Tempo  9 ore 16 minuti

Coordinate 616

Uploaded 10 ottobre 2017

Recorded settembre 2017

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2.955 m
2.087 m
0
3,2
6,3
12,6 km

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vicino Casa Paraolo, Lombardia (Italia)

Ancora una volta siamo in alta Vallecamonica, le previsioni Meteo danno tempo discreto e non avendo nevicato in alta quota possiamo tentare la scalata al Monte Serottini, una vetta che sfiora i 3000 metri.

Lasciata la macchina a Col Carette come da indicazioni prendiamo il sentiero 73 e senza troppa fatica arriviamo ai Laghi Seroti Inf., da qua ora il sentiero si inerpica, passando una zona semi rocciosa, passati questi 300 metri di balza ora il sentiero si addolcisce. Prima di arrivare al Lago Storto, sosta banana.

Siamo al Lago Storto, un bel lago alpino a forma di occhiali, seguendo le “dritte” trovate in rete lo costeggiamo lato monte e ci portiamo verso est. Sinceramente sembra mica male neanche il lato sud del lago. Da quando siamo arrivati al lago la via migliore per la salita è tutta da trovare e noi per non sapere ne leggere ne scrivere imbocchiamo un canalino con piccoli massi che con facili passaggi al massimo di I° ci fa guadagnare una zona meno impegnativa dove poi bisogna piegare a sinistra per andare a guadagnare la cresta.

Passiamo una zona mista, fatta di sassi e terra, poi solo massi e sfasciumi che attraversiamo con fatica visto che si muovono non poco. Guadagniamo la cresta, prima abbastanza comoda poi sempre più stretta ed esposta, restando appena sotto il suo filo, verso il lato lago (evitate il lato valtellinese), si cerca la via migliore. Ad un certo punto appoggio un piede su un sassone all’apparenza stabile, ma proprio mentre mi sposto in avanti si stacca dal terreno e precipita giù per la scarpata dove c’è un salto di 200 metri, io mi ritrovo chiappe a terra, ma tutto si risolve con un po di spavento.

Passata una zona terrosa un po instabile ora guadagniamo la cresta, guardando il lato valtellinese il salto è impressionante, fatte le ultime roccette gli ultimi 10/15 di salita si fanno belli in piedi, sbucando così sulla vetta occupata in maniera ignobile da un ripetitore di piccole dimensioni; calcolate che lo spazio qua sarà 10 x 5 mt. 3h45 senza fretta. La visuale a queste quote è ampia, immaginate voi quante vette importanti si possono vedere.
In maniera inaspettata ora il cielo si fa cupo, le nuvole scure appaiono minacciose, essendo sulla cresta evitiamo di pranzare e con la dovuta calma cominciamo la discesa, una discesa accompagnata da fitti fiocchi di neve (!!!) che bagnano le rocce rendendole viscide e scivolose. Dopo aver pregato in Sanscrito finalmente ci portiamo fuori dalla zona più pericolosa.

Raggiungiamo il canalino fatto in salita, ma invece di affrontarlo in discesa restiamo alti per aggirare la zona est del lago; se fate attenzione degli ometti vi indicano la via migliore. Qua al mattino c’era un bel gruppo di Camosci. Intercettiamo la bollatura che dal Lago Storto porta ai Laghi Seroti Sup., sfidando la neve oramai trasformata in acqua ne seguiamo le tracce, non sempre evidenti, per giungere ai Laghi Seroti Sup. dopo aver incontrato anche qua diversi Camosci; la contraccezione nell’ambiente Wilderness è assolutamente sconosciuta.

Evitiamo la salita al Corno Tremoncelli per motivi di tempo, e la cosa ci dispiace, seguendo le indicazione per la Malga di Val Bighera cominciamo la nostra discesa verso l’auto; qua bisogna fare attenzione perché la traccia si perde quasi subito, e noi lo sappiamo bene visto che abbiamo perso quota inutilmente sbucando in una zona esposta ed insidiosa, ritornati al lago per capire meglio il da farsi con un ultimo colpo d’occhio intercettiamo la bollatura che passa ai piedi dei Monti Tremoncelli per scendere poi alla Valletta seguendo il Senter de l’Asen. La bollatura non è molto presente ma gli ometti fanno il loro fottuto lavoro. Dalla Valletta facile ritornare ai Laghi Seroti Inf. e poi all’auto, evitando ancora una volta per motivi di tempo il passaggio dalle Casine di Val Bighera. Molti i Camosci anche nella zona dei Laghi Seroti Sup.

Nota 1): Questo è un giro che ci ha soddisfatti, sia per l’ambiente trovato che per la grande quantità di animali incontrati (incredibili i bramiti dei Cervi). Sino al Lago Storto di problemi non ce ne sono, poi da lì serve capacità di orientamento e capacità di lettura nella parte sfasciumosa che porta in cresta, ma nulla di tragico. Il T4 è guadagnato anche “grazie” alle condizioni Meteo trovate nella parte che porta verso la vetta.
D+1100 mt
km 12,600
7h30
Nota 2): Cose a caso!

Lercio: Bertolucci smorza le polemiche su L’Ultimo tango a Parigi. Era burro, mica olio di palma!

Spinoza: Morto il fondatore di Playboy. Dubito che ora sia in un posto migliore.

Spinoza: I carabinieri accusati di stupro hanno cambiato linea difensiva: avevamo puntato il pene verso l’alto ma un calcinaccio ha deviato la traiettoria.



A la prochaine! Menek,Rosa

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