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1.176 m
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8,8
17,57 km

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vicino Stoccareddo, Veneto (Italia)

CAMMINARE NELLA STORIA

"É lunga come il purgatorio, scura come il temporale, la scala che ti porta lassù, sull'Altopiano di Asiago." (Paolo Rumiz)
Un tuffo nel passato di almeno 5 secoli quando questo sentiero di Calà del Sasso veniva usato per trasportare i tronchi dal vicino Col dei Remi fino giù al fiume Brenta per proseguire il loro viaggio per Venezia dove venivano trasformati in remi della allora più grande flotta navale.
Il sentiero è stato realizzato nel XIV° secolo per volere di Gian Galeazzo Visconti, in alternativa alla mulattiera esistente sul fondo della Val Frenzela. La Calà è formata da 4444 gradini di pietra fiancheggiati da una canaletta
selciata concava per agevolare la "menada" dei tronchi.
Questa è la scala più lunga del mondo, scende di 709 metri in appena 2,5 km.
Il percorso è quasi tutto all'ombra.
Discesa per il Sentiero del Vù:
E' un percorso sulle tracce dei contrabbandieri di tabacco e delle guardie che li inseguivano, quando le masiere (i terrazzamenti) erano adibiti principalmente alla cultura della pregiata pianta.
Dedicato ad Albino Celi detto 'El Vu', per il fatto che dava del Voi a tutti, leggendaria figura di recuperante al quale si è ispirato il film 'I recuperanti' di Ermanno Olmi ed il libro 'Le stagioni di Giacomo' di Mario Rigoni Stern.
Percorre la linea di postazioni approntate durante la prima guerra mondiale denominata 'linea di sbarramento delle stelle e dei terrazzi' (stelle per 'stele' o stee=tronchetti d'albero, e terrazzi per via delle masiere di Valstagna). Linea con capisaldi Col d'Astiago (raccordo sull'altopiano), Valstagna, Carpanè, Col Moschin (sul Grappa), con dietro l'altra linea di massima resistenza del Monte Campolongo (Rubbio, Altopiano), Tovi (Oliero), Case Gennari (Grappa), che dovevano coprire ed offrire la massima resistenza nel caso di sfondamento delle line dei 'Tre Monti' a Gallio durante la 'Strafexpedition' e controllare e battere il fondovalle della Valbrenta e Val Frenzela nel caso di sortite in valle.
Per esigenze belliche venne approntato un acquedotto da Oliero (dalle sorgenti delle Grotte) al Col d'Astiago, sulle cui tracce è poi stato costruito l'attuale acquedotto che porta acqua sull'altopiano di Asiago.

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