Difficoltà tecnica   Medio

Tempo  8 ore 40 minuti

Coordinate 8686

Uploaded 24 novembre 2017

Recorded novembre 2017

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1.832 m
213 m
0
6,3
13
25,0 km

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vicino Mori, Veneto (Italia)

Escursione che si divide in tre settori con caratteristiche ben diverse fra di loro.
Si inizia con il “Sentiero Alpinistico Pierino Dalla Zuanna” – corrispondente al CAI 779 ma segnato sul terreno con la sigla “PDZ” – per proseguire con la facile salita e discesa verso “Le “Melette”, e concludere con la discesa della “selvaggia” Val Frenzèla.
In effetti ho aggiunto salita e discesa a “Le Melette” per fare la giornata intera, ma si può fare benissimo solo la prima e terza parte collegandole – in 40/45 minuti – con un tratto del sentiero CAI Marostica 800 (che ho caricato per intero su Wikiloc): in questo modo il tracciato è più equilibrato e si arriva meno stanchi alla discesa della Val Frenzèla dove non bisogna arrivare con i minuti contati.

Il “Sentiero Alpinistico Pierino Dalla Zuanna” è una bella salita che porta al Monte Pubel con un tratto attrezzato nel finale.
A parte il tratto attrezzato non c’è nulla di alpinistico, e il tratto attrezzato si può definire una “ferratina” facile: qualsiasi escursionista medio che sa cos’è una via ferrata non dovrebbe aver problemi; un principiante assoluto potrebbe averli.
C’è anche una variante che evita il tratto attrezzato: presenta solo qualche “strappetto” ripido ed è comunque un bel percorso.
Al waypoint “03 - Balcon de Rialto" e dintorni, per gli appassionati, c’è una bella vista complessiva su tutta la prima parte della strada da Valstagna a Foza, ovvero la celeberrima prova speciale di tanti rally automobilistici: può essere una buona alternativa diurna ai soliti appostamenti sul ciglio della strada.

Salita e discesa a “Le Melette” con zero problemi tecnici per chiunque.
In questo caso non ho girato troppo in zona – infinite possibilità di combinare malghe, piccole cime varie, siti di guerra, “Città di Roccia” ecc. – perché dovevo ritornare a valle.
Nella parte esposta a nord da Selletta Stringa a Malga Slapeur c’era parecchia neve e sono andato a memoria perché non si vedeva la tracciatura CAI che è ben evidente senza neve: la traccia GPS non dovrebbe discostarsi molto da quella ufficiale CAI.

Prima di scendere per la Val Frenzèla visita d’obbligo al “Buso Vecio”, ovvero la strettissima gola sopra cui è stato costruito un arco dove poggia il piazzale della Chiesa della Madonna del Buso.
Meglio lasciar fuori il GPS perché andrebbe in tilt completamente e poi avrebbe grosse difficoltà a ritararsi nella stretta Val Frenzèla – dove sicuramente avrà in ogni caso dei problemi di ricezione in più punti.

La discesa nell’alveo torrentizio della Val Frenzèla è stranamente molto omogenea per una vallata di questa lunghezza.
Non ci sono salti che richiedono “veri movimenti alpinistici”: guardando bene si trova sempre il gradino più che abbordabile.
Però ci sono varie rocce lisce e serve attenzione: da evitare con bagnato o giornate umide.
Di lato si scorgono spesso brevi tratti fuori dell’alveo che sembrano più semplici: però “sembrano e basta”.
A mio giudizio bisogna uscire dall’alveo sulla destra orografica solo nel finale quando si incontra la prima briglia di contenimento: a quel punto c’è una traccia un po’ infestata da arbusti e qualche rovo, ma è gestibile senza rovinare l’abbigliamento.
Infine si passa sotto una breve galleria e poi si sbuca proprio all’inizio della “Calà del Sasso”, la famosa gradinata di 4.444 scalini, lunga circa 2.546 metri a con 744 metri di dislivello.
Purtroppo anche in quest’ultimo tratto il GPS soffre di qualche “rimbalzo di segnale” fra le pareti e la traccia non è affidabile per chi volesse “centrare bene” l’imbocco della Val Frenzèla per un’eventuale salita..
Per salire, visto che a fine discesa si sta tutto a destra, bisogna stare a sinistra fra gli arbusti finché si individua la breve galleria per proseguire sotto e calarsi nell’alveo solo dopo aver superato l’ultima briglia di contenimento.

IL DISLIVELLO DI SALITA/DISCESA, IN QUESTA VERSIONE DELL’ESCURSIONE, CALCOLATO CON “Garmin BaseCamp” E UN ALTRO ALTIMETRO A PRESSIONE, È DI CIRCA 1.800 METRI, ED È QUELLO GIUSTO.
QUANDO CI SONO DI MEZZO CENGE, CRESTE, GOLE O STRETTE VALLATE CHE SCORRONO AI BORDI DI GRAN DISLIVELLI, WIKILOC RICALCOLA SEMPRE IN MODO MOLTO ABBONDANTE PERCHÉ, PROBABILMENTE, FISSA LE QUOTE SULLA BASE DELLE PROPRIE MAPPE SOVRAPPONENDOCI LA TRACCIA DEL GPS CHE NON È CERTAMENTE PERFETTA: IN CENGIA/CRESTA/GOLA ANCHE UNO SCARTO LATERALE DI 3/5 METRI PUÒ DARE ORIGINE A QUOTE NOTEVOLMENTE DIVERSE SE RICALCOLATE SU ALTRE MAPPE.
  • Foto di 21 - Vista ingresso gola 'AL BUSO VECIO'
  • Foto di 21 - Vista ingresso gola 'AL BUSO VECIO'

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