Difficoltà tecnica   Per esperti

Tempo  13 ore 47 minuti

Coordinate 835

Uploaded 13 luglio 2017

Recorded luglio 2017

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3.112 m
1.434 m
0
4,4
8,8
17,56 km

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vicino Val Malga, Lombardia (Italia)

Era un desiderio di Rosa fare un 3000, ma anch’io per la verità ci tenevo ad aprire la stagione dei possibili 3000, quote dove i panorami si aprono all’infinito, quote dove non è sempre facile arrivarci, visto che il Parco dell’Adamello non dista molto da casa nostra progetto l’escursione su una cima pochissimo frequentata e vai che l’avventura ha inizio.

La sveglia suona alle 3:15, bisogna fare una colazione abbondante e pisciare i cani, fargli fare un bel giretto visto che poi li rivedremo a sera, dopo un viaggio di 1h45 siamo parcheggiati prima del Ponte del Guat dove c’è un discreto parcheggio, ma ahimè, alle 6:30 già interamente occupato.

Dal ponte seguiamo la facile acciottolata che porta alla Malga Premassone, secondo parcheggio ma a pagamento, da qua, altro breve tratto di sterrata sino ad intercettare la deviazione per i Rif. Baitone e Tonolini (N°13). Si sale con discreta pendenza su un sentiero parzialmente lastricato, ben tenuto e segnalato a dovere, spuntati fuori dal bosco il Rif. Baitone sembra essere a portata di mano… ma c’è ancora un po di strada da fare, dopo qualche tornante il sentiero sbuca alla Diga del Baitone. 2h20.

Ignorata la deviazione per il Rif. Baitone restiamo sul lato sinistro del lago e con comodo sentiero raggiungiamo il Rif. Tonolini (2450 mt). 0:45 dal Baitone. Arrivare qua sarebbe già un’escursione appagante, la zona è molto bella, ma noi abbiamo in mente altro e proseguiamo il giro dopo la sosta banana.

Seguendo le indicazioni per il Corno Baitone passiamo per il Lago Rotondo, poi, subito dopo il Lago Lungo con le sue acque di un color azzurro smeraldo, presa la deviazione 49/50 ora non ci resta che risalire ripidi una prima zona rocciosa. Si arriva così nei pressi dei Laghi Gelati (Laghi Est e Ovest), lasciando la traccia che porta al Lago Est una palina ci indica la direzione da prendere (Corno delle Granate), questa sarà l’ultima palina prima di incamminarci verso una traccia che spesso svanisce, per fortuna i numerosi ometti ci indicano la via.
Con diversi saliscendi si attraversano diversi blocchi, si lambisce il Lago Gelato Ovest e seguendo sempre gli ometti e qualche raro bollo sbiadito al momento procediamo sicuri.Contrariamente a ciò che si pensa la bollatura non porta al Corno, ma infidamente ti dirige verso il Passo delle Granate, decisamente fuori percorso, lo dico perché sono caduto nella trappola risalendo per un centinaio di metri un erto pendio franoso e sassoso. Fra paroline impronunciabili dietrofront e giù sino a dove un evidente ometto posto su una piccola altura invita a deviare verso il Corno.

Ora si viaggia in diagonale, prima perdendo un po di quota e poi risalendo una conca composta da ghiaia instabile, stando attenti ai rari ometti si giunge nei pressi di una cengetta un po esposta. Questa cengetta delimita psicologicamente lo spartiacque con l’ultimo strappo da affrontare, ma l’impegno da metterci è ancora notevole e non bisogna abbassare la guardia.

