Tempo  8 ore 52 minuti

Coordinate 2855

Caricato 16 novembre 2019

Registrato giugno 2019

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982 m
645 m
0
5,0
10
20,11 km

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vicino a Casaglia, Toscana (Italia)

Lunga escursione fra le antiche realtà rurali che vivevano nel bacino del Fosso delle Fogare, posto sulla riva orografica sinistra del Fiume Lamone. Inizio il mio trekking dal borgo di Casaglia (mt.753) adagiato sul versante dell’appennino, il sentiero inizia nella piazza principale ove si trova il monumento ai caduti e la chiesa. Il sentiero (Anello di Marradi – GEA – SOFT AP) inizia a salire lungo una mulattiera, dopo circa un chilometro incrocio il sentiero CAI n°547 che ignoro. Mantenendomi sulla destra proseguo sul sentiero Anello di Marradi e raggiungo il Rifugio I Prati Piani (mt.975) situato in un ampio piano erboso. Dal retro del rifugio bel panorama sulla valle del Lamone e sulla catena appenninica. Riprendo l’escursione, attraverso i displuvi che alimentano il Fosso della Fogare, il sentiero si mantiene a mezzacosta per poi immettersi sul sentiero n°505 (SOFT 16). Il panoramico crinale discende verso il Rifugio di Castè, davanti a me il bel paesaggio dell’appennino, sulla mia destra la valle dove scorre il Fosso delle Fogare. Superato il Rifugio di Castè (mt.838) prendo a destra il sentiero n°551 (Anello di Marradi), seguo la vecchia carrareccia immersa nella vegetazione e giungo a Ca’ del Piano (mt.706). Poco oltre sulla sinistra un piccolo cartello giallo a forma di freccia mi indica un castagno secolare ed un molino. Seguo il viottolo che discende verso il fosso, attraverso una marroneta abbandonata con grandi piante di castagno, su una di esse un cartello ne indica la circonferenza, metri 5,80. Continuo ad abbassarmi di quota raggiungendo il Fosso delle Fogare dove trovo i ruderi del vecchio mulino (mt.651). Costruito sul fosso fra due cascate il mulino mantiene la sua forma quadrangolare e le alte pareti, arrivando sul posto si può osservare la “gora” che prendeva a monte l’acqua necessaria e la canalizzazione che la portava al suo interno per il funzionamento della girante. Ancora visibile all’interno dell’edificio nella parte più bassa l’albero di legno dove si trovava la girante. All’interno dell’edificio adagiata sul solaio una vecchia ruota macina in pietra. Ritorno sul sentiero e proseguo l’escursione, supero i ruderi delle Fogare (mt.695), arrivo a Pian delle Fagge (mt.628), un cumolo di pietre ci indica dove si trovava la vecchia casa colonica, poco distante un vecchio manufatto in pietra. Adesso la strada bianca si inerpica ripida fino al crinale, qui il sentiero n°551 prosegue sulla sinistra, io svolto sulla mia destra continuando in salita lungo il crinale sul sentiero Anello di Marradi che mi riconduce al Rifugio I prati Piani. Da qui ripercorro al contrario il sentiero fatto nella mattinata che mi riporta a Casaglia dove termino l’escursione.

08 OTTOBRE 2019

AVVISO IMPORTANTE

Sui quotidiani è stato riportato la notizia che il Bivacco di Castè è stato completamente distrutto da un incendio.

https://www.ilfilo.net/incendio-al-capanno-di-caccia-del-sindaco/

Nei pressi si può usufruire di un'altro punto sosta, il Rifugio di Lozzole.
Ubicato sempre lungo il sentiero CAI n°505 (SOFT 16) si trova piu a valle rispetto a Castè, circa un chilometro (km.1) in direzione del Monte Prevaligo.

coordinate UPS UTM: 32 T 0701730 4882552
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rifugio non gestito

RIFUGIO CASTE'

rifugio non gestito

RIFUGIO I PRATI PIANI

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