Tempo in movimento  6 ore 58 minuti

Tempo  10 ore 7 minuti

Coordinate 4668

Caricato 11 agosto 2018

Recorded agosto 2018

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2.095 m
1.318 m
0
6,5
13
26,16 km

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vicino Casone, Toscana (Italia)

Itinerario al quanto impegnativo,non dal punto di vista tecnico ma in quanto lungo .
Le previsioni sembrano favorevoli quindi approfittiamo per fare questa escursione che ci porterà in vetta al Monte Cusna.Parcheggiamo l’auto nei pressi del ristorante il Casone (mt 1314)e imbocchiamo il sentiero numero 54 che parte proprio di lì .Arriviamo al rifugio Cella passando per un bosco di faggi.Il sentiero è molto agevole ma inizia subito a salire abbastanza sostenuto ,o almeno così ci sembra visto che è da un po’ che non facciamo escursioni.Al rifugio Cella notiamo subito un cartello che ci mette in guardia dalla presenza dei cani che sono a guardia del gregge .Proseguiamo in salita ,ancora più sostenuta ,per la nostra strada diretti al Passo Bocca di Massa(mt 1811).Salendo notiamo un signore intento a raccogliere mirtilli,prodotto locale che in questo periodo è nel pieno della sua maturazione e ci accorgiamo che le piantine sono stracariche di questo eccellente prodotto che la natura ci dona.Ovunque ti giri si vedono piante di mirtillo ,frutti gustosi che non possiamo fare a meno di assaporare tanta è l’abbondanza.Al passo incontriamo alte tre persone che raccolgono mirtilli,hanno alle spalle grosse gerle e un sacco molto grande è già stato riempito.Noi proseguiamo prendendo il sentiero 633 che continua in leggera discesa verso il rifugio Battisti,mentre alla nostra sinistra parte un altro sentiero ,quello di crinale 00 che porta alla cima del Monte Prado.
Dopo circa 1ora e mezza di cammino tra un mirtillo e l’altro ,qualche foto e un’occhio al panorama arriviamo ad un bivio dove una strada sterrata ci porta all’incrocio per il Passone e il Monte Cusna .In breve arriviamo al Passone (mt 1857) dove si può ammirare una croce in acciaio ,geniale e originale nella sua realizzazione .Complimenti a chi l’ha ideata!
Una breve sosta per riprendere le forze e poi di nuovo in cammino verso il Cusna riprendendo il sentiero 607 .Superiamo il Monte Piella ,rifugio Emilia 2000 (oggi attiva anche la seggiovia )e Sasso del Morto fino ad arrivare ai piedi del Cusna ,dove un segnavia indica Sentiero EE che in ripida salita ,leggermente esposto ,tra roccette arriva in vetta e un sentiero che per via normale ,con giro più lungo ma meno ripido ,porta alla cima del Monte Cusna (2120 mt).Noi decidiamo per il sentiero EE e in pochi minuti siamo alla croce del Cusna.Il panorama è a 360 gradi ma una leggera foschia ci impedisce di vederlo in tutta la sua maestosità.Ci fermiamo per mangiare qualcosa ,ci sono molte persone ,chi arriva ,chi va e chi si gode la bella giornata disteso sul l’erba intorno alla croce.Ripartiamo per tornare ,la strada da fare è molta .Scendiamo dal sentiero 627 passando dalla Costa delle Veline.Imbocchiamo poi il sentiero 623 che ci riporterà al Passone .Lungo la via incontriamo un elevato numero di animali:muli,asini è un ingente gregge di pecore.Giunti al Passone torniamo sui nostri passi ripercorrendo il sentiero dell’andata.
L’unica difficoltà incontrata in tutto il percorso è stata al rifugio Cella,dove al ritorno abbiamo trovato le pecore che pascolavano un po’ da ogni parte , tre grossi cani gli facevano la guardia.Ricordandoci del cartello di avviso sui cani abbiamo preferito aggirare il problema scendendo prima sulla destra e poi entrando nel boschetto sotto la strada.Ad un certo punto ci siamo trovati di fronte un canale abbastanza profondo e impervio che abbiamo preferito non attraversare.Quindi ci siamo visti costretti a ritornare sulla strada dove vi erano le pecore.Uno dei cani ci ha accompagnato per diversi metri abbaiando ,infastidito dalla nostra presenza.Fortunatamente non ha fatto nessun gesto aggressivo nei nostri riguardi se non quello di farci allontanare il più in fretta possibile dal gregge.
Ammiro il cane che ha svolto nel migliore dei modi il suo lavoro.Meno il padrone che non vigila su di loro e con un semplice cartello di avviso si sente tranquillo di lasciarli liberi di girare .Tre animali che in qualche circostanza possono diventare pericolosi.Il sentiero è regolarmente segnato dal CAI e non vi è nessuna proprietà privata.Mi auguro che qualche addetto ai lavori ci metta le mani e aggiusti queso problema prima che sia troppo tardi.
A parte questo inconveniente il percorso è stato veramente bello e appagante nonostante lo sforzo fisico.Le gambe non ne potevano più.
Spero la prossima volta di farlo insieme ai nostri amici di escursione Marco e Laura ,assenti giustificati perché in vacanza

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