Tempo  4 ore un minuto

Coordinate 1866

Uploaded 24 luglio 2018

Recorded luglio 2018

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1.671 m
993 m
0
3,7
7,3
14,62 km

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vicino Caldirola, Piemonte (Italia)

Domenica 15 luglio 2018 cerchiamo riparo dalla calura senza andare troppo distante.

Partiti da Caldirola proseguiamo su asfalto vero il Villaggio La Gioia e poi ancora alla Colonia Provinciale, dove la strada finisce e comincia il sentiero 106 "Caldirola - Monte Ebro".
Entrati nel bosco, la salita (dolce ma costante sin da Caldirola) si fa a tratti più dura...ma la graditissima ombra fa perdonare tutto.
Dopo un breve tratto più aperto ci rituffiamo nel bosco per raggiungere il rifugio Ezio Orsi, struttura ristrutturata nel 2004 e posta al crocevia di vari sentieri.
Qua è possibile una sosta, ma prima di entrare è necessario togliersi le scarpe...come si usava una volta nei rifugi "duri e puri" :)
Noi siamo solo all'inizio del nostro giro, per cui tiriamo dritti sul 106 che passa rasente la staccionata sul lato sinistro del rifugio, incontra una fontana e riprende a salire, ora più deciso, per superare l'ultimo dislivello verso il Monte Ebro.
Questo è sicuramente il tratto più duro di tutta la passeggiata, ma è quasi sempre all'ombra di un bosco umido.
Solo quasi, perchè l'ultimo pezzo è per prati, seguendo l'esile ma evidente traccia del 106, che finalmente raggiunge il crinale.
Qua ci sovrapponiamo col sentiero 200 (il mitico ABS, Anello Borbera - Spinti, che prima o poi conto di fare) e svoltiamo a sinistra, dove, superata l'ultimissima rampa, arriviamo sulla cima dell'Ebro.
Il panorama a 360 gradi mi lascia sempre stupito, nonostante sia venuto qua molte volte.
Foto di rito e torniamo indietro sui nostri passi, seguendo ora il 200 che percorre il magnifico crinale che separa la Val Borbera (a sinistra) dalla Val Curone (a destra).
Anche qua i panorami si sprecano ed è senza dubbio uno dei luoghi più belli di tutta la provincia di Alessandria.
Per prati e dolci discese passiamo il Monte Casfrone e il Monte Panà, dopo di che un ripido tratto (terreno sciolto, prestare attenzione) di fa perdere 100 metri di quota in un attimo, ma ne recuperiamo circa la metà per arrivare al Monte Groppà.
Qua arriva la seggiovia che parte dal Villaggio La Gioia di Caldirola, che in estate è molto utilizzata da chi fa downhill in mountain bike.
Al contrario, quello che non è mai stato utilizzato è il bar / ristorante / rifugio adiacente, costruito non molti anni fa ma mai entrato in funzione...e che mostra già le prime crepe.
Proseguiamo in leggera discesa prima dello strappetto finale che ci porta sul Monte Giarolo, dove la statua del Cristo Redentore si erge tra una serie di ripetitori radio/televisivi.
Mi vengono in mente le parole di un amico un po' brontolone, che una volta definì queste antenne "segni di una moderna religione pagana e volubile".
Altra "foto di vetta" e non ci resta che scendere, ripercorrendo a ritroso un breve tratto di 200 per prendere il 107 "Caldirola - Monte Giarolo" che scende dolcemente a tornanti (noi abbiamo tagliato i primi seguendo una traccia di mountain bike) in una bella pineta per poi diventare carrozzabile pietrosa che scende più veloce verso Caldirola, dove l'anello si chiude.
La partenza del 106
Un tratto del percorso
Il rifugio Ezio Orsi
Un tratto del percorso
Prati verso il Monte Ebro
Il crinale che sale verso l'Ebro
Monte Ebro
Il crinale, direzione Monte Giarolo
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Monte Groppà col rifugio mai aperto
Monte Giarolo
Discesa nella pineta
La pietrosa carrozzabile
Arrivo a Caldirola

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