinate 526

Uploaded 30 marzo 2018

Recorded marzo 2018

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10,91 km

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vicino San Vigilio, Lombardia (Italia)

Oggi la giornata lavorativa si conclude alle 14:00, e con un tempo primaverile che riuscirebbe a far agitare anche Mario Monti come si fa a restare a casa aspettando tranquillamente l’ora di cena? Ecco allora che ci aspetta un giretto sulle montagne di casa, un giretto che ovviamente avrà uno sviluppo modesto a livello altimetrico e chilometrico per non rischiare di restare sui sentieri a sole ormai tramontato.

Partiamo da via Costorio, e dopo aver individuato il nostro sentiero cominciamo a salire sin da subito in maniera piuttosto ripida, l’ambiente non è per nulla male, ma ancora una volta i roccoli con annessa casetta la fanno da padrone, roccoli che, se non avessero il loro ruolo infame, sono molto ben tenuti. Arriviamo al rifugio Alpini/Colma, e la prima cosa che balza agli occhi è la bellezza dei sui muri, della sua posizione molto panoramica (chissà che vista su Brescia quando fa notte); è sempre aperto ma purtroppo ha un interno piuttosto spoglio, e questo non per colpa da chi ha la gestione della struttura, ma per i soliti idioti che in passato l’hanno vandalizzato. Dopo aver visionato il rifugio si giunge sul Monte Verdura dopo pochi passi.

Proseguiamo sempre in cresta, evitando una prima deviazione che scende verso sinistra, una volta arrivati all’impercettibile Corna Fessa abbandoniamo la bollatura giallo-bianca che prosegue verso sinistra in falsopiano per continuare il nostro cammino sulla ripida cresta. Sbuchiamo al Passo di Bedole, oltrepassiamo un nascosto e omonimo Dosso, dopodiché il sentiero perde di ripidità e prosegue verso sinistra costeggiando a Ovest la Cima delle Valli Gemelle, arrivati ad uno slargo dove è presente una bella costruzione, pieghiamo decisamente a destra (senza sentiero) e risaliamo l’erto pendio fittamente abitato da castagni, alla fine del breve strappo ci troviamo sulla Cima dove è presente un cippo ad occhio e croce posizionato tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. 2h.
Scendiamo dalla cima e poi dallo spiazzo puntiamo verso N.O. in direzione Colma Scanfoia, un piccolo dosso dove è presente una casa, da qua, scendiamo a sinistra intercettando un comodo sentiero che corre un poco in traverso. Intercettiamo la cresta, i roccoli non mancano, li oltrepassiamo senza timori di essere scambiati per delle Starne, giunti alla Tesa del Condigolo andiamo ad intercettare una comoda stradina A.S.P. che porta all’ennesimo roccolo. Da qua senza indicazioni ne sentiero in breve si sale al Dosso Ranzone.

Ridiscesi al roccolo giriamo a destra, la strada è sterrata, poi subito dopo diventa bitumata e porta sino alla bella Cascina Renzone. Scendiamo ancora qualche metro, poi intercettiamo delle scorciatoie, che ci fanno evitare la bitumata, nulla di segnato, ma la discesa verso Concesio è intuibile. Meno intuibile per via delle diverse deviazioni è il sentiero che porta verso la forra di un torrente, che costeggiamo ma che può essere sfruttato per la discesa, usciti dalla forra si sbuca nella parte alta di via Costorio dove abbiamo parcheggiato la macchina.

Nota 1): Bel giretto sulle montagne di casa, in un ambiente che passa dal curato al wild. Le indicazioni sono ben presenti sino alla Croce del M. Verdura poi bisogna viaggiare con il senso di orientamento, alcuni sentieri sono un po nascosti. Alcune cime vanno trovate tra il wild. Ecco il perché del T3.

Nota 2): Cazzeggi vari…

Spinoza politica: Calderoli, La Russa e Taverna ai vertici del Senato. Forse dobbiamo delle scuse a Caligola.

Lercio estremo: Il M5S restituisce metà delle offese a Berlusconi.

Nota 3): Il ritorno di Eric…

RANZONE.
Partiamo da Concesio con passo da Leone,

c’è afa con il sole e la maglietta è di cotone,

la “pezza” sull’ascella ha la forma di un alone.

Ranzone,

i roccoli son tanti e formano un rione,

ma le favelas son più belle e piacciono al pedone,

chi spara ai passerini si vanta del suo ormone.

Ranzone,

belle son le case ma mutan la visione,

impreco a più non posso invocando san Nerone,

il fuoco può far male ma elimina il “bidone”.

I roccoli e le case riempiono il vallone, e in fondo mi domando: chi sale sul Ranzone?



A’ la prochaine! Menek,Rosa,May

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