Tempo  2 ore 10 minuti

Coordinate 1708

Caricato 16 settembre 2020

Registrato settembre 2020

-
-
453 m
195 m
0
2,2
4,3
8,7 km

Visualizzato 33 volte, scaricato 3 volte

vicino a Mammola, Calabria (Italia)

La Cascata di Salino (o Schioppo di Salino) si trova nel territorio del Parco Nazionale dell’Aspromonte, nel Comune di Mammola in Provincia di Reggio Calabria. Il Torrente Salino è un affluente del Fiume Torbido.
L’’itinerario cammina su un breve tratto dello svincolo, poi, sulla destra, si affianca alla S.G.C. Jonio-Tirreno. Si prosegue sulla strada sterrata risalendo il Fiume Torbido, subito dopo s’incrociano a destra il torrente Macariace, e a sinistra i ruderi della vecchia Miniera. A destra sulla collina sono ancora visibili due gallerie dalle quali si estraevano zolfo e arsenico. Questi minerali, semilavorati, venivano trasportati con una teleferica sulla SS 281, e da lì inviati verso gli stabilimenti del Nord. La Miniera, gestita dalla ditta Rumianca, è stata operante fino all’inizio dell’ultima guerra, e dava occupazione a un centinaio di persone.
Arrivati all’incrocio del Sentiero dei Greci e del Vallone Salino vicino all’ex Scuola Elementare, si svolta a destra e dopo un centinaio di metri si imbocca a destra il Vallone Salino, incontaminato e particolarmente suggestivo; poi, risalendo il torrente,si arriva fino alla Cascata Salino.
Questo tratto può essere percorso camminando sul bordo dell’alveo (che è la scelta più opportuna), oppure camminando in mezzo all’acqua, con agili salti sui massi esistenti.
Il luogo è caratterizzato dalle rigogliose foreste di lecci, ornielli ed erica. Nella tradizione locale, la pianta di orniello è usata dai pastori per i collari delle bestie e per costruire utensili, mentre il leccio viene utilizzato come legna da ardere o come carbone. L’erica è molto richiesta per la sua radice (ciocco), da cui si ricavano pregiate pipe, mentre dal fusto vengono ritagliati grandi e caratteristici cucchiai.
Un tempo, nelle cascatelle, pozze e piccole anse formate dal torrente, le donne usavano lavare la biancheria. Nell’acqua, inoltre, venivano messi a macerare il lino e la ginestra che le abili mani delle tessitrici mammolesi trasformavano poi in pregiati manufatti.
Il sottobosco è ricco di erica e di vari tipi di felce, tra le quali la “Woodwardia radicans”, specie rarissima che si trova in Aspromonte, solo in alcune zone umide o nelle vicinanze di cascate.
Lungo il torrente “Salino”, caratterizzato dalla presenza di grandi massi granitici, crescono ontani maestosi che ombreggiano le limpide acque.
Risalendo s’incontra una radura dove un tempo gli scalpellini lavoravano la pietra granitica per fare gradini e portali per le case o macine per mulini e frantoi. Più avanti, a destra, si può notare una presa d’acqua (mastra), che serve per le irrigazioni dei terreni.
Dopo l’ultima ansa del torrente appare la splendida cascata detta “Schioppo di Salino” che, scorrendo tra gole di roccia ferrosa, precipita con due salti dall’alto dei suoi 50 metri.
Si risale la piccola cascata dal lato destro e si arriva al laghetto dove, nelle calde giornate estive, si può anche fare il bagno.
Waypoint

Cartello

Fiume

Fiumara Salino

Intersezione

Bivio

Cascata

Schioppo Salino

Fiume

Torrente Salino

Commenti

    Puoi o a questo percorso