Tempo  4 ore 23 minuti

Coordinate 167

Caricato 30 novembre 2019

Recorded novembre 2019

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1.079 m
514 m
0
1,8
3,5
7,02 km

Visto 18 volte, scaricato 2 volte

vicino Resceto, Toscana (Italia)

Percorso molto bello e avventuroso che ho classificato impegnativo non tanto per la fatica fisica quanto per la presenza di diversi passaggi delicati in esposizione e su terreno infido.
Le difficoltà aumentano se questa escursione è fatta su terreno umido in quanto è presente in tutto il giro molta roccia scistosa e quindi estremamente scivolosa quando è bagnata.
Si parte dal piccolo piazzale che funge da parcheggio per le auto alla fine di Resceto scendendo per una cinquantina di metri verso il paese finchè si trova sulla nostra destra il sentiero CAI 161 che porterebbe sul Monte Castagnolo.
La salita del sentiero è leggermente ripida e avviene in un bel bosco di castagni che lasciano il posto ai pini man mano che si sale di quota.
Non si lascia il CAI 161 neppure quando una strada sterrata lo taglia trasversalmente poco sopra l’abitato di Resceto.
In circa un ora di cammino si arriva poco sotto la cima rocciosa del Castagnolo e precisamente poco prima della cosiddetta grotta del pastore ed è in questo punto che si abbandona il CAI 161 per andare a destra in quello che sembra inizialmente un poco marcato sentiero dove all’inizio è presente un ometto in pietra.
Il sentiero dopo pochi metri scompare ma per proseguire correttamente occorre tenere presente che bisogna procedere senza perdere mai quota ma anzi, salendo gradualmente fino a quando finisce il bosco e si vede un rudere di pietra addossato alla parete rocciosa del Castagnolo.
A questo punto, giunti a questo rudere, è sufficiente seguire una labile traccia che passa fra alcuni rovi che costeggia la base rocciosa del Castagnolo andando nella direzione di una evidente spalla erbosa oltre la quale non c’è più nulla se non un salto di due o trecento metri verticale con sotto altri cento metri Resceto.
La sella erbosa rappresenta l’inizio della cengia del Castagnolo che si trova a sinistra.
La cengia è l’unica via per poter aggirare il Castagnolo dal lato di Resceto; non è lunghissima ma è molto esposta e stretta specialmente all’inizio dove ci sono circa 3 metri (attrezzati con cavo) dove la larghezza del tratto calpestabile non è largo più di 30 cm.
Successivamente la cengia si allarga un po’ (circa un metro) ma resta molto esposta e su terreno smosso.
Superato questo tratto troviamo un grande masso che blocca il sentiero ma che è facilmente aggirabile da sinistra (lato monte) scavalcandolo dopo di che arriva un altro punto molto caratteristico rappresentato da una parte lunga circa 15 metri dove la parete del monte sovrasta tutto il sentiero costringendo l’escursionista, per poter proseguire, a camminare carponi in un vero e proprio “passo del gatto”.
Per leggere ulteriori dettagli o vedere altre foto della cengia del Castagnolo vi consiglio di andare a vedere il giro pubblicato da me qui su wikiloc intitolato Alpi Apuane: La cengia del Castagnolo .
Finita la cengia ci si trova su un pianoro con bella vista su Casa Castagnolo che si trova dall’altra parte in posizione panoramica con dietro a sinistra la prima vetta che si raggiungerà, Cima della Croce e sullo sfondo tre belle vette apuane: Contrario, Cavallo e Tambura.
Si scende lungo un pendio abbastanza ripido proprio sotto la parete del Castagnolo che in questo punto si trova alla nostra sinistra e sopra di noi.
Si arriva all’inizio di quello che poi diventa un canale che arriva a Resceto, lo si scende qualche metro e si prende un sentierino (ben visibile dalla fine della cengia, meno quando ci siamo) che dopo qualche metro sparisce e che costeggia la parete voltando poi verso sinistra.
Questa “via” percorre una cengia molto esposta invasa da arbusti di erica che solo ogni tanto lasciano intravedere il sentiero ora palesemente abbandonato.
Si gira intorno ad un costone roccioso e ci si ritrova su un pendio ripido di paleo meno esposto che conduce al primo evidente canale che andrà risalito.
Il canale oggi l’ho risalito quando il giorno prima era piovuto e con un piccolo ruscello presente per cui presumo che in piena estate le difficoltà di risalita dello stesso siano inferiori in quanto la maggior parte delle rocce presenti se bagnate, essendo scistose, sono scivolose come saponette.
A parte questo aspetto va fatto presente che le difficoltà sono anche legate al tipo di terreno presente che è molto instabile e talvolta smosso e di conseguenza la tenuta delle radici del poco paleo presente è quasi nulla.
Si risale il canale (che è lungo circa 200 metri) inizialmente senza difficoltà finchè si arriva ad un punto in cui si divide in tre rami; io ho scelto di andare dritto e dopo pochi metri salire dal punto più facile per andare su quello destro per poi proseguire e mantenere sempre la destra.
Non c’è una via obbligata e si può risalirlo come meglio si crede tenendo presente che Casa Castagnolo è sulla destra e che indipendentemente dalla traiettoria scelta un paio di arrampicatelle di 2° grado su terreno instabile e un po’ esposto dovrete farle.
