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vicino Chiareggio, Lombardia (Italia)

DOMENICA 28 GIUGNO 2015

ESCURSIONE in VALMALENCO
RIFUGIO Antonio ed Elia LONGONI 2450mt.

Con gli Amici del CAI di Concorezzo

Percorso: Chiareggio (1612mt.) – Alpe Fora (2053mt.) - Rifugio Longoni (2450mt.)
Dislivello: 840mt.
Difficoltà: E/Escursionistico
Tempo di salita: 3.00 ore
Segnaletica: bolli rossi e triangolo Alta Via Valmalenco
Note: Il rifugio è proprietà del C.A.I di Seregno. Pranzo al sacco o al rifugio.
Elementi di interesse: Parco Geologico - Cave di Serpentino

Il Rifugio Longoni a 2450mt. di quota è posizionato su una superba balconata naturale rivolta verso sud, con vista sulla Valmalenco e sul Monte Disgrazia lungo la cresta rocciosa che scende dalla Sassa D’Entova verso il fondovalle. La struttura è posta nel versante meridionale del gruppo del Bernina ed è tappa di chi percorre il tour escursionistico in quota che unisce la Valposchiavo al passo Maloja o l’alta via della Valmalenco. E’ facilmente raggiungibile con due comodi itinerari, uno da Chiareggio e l’altro da San Giuseppe, entrambi agglomerati di Chiesa in Valmalenco. La sua posizione particolare, sopra una balza rocciosa, permette un panorama a 360 gradi: verso sud l’alta Valmalenco fino a Caspoggio, verso ovest si ha in primo piano l’imponente mole del Monte Disgrazia, vero nord la cresta di confine con la Svizzera dal Monte del Forno alla Cima di Monte Rosso, infine verso est incombono le vette del Pizzo Tremoggie, Malenco ed Entova.Nelle vicinanze del rifugio è possibile visitare la piana di Fora ricca di flora alpina e contornata da magnifiche cascate e maestose pareti rocciose di grande interesse geologico e mineralogico.



L'itinerario che sale da Chiareggio prende il via all'inizio del paese, nei pressi della località La Corte, qui si trova anche il parco geologico, che attraverso pannelli illustrativi e vari tipi di rocce spiega la differente geologia della valle. Oltrepassato il torrente Nevasco, il sentiero inizia a guadagnare quota grazie a numerosi tornanti, all'interno di un fitto bosco di abeti.
Dopo un'ora di cammino si esce dal bosco e si incontrano i pascoli dell'Alpe Fora (2053mt.).Allungando lo sguardo verso sud si possono scorgere delle grandi cave: qui si estrae il miglior serpentino scisto di tutta la Valmalenco, molto adatto alla fabbricazione delle "piode", materiale per la copertura dei tetti. Da Fora si risale un verticale dosso prativo che conduce ad un altipiano dominato da rocce squadrate e perpendicolari.,questi enormi massi sembrano essere stati posizionati da giganti durante i loro giochi, in realtà sono stati intagliati da antiche frane, causate dal movimento del ghiaccio, che hanno creato così questo strano effetto scenico. A rendere ancora più spettacolare il luogo ci pensano anche numerose cascatelle ed un bellissimo laghetto in cui si specchia il Monte Disgrazia.
Ormai siamo in vista del rifugio Longoni (2450 mt. 2:30 ore), bisogna superare una piccola pietraia.

L'itinerario che parte da San Giuseppe ha maggior lunghezza, ma presenta pendenze più addolcite. Si lascia l'automobile nei pressi dell'alpeggio di Bracciascia, perchè la strada sterrata che prosegue è chiusa da una sbarra: solamente chi utilizza gli alpeggi superiori o i mezzi di cantiere della cava di Fora ha il permesso di transitare. Purtroppo nel primo tratto bisogna seguire la carrareccia, unica consolazione è lo scarso passaggio di veicoli.
Il percorso si sviluppa in un bosco di aghifoglie, in particolare di tek, pianta dal legno morbido, molto apprezzato dai picchi. Dopo diversi tornanti rapidamente si raggiungere l'altopiano dove è collocato l'alpeggio di Entova (1917mt., 1:00 ore). Posizionato sotto la strada e nascosto dagli alberi si trova il lago d'Entova, piccolo specchio d'acqua, quasi più palude, alimentato dalle acque che discendono dal ghiacciaio di Scerscen Inferiore. Dall'alpeggio si può proseguire lungo la strada sterrata oppure utilizzare il sentiero ben segnalato che diparte a ovest delle baite.
Ora le aghifoglie predominanti sono i pini mughi con la loro particolare forma "a ciotola", tra i quali è meglio non inoltrarsi, perchè i rami, incrociandosi fra loro, creano un valico quasi insuperabile. A 2100mt. (ore 1:30), la traccia si riporta sulla strada sterrata, ma qui è talmente dissestata, che solamente il gestore del rifugio la percorre in jeep per portare i viveri in quota. Nei pressi di un grosso masso, da dove parte anche una piccola teleferica, si stacca nuovamente un sentiero che sale al rifugio. Questo è il tratto un po' più impegnativo di tutto il percorso, perché si sviluppa su ripida pietraia. Vinto anche quest'ultimo ostacolo si raggiunge il rifugio Longoni (2450mt., 3:00 ore).Dotato di 37 posti letto, è aperto da metà giugno a fine settembre. Il panorama che si gode dalla sua terrazza ripaga comunque di tutte le fatiche compiute per arrivare fin qui. Oltre che come posto tappa dell'Alta Via della Valmalenco,
il rifugio è utilizzato anche come base di appoggio per gli escursionisti che puntano alle cime del Tramoggia, del Malenco e della Sassa d'Entova e dagli studenti delle facoltà di geologia e mineralogia per l'abbondante presenza in sito di minerali di diverse tipologie.
















Categoria: Le mie sedute

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