Tempo  5 ore 56 minuti

Coordinate 1682

Uploaded 5 luglio 2018

Recorded luglio 2018

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1.658 m
1.193 m
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3,3
6,6
13,21 km

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vicino Il Castagno d'Andrea, Toscana (Italia)

Classica escursione ad anello nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
Partiamo per il nostro trekking dalla Fonte del Borbotto dove è presente anche l’omonimo bivacco, con il sentiero CAI n°17 iniziamo l’ascesa lungo una comoda pista forestale attraverso una bellissima faggeta. Dopo circa un chilometro troviamo il piccolo laghetto di Gorga Nera (formatosi da una serie di frane) dove vi è la presenza di una rana autoctona, la "Rana Temporaria", detta anche Rana montana i cui maschi nel periodo della riproduzione emettono suoni gutturali da cui potrebbe aver avuto origine, secondo alcuni, il nome dello stagno. Altre notizie riferiscono che il termine “gorga nera” indicava i luoghi in cui si originavano (o si pensava che si originassero) tuoni o boati che si manifestavano con l’avvicinarsi delle perturbazioni atmosferiche, in genere tali rumori erano considerati anche nefasti. Sembra, inoltre, che la sorgente dell’Arno e l’area della Gorga Nera fossero collegate con un tunnel all’interno del quale Dante, visitandolo, immaginò la "selva oscura". Con una ripida salita giungiamo a Le Crocicchie (mt.1406), dove incontriamo il sentiero n°00, noi proseguiamo sul sentiero n°17 che si snoda in leggera discesa nella splendida foresta di faggi giungendo a Capo d’Arno (mt. 1372). Nel punto in cui nasce il Fiume Arno una lapide ricorda i versi che il sommo poeta scisse nella Divina Commedia (Purgatorio, Canto XIV). Si continua sul sentiero n°3 (Alta Via dei Parchi) percorriamo circa un chilometro giungendo al Lago degli Idoli, anche qui è presente un bivacco. Il Lago degli Idoli è il più importante sito archeologico casentinese, in cui è stata raccolta una delle più cospicue testimonianze del culto del mondo etrusco. Furono recuperati infatti circa 650 statuette in bronzo, alcune delle quali sono conservate al British Museum di Londra, al Louvre di Parigi, all’Ermitage di San Pietroburgo e alla National Gallery di Baltimora. Riprendiamo la nostra escursione, ancora un breve tratto in falsopiano sul sentiero n°3 per deviare in località Montelleri sul sentiero n°4 che in progressiva e ripida salita ci conduce alla cima del Monte Falterona (mt.1654). Dalla croce il panorama è superbo, nelle giornate limpide si riesce ad occhio nudo a vedere la costa Romagnola. Seguendo sul crinale il sentiero n°00 (GEA – SOFT – ALTA VIA DEI PARCHI), circondati dalla rigogliosa foresta arriviamo sul Monte Falco (mt.1657) la massima quota della nostra escursione. Seduti sulla comoda panchina del belvedere ammiriamo il meraviglioso panorama. Prima del Sodo dei Conti lasciamo il sentiero di crinale e prendiamo il largo sentiero n°00 che sulla sinistra discende ripido verso Piancancelli. Qui una comoda pista forestale (sentiero n°8) digrada dolcemente verso la Fonte del Borbotto regalandoci un altro punto panoramico poco prima di terminare la nostra escursione.

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