Passata la breve cengetta si sale ancora per una zona instabile, in diagonale, dando una breve occhiata verso la croce di vetta sembrerebbe impossibile arrivarci. L’ultimo strappo si può affrontare in due modi, o seguendo i rari ometti, più sulla sinistra e meno ripido, o come ho fatto io involontariamente, restando vicini alla parete di roccia, ma ve lo sconsiglio per ripidità e instabilità. Arrivati a quota 3030 circa abbiamo abbandonato gli zaini, per ovvi motivi, indossati i caschetti per sicurezza siamo andati ancora in progressione, fatti gli ultimi brevi passaggi di I° finalmente si spunta ai piedi della cima, pochi passi su una cresta esposta ed eccoci in vetta: Corno delle Granate 3108 mt. 5h di cammino tolto la deviazione involontaria, 6h invece il computo totale. La visuale è fantastica.
Come dicevo la visuale è meravigliosa e spazia veramente a 360°, evitando di fare una lista di tutte le cime più famose che si vedono lascio che parlino le fotografie. Intanto sotto di noi c’è un bellissimo salto nel vuoto. Avremmo voluto fermarci più a lungo per goderci la nostra piccola “impresa”, ma abbiamo lasciato gli zaini con il pranzo un poco più a basso, dopo le dovute foto di vetta con una minima attenzione ritorniamo laddove abbiamo abbandonato il meritato cibo.

Finito il pasto fatto a base di cereali e legumi ora non ci resta che tornare all’auto, e stavolta senza nessun dubbio su dove sia la direzione da prendere; con tutta la calma del caso ci portiamo sul traverso della conca e subito dopo al Lago Gelato Ovest, ripresa l’evidente traccia stancamente giungiamo al bel Rifugio Tonolini dove ci prendiamo il tempo per bere una bibita.

Salutati i simpatici gestori riprendiamo la via di discesa, prendendo il sentiero N°1 dell’Alta Via, dopo aver passato una facile e breve zona attrezzata il sentiero passa per una zona umida, per poi risalire, proprio mentre facciamo questo tratto davanti a noi sbucano tre bellissimi esemplari di Camoscio, tre belle bestie che velocemente se la danno a gambe.

Arrivati al Rif. Baitone ora non ci resta che ricongiungerci col sentiero fatto in salita, il N°13, ci si arriva passando alla base della diga, ripreso il comodo sentiero, con le ultime energie rimaste scendiamo sino alla Malga Premassone, con le gambe legnose invece, ritorniamo finalmente all’auto dove con grande sollievo ci togliamo gli scarponi… scarponi da consegnare direttamente alla “scientifica” per il “controllo inquinamento aereo” !
Nota 1): Bellissimo ed impegnativo giro nel Parco dell’Adamello, dove non c’è nulla da spiegare sulla sua bellezza; dal Ponte del Guat ai Laghi Gelati il percorso è classificabile con un T2, mentre la parte dove la traccia svanisce e la salita al Corno la valuterei T4 (EE). Facili i brevi passaggi di I°. Il caschetto l’abbiamo messo perché abbiamo letto che spesso ci sono cadute sassi. Il dislivello (1800 metri) è comprensivo della salita verso il Passo e dai diversi saliscendi. 9h30 di cammino spesi bene.



Nota 2): Granate… by Eric.

GRANATE.

Per fare questo giro m’affido a un grande Vate,

ma dopo il grande Vate ci son le Dee Bendate,

con tutti sti consigli a che cazzo serve il frate?

Granate,

il destino è ormai segnato e io non cambio date,

l’alternativa al Corno è un corso di karate,

bisogna stare calmi e bere l’erba mate.

Granate,

il tempo è molto bello e siamo nell ’estate,

io sfuggo alla calura e alle acque un po agitate,

in vetta io ci sono … e voi dov’eravate?

Io vado a quel paese e voi mi ci mandate, e in fondo mi domando: chi tira le Granate?



A la prochaine! Menek,Rosa
  • Foto di Ponte del Guat
  • Foto di Ponte del Guat
  • Foto di Ponte del Guat
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  • Foto di Ponte del Guat
  • Foto di Premassone
  • Foto di Premassone
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  • Foto di Premassone
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  • Foto di Lago Rotondo
  • Foto di Lago Rotondo

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