Tempo  6 ore 17 minuti

Coordinate 413

Uploaded 28 agosto 2018

Recorded agosto 2018

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2.392 m
1.497 m
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2,1
4,3
8,54 km

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vicino Tassaineri, Trentino-Alto Adige (Italia)

Il mio periodo di lavoro e ospitalità a casa di Alex ed Irene sta volgendo al termine, e come "regalo", Alex Amadeus organizza questa bella escursione nella Valle dei Mòcheni, luogo ove risiede una popolazione di origine teutonica, arrivata dal Nord nel lontano Medio Evo.
Partiamo ad orari assolutamente tranquilli, il tempo fresco non impone levatacce, così dal parcheggio di Vròttn saliamo abbastanza ripidi e senza difficoltà tecniche sino al bel Rif. Sette Selle, che raggiungiamo in poco più di 1h. Ci fermiamo un attimo a salutare i gestori, che Alex conosce, ma le chiacchere vanno accompagnate con qualcosa e il mio socio golosone non si fa scappare una buona fetta di torta.
Ripartiamo sempre accompagnati da un fresco venticello, ma anche con un sole decisamente cocente vista anche l'assenza di nuvole. Seguiamo il sentiero creato dai soldati nella Prima Guerra, in un ambiente bellissimo, e complice il cielo terso ammiriamo tutte le varie cime che ci circondano.
Ad un certo punto io e Alex cidividiamo, io punto verso la Cima d'Ezze, mentre lui si porta ai piedi della Cima Sette Selle. Salgo spedito sino alla Forcella d'Ezze su bel sentiero, poi da lì imbocco la salita per la Cima d'Ezze; si sale ripidi su traccia franosa e con qualche breve passaggio di arrampicata di I°, la bollatura è presente ma c'è anche un'alternativa, che io senza volere mi ritrovo a fare. Passate due brevi zone esposte la croce si palesa dopo 10 minuti di cammino dalla forcella. Dalla cima lo spettacolo è assicurato, vedo il Cornone di Blumone e la catena dell'Adamello, che mi fa sentire il profumo di "casa", e poi tutto il resto, tutto difficilmente numerabile tante sono le cime che mi circondano.
Scendo abbastanza velocemente, Alex mi sta aspettando, metto il turbo e poco dopo sono da lui.
Vediamo la linea di salita al Sette Selle, una cresta tutta da valutare una volta messi gli scarponi sulla roccia, Alex c'ha fatto già una breve esplorazione, ma oggi non è la sua giornata, la camminata del giorno prima fatta nelle Orobie gli sta "uscendo" a livello fisico. Rimarrei solo nella salita. Guardo la cresta con gli occhi iniettati di sangue, poi parto senza esitazioni dopo aver abbandonato lo zaino a terra.
Sin da subito le rocce ostacolano la salita, insieme ai passaggi di I° altri singoli passaggi sono secondo me di II°, a volte esposti, Alex mi osserva ed ad un certo punto sento: "stai attento, e ricordete che poi c'hai da scenne"! Già.
La via di salita ha una vecchia e sbiadita bollatura inframezzata qua e la dagli ometti, a volte bisogna andare per intuizione e la cosa mi gusta e mi preoccupa allo stesso tempo. Si passano due o tre cengette esposte, poi le ultime roccette miste a balze erbose... ma oramai sono in cima e la soddisfazione è massima. Bella anche qua la visuale che si gode ed in più ho buttato un occhio su altre creste più toste, tipo il sentiero Giuliani.
Rimango sulla cima giusto il tempo di fare qualche foto poi riprendo la via di discesa, ho impresso a memoria i vari passaggi e questo gioca a mio favore. Ritorno a far comunella con Alex dopo 30 minuti di discesa.
Alex non se l'è sentita di lasciarmi solo mentre ero in ascesa al Sette Selle, poteva aspettarmi al rifugio, ma ha voluto controllare che tutto filasse liscio. Thank's "vecio".
Comincia ad essere un orario interessante, di quelli da "buco nello stomaco", le nostre gambe ci spingono velocemente al rifugio dove prendiamo posto ai tavoli esterni. Il tepore del sole è tutto da godere ed io mi tolgo la maglietta apprezzando questi ultimi scampoli d'estate.
Mangiamo quanto basta e beviamo il giusto, poi scambiamo quattro chiacchiere con Marta e Rosita, loro si sono pappate l'Alta Via del Lagorai dormendo ove capitava.
Con la pancia piena si cammina meglio, in discesa, e tempo 35/40 minuti siamo di nuovo all'auto, soddisfatti per la bella giornata che abbiamo passato assieme consolidando così la nostra amicizia.
Nota 1): Bellissima escursione trentina, in un ambiente decisamente selvaggio; sino alla Forcella d'Ezze non ci sono problemi poi probabilmente è un T3 la salita alla Cima d'Ezze. Storia diversa la salita al Sette Selle, non è nulla di impossibile, anzi, diciamo che ci vuole un minimo di esperienza montana. Non adatta a chi soffre di vertigini.
Nota 2): Saluta anche Eric...
SELLE.
Partiamo per le cime ma senza le bindelle,
fra battute goderecce e risate a crepapelle,
vediamo se alla fine non ci lasciamo le budelle.
Selle,
su questi bei sentieri non si pagano gabelle,
l'importante è non cadere e chiamare le barelle,
altrimenti mo so cazzi e ti fan veder le stelle.
Selle,
il rifugio è assai accogliente e beviam nelle scodelle,
la birra è di frumento contornato da crespelle,
la vita va goduta e ne vedremo delle belle.
Non penso alle patate almeno che non sian novelle, e in fondo mi domando: che cazzo son le SELLE?

A' la prochaine! Menek und Eric

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