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Coordinate 1191

Uploaded 30 marzo 2015

Recorded marzo 2015

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vicino Docciola, Toscana (Italia)

Tratto da PAPERS XXV Valcamonica Symposium 2013
Testimonianze di graffiti rupestri tra emergenze storico archeologiche lungo un'antica via transappenninica, dalla Val di Bure a Treppio ( Toscana Centro - Settentrionale )
Pagine 407 - 408

Giancarlo Sani (Terre Alte - Comitato Scientifico del Club Alpino Italiano, Italy)
Gianluca Cinquilli (Indipendents researchs, Italy)
Mirko Urso (Indipendents researchs, Italy)

1. Premessa e brevi cenni storico - geografici

L’area geografica in corso di studio si trova lungo la dorsale appenninica settentrionale che ha costituito fin dall’epoca preromana un’importante direttrice viaria tra il settentrione Padano e l’Italia centrale. Al centro del tratto Pistoia – Treppio sono ancora visibili i ruderi dell’Abbazia di S. Salvatore a Fontana Taona (documentata dal 1004) posta a circa 1100 metri di quota, a poca distanza dal crinale spartiacque che separa le valli delle tre Limentre da quelle meridionali della Bure e dell’Agna, L’importanza della fondazione del monastero in un luogo così isolato va ricercato nella possibilità di controllo della viabilità e fornire adeguata assistenza ai pellegrini e viandanti. In direzione Nord, una minuziosa ricerca sul territorio, compiuta dalla metà degli anni ‘90 del secolo scorso, ha portato alla scoperta di quattro siti di arte rupestre, prossimi tra loro e con migliaia di segni incisi. Le raffigurazioni di numerose croci di varia tipologia, i segni a “phi”, a reticolo, le figure alberiformi, i dischi solari e le coppelle testimoniano un’attività incisoria perdurata per molti secoli. Il Sasso alla Pasqua, il masso di Catirio e la grotta denominata Buca del Diavolo si trovano ai margini dell’antica via, mentre il Masso del Consiglio è posto in prossimità del fondovalle del torrente Limentra Orientale (quota 700 metri s.l.m.). Le nostre ricerche, effettuate dal 2011, si sono concentrate nel tratto che risalendo la Val di Bure conduce sul crinale in direzione di Badia a Taona. Oltre alla scoperta di un tratto di strada di epoca medievale, di croci di tipologia templare (croce delle Otto Beatitudini) incise su pietra e di un sito rupestre in località Pozzo del Bagno, è stata identificata una roccia fittamente incisa con simboli religiosi come la Triplice Cinta e il Centro Sacro e otto figure antropomorfe, strettamente associate ai segni sacri, di tipologia che non trova confronti con altre figure nella nostra penisola.

2.2 Buca del Diavolo [o della volpe]

L’ingresso della Buca del Diavolo si apre a circa 900 metri di quota sul versante destro della valle della Limentrella, poco distante dall’antica mulattiera che collega i paesi di Torri e Treppio. Per gli abitanti della zona è conosciuta con il nome di Tana della Volpe, toponimo menzionato nel Catasto granducale del 1665. La grotta, di forma stretta e allungata, è agevolmente percorribile per una quindicina di metri e presenta sulle pareti numerose incisioni e graffiti riferibili a una lunga frequentazione della cavità. I graffiti più interessanti sono concentrati in uno stretto anfratto situato poco sopra l’ingresso. Per questo sito è proposta la definizione di “sito entro frattura rocciosa sotterranea a funzione magico - sacrale”. Sintetizzando al massimo la tipologia delle incisioni e dei graffiti si può dire che sulle rocce della buca del Diavolo sono visibili delle canalette e fratture, approfondite artificialmente, con all’interno piccole coppelle; seguono numerosi segni a “phi” filiformi, motivi a scacchiera infine la fase più attestata: quella dei motivi raggiati seguita dalla fase di cristianizzazione con croci latine e greche. a testimonianza del processo che ha portato all’affermazione della nuova religione. Nel XVIII secolo ancora un’assidua frequentazione della cavità testimoniata da iniziali di nomi, croci barrate, monogrammi di Cristo e millesimali settecenteschi. In seguito la grotta sembra non avere più un significato per gli abitanti dell’Alta Val Limentra e non vi sono più testimonianze incisorie se non qualche nome e delle date riferite a pochi anni fa. Per lo studioso Mircea Eliade fin dalla preistoria “le grotte, le fenditure buie che s’inoltrano nella viva roccia possono essere considerate un’immagine cosmologica: un luogo sacro che costituisce un punto di rottura nell’omogeneità dello spazio”. La conferma di questo può essere desunta dal fatto che su nessuna delle numerose rocce presenti nella zona sia stata individuata alcuna incisione, quindi era la grotta in quanto tale ad avere “valenze particolari” e non l’area circostante. In totale nella buca del Diavolo sono state rilevate oltre 4000 incisioni, un numero elevatissimo in rapporto alla superficie totale disponibile.

3 commenti

  • Foto di bolerton

    bolerton 31-mar-2015

    Che posti fantastici. Bravo

  • Foto di topomatto

    topomatto 31-mar-2015

    Ciao bolerton e grazie del commento. Questi posti "fantastici" sono la testimonianza antica di quella intima unione e spiritualità che l'uomo ricercava e realizzava con la madre terra, unione che oggi abbiamo quasi completamente perduto. Altri interessi ci rapiscono l'attenzione; guardiamo e non vediamo; ascoltiamo senza sentire; parliamo in modo sempre più dotto e raffinato ma molto spesso, però, privo di significati. Abbiamo scoperto il Bosone di Higgs e chissà quanto riusciremo ancora a scoprire ma stiamo perdendo sempre più velocemente noi stessi. Buon Cammino.

  • Foto di topomatto

    topomatto 27-mar-2017

    La parte qui riprodotta è stata tratta dalla pagina internet: http://www.ccsp.it/web/SITOVCS2013/programma%20e%20pdf%20vari/PDF%20x%20sito%20web/Sani%20et%20al.pdf

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