Usciti dal canale ci si trova su paleo abbastanza ripido finchè si arriva a una sella erbosa da dove passa il CAI 161 a metà strada fra il Monte Castagnolo e Cima della Croce.
Si percorre il sentiero CAI in direzione Cima della Croce e appena si vede sulla destra il rudere ben conservato che sarebbe Casa Castagnolo si esce dal sentiero e si va a destra.
Ho visto che qui termina un altro canale che nella parte alta è un ampio e ripido pendio erboso che arriva dal basso; non so se è più facile di quello fatto da me però è semplice da individuare in quanto arrivati alla base del canale che ho risalito io basta proseguire e traversare su paleo superando un costone roccioso… da un paio di foto fatte si vede abbastanza bene.
Usciti dal CAI 161 si giunge a Casa Castagnolo camminando facilmente sulle pendici calcaree caratterizzate da terrazzamenti di Cima della Croce.
Da Casa Castagnolo si gode di un panorama fantastico.
Si sale sulla vetta di Cima della Croce (1057 metri) seguendo il facile e divertente filo di cresta calcareo con un minimo di attenzione in quanto a sinistra la parete è abbastanza alta e ripida.
Dalla vetta cominciamo ad intravedere bene il ventaglio roccioso rappresentato dal Monte della Mandriola che si raggiunge senza difficoltà scendendo da Cima della Croce e seguendo la cresta.
Salire su quella che si può definire la prima quota della Mandriola (pianoro erboso) è semplice mentre salire sulla cima principale (1082 metri) che si trova a circa 15 metri più in alto lo è meno.
Bisogna infatti prima scendere circa due metri e po risalire una cresta molto affilata che precipita verticale per almeno 200 metri su entrambi i lati su roccia calcarea non sempre stabile.
Salire da sinistra è praticamente impossibile, dal centro, vista la placca liscia e stondata presente non è consigliabile.
L’unico modo un po’ più sicuro è salirla da destra in piena esposizione e aggirando, quando si arriva in cresta, un paio di pinnacoli come meglio si crede.
Volendo si potrebbe scendere la cresta dalla parte opposta arrivando cosi alla Foce della Vettolina ma parlando con varie persone mi è stato sconsigliato da tutti: dal Perna, dal Maestripieri che ho conosciuto recentemente di persona e dagli stessi pastori di Resceto.
La roccia è fortemente instabile specie a seguito dell’ultimo terremoto che c’è stato qualche anno fa e la cresta è molto affilata ed esposta…mi è stato altresì detto che casomai è meglio risalirla dalla Vettolina anche se si tratta di un percorso alpinistico e quindi che necessità di attrezzature per fare protezione.
Una volta scesi dalla Mandriola si ripercorre il tratto fatto in salita finchè, quando sul basso a sinistra si vede la ex cava della Mandriola, ci si arriva senza una via obbligata.
Si passa da dentro la piccola cava e si prende una via di lizza in discesa che si percorre per circa 200/300 metri finchè la si lascia (dove c’è un masso squadrato sulla destra) per andare a sinistra su un sentiero segnato all’inizio da un ometto in pietra (vedi foto waypoint).
Questo è l’inizio del suggestivo “viottolo della Mandriola” un sentiero bollato da segni rossi che conduce alla Foce della Vettolina passando alla base della parete verticale della Mandriola.
Questo sentiero si svolge su una piccola cengia naturale ed è caratterizzato da due sezioni divise da un breve pendio che va risalito e disceso.
I due punti più stretti ed esposti sono stati attrezzati da cavetto d’acciaio (proprio all’inizio) e filo elicoidale ad un certo punto nella seconda parte del sentiero.
Il sentiero è facile ma va percorso con attenzione specialmente se il terreno è bagnato perché alcune rocce sono estremamente scivolose trattandosi anche in questo caso di scisto.
Si arriva insieme alla cresta della Mandriola alla Foce della Vettolina e a questo punto si scende il CAI 170 che come molti sentieri CAI della zona è molto trascurato con piante che a tratti coprono un po’ il sentiero e addirittura un albero caduto da un bel pò di tempo che per aggirarlo è stata modificata una parte di sentiero (ecco perché in quel punto evidenziato come waypoint la traccia gps non segue la mappa).
Il CAI con i soldi delle quote soci e quelli ricavati dalle gite che organizza dovrebbe salvaguardare i vari sentieri anche in vista di un possibile sviluppo turistico in un area, quella apuana, da sempre poco valorizzata da questo punto di vista ma solo negativamente sfruttata (estrazione marmo).
Il CAI 170 non è difficile da percorrere però c’ è da fare sempre attenzione a qualche punto con possibili rocce scivolose.
Si arriva ad una cava abbandonata dopo di che il sentiero si trasforma in una abbastanza larga via di lizza che si immette poi sulla Via Vandelli poco sotto la Casa del Fondo. A questo punto si ritorna in breve tempo al parcheggio di Resceto dove abbiamo lasciato l’auto percorrendo un breve tratto della Vandelli.
Il giro è lungo 8 km e se sufficientemente allenati e non ci si ferma in continuazione si fa bene in 4 ore e mezzo quindi è adatto ad essere fatto pure in Inverno (partendo abbastanza presto) quando le ore di luce sono poche purchè il terreno sia sufficientemente asciutto.
Waypoint

