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vicino Mezzolago, Trentino-Alto Adige (Italia)

Ho deciso che questo 2019 sarà un anno di escursionismo all'insegna della scoperta di nuovi territori. Ciò non significa obbligatoriamente che non raggiungerò nuovamente vette conosciute ma se dovessi farlo cercherò comunque nuovi percorsi. Oggi però la mia attenzione si sposta verso la Valle di Ledro, un'area per me poco conosciuta e che comporta innanzitutto un viaggio in automobile di una certa entità: se voglio mettermi in cammino presto e rientrare nel primo pomeriggio dovrò rinunciare a qualche ora di sonno.

L'obiettivo dell'escursione è di raggiungere Cima d'Oro partendo da Mezzolago e di percorrere il suggestivo sentiero Austroungarico del 15-18. In rete ho trovato numerose foto del percorso e mi aspetto pertanto che non via siano grandi difficoltà tecniche, il dislivello è comunque di una certa entità e dovrò dosare sapientemente le energie. Raggiungo il punto di partenza prima delle 8, il caldo sembra meno soffocante rispetto agli ultimi giorni e qualche nuvola scura lambisce già le vette circostanti. Le previsioni meteo danno pioggia nel tardo pomeriggio ma io conto di aver completato il percorso entro mezzogiorno.

Mi incammino di buon passo risalendo Via Dromaé che con moderata pendenza mi porta al di fuori del centro abitato fino a raggiungere il primo paletto con indicazioni. Il percorso da seguire è il numero 453 denominato anche "Sentiero Botanico" sulla segnaletica informativa locale. Il primo tratto è costituito da una comoda strada asfaltata che mi conduce alla località "Alla Valle" dove è presente una piccola fontana di pietra, proseguo obbligatoriamente a destra fino a raggiungere il primo importante bivio. Decido di andare a sinistra per salire attraverso la Val Dromaé e mi incammino su una carrareccia sterrata che sale in lieve pendenza.

Da qui inizia la vera salita che, pur non presentando alcun tipo di difficoltà tecnica, richiederà un certo impegno a livello fisico. Io ho deciso di affrontarla con un ritmo moderatamente sostenuto per essere certo di poter rientrare entro l'orario stabilito e le condizioni del terreno me lo consentono. La bollatura è sempre ben visibile ed è impossibile sbagliare strada, posso quindi concentrarmi sul passo e procedere a testa bassa. Il percorso mi ricorda molto la salita nel "Bosco degli Gnomi" di Zone, sia dal punto di vista paesaggistico che della pendenza. Percorro qualche tornante e guadagno rapidamente quota attraverso un fresco e umido bosco, la fitta vegetazione mi impedisce per ora di osservare il panorama in lontananza.

Dopo circa un'ora di cammino il bosco lascia spazio a un tratto più aperto, percorro un paio di tornanti su strada cementata e raggiungo la Malga Dromaé, un vecchio rudere attualmente in fase di ristrutturazione. Proseguo addentrandomi nuovamente tra gli alberi per poi raggiungere finalmente un ampio pascolo erboso che mi conduce fino a Bocca Dromaé. Raggiunto questo passo posso finalmente osservare lo splendido panorama circostante: da un lato il Lago di Ledro, dall'altro la vallata di Riva del Garda e di Arco. Posso già chiaramente intuire quale sarà il sentiero che mi porterà in vetta e mi incammino quindi seguendo l'evidente traccia alla mia destra, sentiero numero 413.

Si tratta di una mulattiera risalente alla Grande Guerra e lungo il suo svolgimento sono presenti numerosi richiami storici come muretti a secco e grotte. Il percorso è sostanzialmente pianeggiante con qualche breve strappo in moderata pendenza che consente di guadagnare quota. Raggiungo la morbida e prativa vetta di Cima d'Oro poco prima delle 10 e ad attendermi trovo qualche pietra e un bel venticello fresco. Il panorama è straordinario, posso finalmente osservare il Lago di Ledro nella sua interezza e rimango sorpreso dalle sue dimensioni. Le nuvole mi impediscono di osservare le cime più distanti ma posso comunque apprezzare tutte quelle che circondano il lago, già immagino di calpestarle in futuro.

Non mi soffermo più di tanto, voglio raggiungere rapidamente il vicino osservatorio per poi intraprendere il percorso di discesa. Seguo l'evidente traccia che si sviluppa costeggiando alcune trincee e perdo qualche metro di quota fino a raggiungere la bella e caratteristica Croce. Ho la fortuna di giungere qui per primo stamane, posso pertanto scattare qualche fotografia senza che siano presenti altre persone e godermi una pausa di una decina di minuti per riprendere fiato. Mi siedo ai piedi della grande Croce, di fronte a me il panorama è davvero appagante: magari potessi ogni giorno fare colazione sul mio balcone di casa con questa vista!

Inizio a sentire le prime voci, alcuni escursionisti tedeschi stanno salendo per raggiungere questa turistica meta. E' ora che mi rimetta in cammino, se voglio essere all'automobile entro mezzogiorno non posso attendere altro tempo e comunque l'idea di condividere questo luogo con altre persone non mi va, voglio ricordarne soprattutto il silenzio. Il sentiero Austroungarico risulta subito molto interessante offrendo stretti passaggi scavati nella pietra e un paio di ripide scalinate dove è assolutamente necessario prestare attenzione: la roccia è umida e si scivola facilmente quindi calma assoluta e passo sicuro. E' anche possibile attraversare una stretta galleria ma purtroppo devo evitarla in quanto altri escursionisti la stanno percorrendo in direzione opposta, peccato.

Superato questo primo tratto di notevole interesse storico raggiungo la località Sella dove posso nuovamente incrementare l'andatura. Il sentiero nel bosco è sicuro e ben tracciato, raggiungo l'ampia strada sterrata denominata "Strada di Salò" sulla cartografia e la percorro per un breve tratto per poi rientrare nuovamente nel bosco. Il sentiero conduce comunque nuovamente sulla stessa carrareccia ma consente di abbreviare il percorso, chi lo desiderasse può invece proseguire su di essa fino a raggiungere nuovamente il primo bivio incontrato durante la salita in località "Alla Valle". Un timido sole di mezzogiorno mi accompagna durante la discesa finale verso il centro abitato e come sempre inizio a sentire una certa malinconia: è già finita, si torna nella civiltà.

Mi attendono un paio di ore di viaggio per rientrare a casa dove avrò modo di pensare a nuove avventure da pianificare. L'escursione odierna è stata sicuramente piacevole e la prima impressione su questa nuova area è sicuramente positiva. Per esplorarla meglio potrei decidere di pernottare qui per un paio di giorni vista la presenza di numerose possibilità di soggiorno, magari approfittando della bassa stagione che offre sicuramente prezzi contenuti e maggior tranquillità. Concludo infine con una considerazione: se dovessi rifare il percorso procederei in senso contrario, ritengo che affrontare il sentiero Austroungarico in salita offra una prospettiva migliore.

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