Tempo in movimento  5 ore 39 minuti

Tempo  8 ore 39 minuti

Coordinate 3131

Uploaded 6 novembre 2018

Recorded novembre 2018

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2.194 m
949 m
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4,9
9,7
19,41 km

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vicino Cartore, Lazio (Italia)

Partenza da Cartore ore 7:30, si sale per la Val di Fua su un terreno frastagliato e sassoso fortunatamente risparmiato dalle violente piogge del Novembre 2018. La salita è agile e dopo 2 ore siamo al rifugio Panei. Breve sosta e si punta alla salita del costone del Murolungo direzione Jaccio dei Montoni. La salita inizialmete senza problemi la affrontiamo cercando di arrivare alla sella che permette di aggirare l'impettata del Murolungo. Proseguiamo attraverso un paesaggio magnifico sulla Valle del Salto inizialmente prendendo quota sulla cresta poi tenendoci a mezza costa. La salita avviene su un fuori sentiero fino a che non intercettiamo il percorso che tranquillamente ci conduce al canale che suddivide il costone dello Jiaccio con l'impettata del Murolungo. Durante il cammino sorprendiamo un numeroso branco di cervi e 4 enormi grifoni che volteggiano senza sosta su di noi mostrandoci la loro possente apertura alare. Saliti sullo Jaccio dei Montoni 2083mt ci si para davanti il massiccio del Velino avvolto tra le nubi, la spettacolare parete del monte Rozza e tutta la creta che va dal Costone alla punta Trieste. Dallo Jaccio si imetta sul Murolungo 2184mt che svetta possente dirimpetto a noi. La salita è dura ma breve e lo spettacolo che ci si apre di fronte anche in questo caso lascia a bocca aperta. Tutta la catena del Gran Sasso, nitida e spruzzata qua e là di neve, i montei della Laga e i Sibillini sullo sfondo, anche il Terminillo è nitidissimo all'orizzonte. Sotto di noi il Lago della Duchessa appare gonfio d'acqua per via delle abbondanti piogge dei giorni passati. Dal Murolungo si scende su una degradante cresta fino al suo termine, per poi buttarsi a capofitto a mezzacosta. Si raggiunge la valle sottostante e si risale di nuovo per superare il colle che ci separa dalla prossima valle, si risale di nuovo su un altro colle cercando di mantenere un discreto dislivello per raggiungere la Cima di Macchia Triste 2090mt.
Dalla cima scendiamo su un canale per rendere più morbida e veloce la discesa in direzione del Lago. Costeggiamo il lato destro del Lago e iniziamo a salire a mezzacosta per riprendere dislivello, il nostro obbiettivo è raggiungere il fontanone che anticipa il sentiero che si inammina verso il Morrone. Incontriamo per ben due volte un piccolo gruppo di cervi, il sentiero è ben segnato sino al piccolo altipiano alla base del Morrone, cominciamo a salire fuori sentiero per risparmiare la distanza che ci separa dalla vetta, impettiamo fuori sentiero sino a raggiungere la cresta, incontriamo un complesso roccioso sul quale non vorrei sbagliarmi ma mi sembra di vedere orme di dinosauro...ci immettiamo su un sentiero segnato e in breve tempo siamo in vetta. Lo spettacolo che ci si para davanti è a dir poco meraviglioso, la valle del Salto da un lato e quella di prato Agapito dall'altro, il calderone sotto di noi, La cima Zis sulla destra e la valle del Morretano sullo sfondo.
Scegliamo di scendere dal tracciato segnato che avremmo dovuto fare all'andata, si scende abbastanza agevolmete, obbiettivo è la carrareccia della Val Cesa. La raggiungiamo con un pò di fatica, i chilometri e il dislivello cominciano a farsi sentire. Raggiunta la carrareccia inizia un lento lungo e noioso sentiero in discesa su un brecciolino scorbutico che rallenta la discesa. 3Km prima di arrivare finalmete a Cartore e chiudere l'anello con un bottino di 4 cime over 2000, paesaggi fantastici, un tempo primaverile e la completa assenza di escursionisti che in questa zona abbondano.

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