Inizio CAI 161

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Sul CAI 161

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Sul CAI 161

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Sul CAI 161

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Sul CAI 161

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Bivio per la cengia del Castagnolo

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Rudere

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Inizio cengia del Castagnolo

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Sulla cengia del Castagnolo

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Masso

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passo del gatto

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Fine cengia del Castagnolo

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Direzione da prendere dopo discesa pendio

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Verso il canale da risalire

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Inizio canale

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Fine canale

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Verso Casa Castagnolo

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Casa Castagnolo

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Cresta di Cima della Croce

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Vetta Cima della Croce

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Verso la cima della Mandriola

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Verso la cima della Mandriola

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Vetta della Mandriola

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Cava della Mandriola

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Inizio Via di lizza

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Sulla Via di lizza

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Inizio Viottolo della Mandriola

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Sul Viottolo della Mandriola

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Sul Viottolo della Mandriola

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Sul Viottolo della Mandriola

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Foce della Vettolina

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Sul CAI 170

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Sul CAI 170

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Sul CAI 170

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Fine CAI 170

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DEVIAZIONE A SINISTRA PER GROSSO ALBERO CADUTO

3 commenti

  • Foto di Diegone Apuanos

    Diegone Apuanos 3-dic-2019

    Ci sei tornato , complimenti bel giro , in primavera vedo di provare ad andare a farlo , ciao Lorenzo

  • Foto di Lorenzo Verdiani

    Lorenzo Verdiani 3-dic-2019

    Insieme perche voglio ritornarci. Per verificarlo ho preferito farlo solo stavolta. Sabato penso di andare sulla Rocca di Tenerano. Se ci e se ti interessa fammi sapere. Ciao

  • Foto di Diegone Apuanos

    Diegone Apuanos 3-dic-2019

    Di sabato sono con la signora , domenica farò un giro, ma non so' ancora dove...

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