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23,07 km

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vicino Pietracamela, Abruzzo (Italia)

http://www.borntotrek.it
https://www.facebook.com/groups/29827788471/
Oltre alla traccia sul sito sono presenti una descrizione stampabile e più dettagliata e le mappe

Il percorso è abbastanza lungo e non adatto a persone poco esperte. Sono necessari un buon allenamento fisico e ottime doti di orientamento soprattutto nella salita.
Dal centro di Pietracamela ci si addentra nella parte più vecchia del paese caratterizzata da casette in pietra, vicoli stretti, scale in salita e scorci tipici di un magnifico vecchio borgo abruzzese. Sono presenti diversi sentieri che dipartono da questa zona, quello che interessa a noi riporta le indicazioni per Pitture Rupestri / Prati di Tivo e si prende risalendo le scale che portano nel punto più alto del paese (Via degli Aquilotti) al cospetto di una bastionata rocciosa che domina il paese. Qui una frana caduta nel 2011 ha modificato il sentiero ma interventi adeguati hanno permesso alla zona di tornare in sicurezza. Subito dopo la frana è presente il bivio per le pitture rupestri che può essere interessante vedere al ritorno.
La strada sterrata ben marcata risale la valle del Rio Arno tenendosi sulla sinistra (destra idrografica) del torrente. A quota di 1142mt ca. dalla strada sterrata si separa un sentiero ben segnato (segni CAI rossi-bianchi) ma non del tutto evidente; il sentiero scende vicino all’alveo del torrente e lo attraversa con guado per risalire i pendii sul lato opposto. La traccia è a tratti evidente a tratti meno, soprattutto nel bosco (soprattutto in autunno e inverno quando foglie e neve possono coprire il tracciato), facendo attenzione a seguire i segnali si aggira Colle dell’Asino fino ad una radura. In questo punto bisogna fare molta attenzione al sentiero, ad indicarlo sono presenti dei pali di legno con punta marcata rossa-bianca, sullo sfondo è ben evidente l’Intermesoli e il vallone che risale alla conca del Sambuco ed è necessario usare la conca come punto di riferimento e di direzione, si rientra nel bosco per uscirne definitivamente proprio all’imbocco della conca dove il sentiero ormai ripido comincia a salire per ghiaie sassose ed enormi massi detritici. In questo punto la traccia è a tratti ben marcata a tratti non chiara ma il senso di marcia è molto intuitivo. Si giunge facilmente nel cuore della conca del Sambuco nei pressi del Picco dei Caprai (1947mt) e da questo punto sono visibili sulla sinistra il Picco Pio XI e a destra la vetta settentrionale d’Intermesoli mentre al centro si intuisce la presenza della vetta meridionale celata alla vista ma situata in corrispondenza dell’intersezione delle creste che risalgono dai due picchi visibili. Il panorama comincia a manifestare la propria bellezza; gli scorci sui vicini Corni si fanno intriganti mentre alle spalle si apre la vista sulla piana Teramana e il mar Adriatico.
Dalla conca del Sambuco è possibile fare una deviazione verso il Picco Pio XI risalendo per prati il versante che affaccia sulla conca raggiungendo la vetta (2282mt) e tornando indietro. Per le vette più alte si risale in versante a destra in netta direzione della cresta settentrionale alla vetta omonima. In questo punto il sentiero è inesistente fino alla cresta dove è presente una traccia ben visibile su roccia marcia e detritica che risale tutto l’aereo filo di cresta fin sulla cima settentrionale (2483mt).
Dalla vetta settentrionale si prosegue verso S per una brevissima discesa che conduce ad una sella che domina la ripida conca sulla sinistra (in prossimità del primo tratto di nuova salita è presente sulla sinistra un ripido sentiero che scende nella conca per ghiaie, l’intaglio del sentiero è visibile tra i detriti), si sale una prima anticima tenendosi rigorosamente sul filo di cresta (andare fuori sentiero in questo tratto significa ritrovarsi su faticosissimi sfasciumi franosi) e successivamente si vede la cima vera e propria che si raggiunge abbastanza comodamente (2635mt, piccola statua della madonna). Da qui il panorama è educativo e permette di ammirare quasi tutte le peculiarità del Gran Sasso e dei vicini gruppi montuosi, si ammirano le sottostanti valli del Venacquaro e Val Maone, i vicini imponenti gruppi del monte Corvo, della Cima delle Malecoste, del Pizzo Cefalone, del Corno Grande e del Corno Piccolo con i caratteristici calcari delle spalle in primo piano. Il lago di Campotosto e il mar Adriatico unitamente ai boschi teramani e i prati d’alta quota danno una piacevole nota di colore al quadro.
Sulla vetta lasciarsi incantare è facile ma la discesa è lunga e soprattutto nel primo tratto anche faticosa. Ci si dirige in direzione S seguendo il sentiero che passa immediatamente in una strettoia ben visibile, il sentiero molto ripido risulta anche scivoloso ma la presenza di rocce fisse e salti non permette una discesa veloce, è necessario scendere con accortezza utilizzando le energie nel mantenere l’equilibrio. La discesa è abbastanza fastidiosa per i primi 200mt, poi per ghiaie “sciabili” si riescono a scendere rapidamente gli ultimi 100mt che conducono alla sella dei Grilli. Sulla sinistra è ben visibile il sentiero in discesa che taglia la costa del vallone ghiaioso scendendo verso la Val Maone. Si può seguire il sentiero fedelmente quasi fino al fondo valle oppure raggiungere le tracce al centro del ghiaione che scendono dritte per dritte, in entrambi i casi si deve abbandonare il sentiero il quale risale verso Campo Pericoli mentre a noi interessa tagliare per comodi prati andando ad intercettare l’evidentissimo sentiero che percorre il centro della Val Maone. Ricongiunti con il sentiero è ormai impossibile perdersi, il sentiero scende comodamente senza eccessive pendenze, nel primo tratto percorre una zona brulla sotto gli imponenti Pilastri dell’Intermesoli tra i quali è ben visibile una cavità chiamata Grotta dell’Oro, dall’altro lato le Coste del Calderone si lasciano ammirare insieme al vallone dei Ginepri che scende dalle zone rocciose del Corno Piccolo. Il sentiero si immerge progressivamente nel bosco passando vicino le sorgenti del Rio Arno (costruzioni in muratura) e alle relative cascate. Subito dopo le cascate è presente il bivio che a destra porta ai Prati di Tivo. A noi non interessa e svoltando a sinistra si scende ripidamente in una zona boschiva molto fitta che raggiunge l’alveo del torrente. Una volta raggiunto, il sentiero lo accompagna comodamente sul versante destro e scende lungo la valle fino a ricongiungersi al bivio incontrato all’andata e successivamente si arriva a Pietracamela. Prima di entrare nel paese si valuta l’eventuale deviazione per le pitture rupestri.

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