Tempo  un giorno 4 ore 31 minuti

Coordinate 1102

Uploaded 15 ottobre 2018

Recorded ottobre 2018

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2.431 m
1.326 m
0
5,7
11
22,64 km

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vicino Osteria Carlettini, Trentino-Alto Adige (Italia)

Amadeus:

Ponte delle Rudole ci accoglie con i suoi boschi di abeti verdi attraversati dai mille colori gialli dei Larici, parcheggiamo subito dopo il bivio che porta alla Malga Cenon, dopo la preparazione ci incamminiamo lungo la strada asfaltata che dopo la Cenon diventa forestale.
La pendenza è dolce, la strada si inoltra dopo gli ampi pascoli della malga nel profondo bosco per poi sbucare in una successiva malga Val di Pra, quì tagliamo a sinistra per la traccia che abbandona la strada e si inerpica nei boschi per poi sbucare nella valle di Primalunetta con l'antica cappella di San Bortolo, da quì ci agganciamo al sentiero 333, che sale verso la forcella del Dogo, il nostro primo riferimento per la salita al bivacco Argentino Vanin.
Alla forcella ci dividiamo, il Menego preso dalle streghe, parte verso Monte Cima, io proseguo per il sentiero raccogliendo una bella fascina di legno bello secco per il fuoco della stufa del bivacco; non sappiamo come sia fornito di legna il bivacco, pertanto "melius abundare quam deficere".
Arrivo al bivacco, e trovo già due letti occupati, bene avremo compagnia, preparo il fuoco nel mentre arriva il Menego anche lui con la sua bella fascina, occupiamo gli altri letti, poi scopriamo una piccola dispensa con spaghetti.....spaghetti!? Dai Menego, sono le 14 passate, abbiamo l'olio il peperoncino....damoce dentro!
Mentre mangiamo arrivano i nostri compagni di bivacco : Tom ed Elizabet, Polacchi in giro per malghe e bivacchi da 20 giorni.
Invidia!
Dopo il pranzo, via leggeri per la cima Ravetta, saliamo lungo il crinale e sbuchiamo prima su un largo pulpito sotto la cima, da dove spaziamo con lo sguardo verso la conca della Val Castelletto; poi proseguiamo fino alla cima, quì le streghe si riprendono il Menego, che con sguardo allucinato parte verso la vicina cima Primaluna, un panettone di 2314 metri, io mi dedico a gustare tutto quello che vedo attorno, sono in una parte del Lagorai che non ho mai visto.
Lontano verso nord la cresta Ravetta, ad W tutta la catena montuosa con il Cimon di Rava, il Tombolin di Rava e cima Frate, bello, bellissimo, anche se il tempo non è dei migliori, ma quello che vedo mi riempie gli occhi.
Torniamo al bivacco, ci riposiamo ed affrontiamo la sera che man mano avanza, la luce si spegne, accendiamo le candele e cuciniamo una bella minestra di pasta e lenticchie, pomodori e formaggio completano la cena.
Dopo cena, l'atmosfera fra noi e la coppia polacca si scioglie, con un fluido disquisire fatto da Inglese maccheronico, italiano elementare e polacco improponibile passiamo una serata indimenticabile fra partite allucinanti di scala quaranta, dove il Menego dà fondo a tutti i suoi trucchi, pur di vincere qualche partita.
Spengiamo le candele alle 22.30, notte ragazzi ci si vede domani......
Un simpatico topolino ci fà compagnia, razzolando fra il muro e le perline di legno che foderano la zona notte, ma si dorme lo stesso anche accompagnati da una leggera pioggia.
Al mattino ci accoglie una alba incerta, sono le 7, dopo circa 30 minuti il cielo si apre ed i raggi del sole inondano il nostro bivacco, via a raffica foto in tutti i modi con Tom, ribattezzato la sera prima "Cisterna", che raffica con la sua Canon, con filtri e cavalletto.
Dopo colazione, salutiamo i nostri compagni, iniziamo la seconda giornata che ci porterà al Cimon di Rava.
La mattina è fresca, la pioggia ha aumentato gli odori ed i profumi della montagna, il sole ora scalda ed i 6 gradi lasciano il posto a una decina di gradi in più, risaliamo cima Ravetta( de nuovo....) proseguiamo fino alla forcella omonima che raggiungiamo in un amen.
Da quì, con il sentiero 332B percorriamo, con un lungo traverso, tutto il fianco della cresta Ravetta, lasciamo sulla destra i riflessi del lago Grande, e ora saliamo verso il forzelon di Rava per il sentiero che si inerpica, disvelando tutta la bellezza delle creste Ravetta, della cima Trento, della cima Quarazza e dei lontani campanili dell'Orsera.
Dal Forzelon proseguiamo ora sul sentiero che ci porta ai piedi della piramide terminale del Cimon di Rava, saliamo fino a giungere ai piedi delle guglie terminali, sono 7 metri di granito liscio, il Menego sempre preso dalle streghe del giorno prima, inizia a salire fino a giungere sulla esile cresta, foto, esultanza e discesa, mentre io mi godo tutto quello che vedo verso le dolomiti Bellunesi.
Riscendiamo al Forzelon e poi riprendiamo, a ritroso, il 332B fino a giungere alla forcella Ravetta, sono le 12, mangiamo qualcosa e poi scendiamo per il 332 che ci porta verso la bellissima valle Pravetta ed Orsera; scendiamo attorniati da centinaia di larici con uno splendente giallo che i raggi del sole accentuano.
Dal sentiero, molto scosceso, arriviamo nella piana e nella zona umida sotto il rifugio Caldenave, che raggiungiamo in breve; situato su uno rialzo, domina tutta la zona ed è circondato da una corona di monti : i campanili dell'Orsera, non possiamo non fermarci per ammirare questo spicchio di natura in tutta la sua bellezza e la sua pace.
Spettacolo!
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Pausa di godimento
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Ora riprendiamo la discesa, superiamo ponte Caldenave e ponte Campivelo, poi sempre in discesa verso la località Tedon, piccolo agglomerato di baite e casette di pietra e legno, fiorite ed immerse in prati verdeggianti, poi, poi il sogno termina, torniamo con i piedi per terra, ci siamo "persi" per due giorni selvaggi; la macchina, solitaria, ci aspetta lì nel parcheggio.

Menek:
Bellissima idea quella di Alex per una due giorni in Lagorai, bellissima perchè ci ha permesso di pernottare in un bel bivacco e di apprezzare il "lato umido" di questa fantastica catena montuosa. Il primo giorno ci ha portato a visitare quattro cime "minori", ma non per questo non meritevoli di un waypoint, poi la sera nel bivacco gran spasso con gli amici polacchi Elizabeth e Tom "Cisterna". Vi domanderete il perchè del soprannome Cisterna, beh, molto semplice; ci stava parlando di un bivacco da loro visitato, dove mancava l'acqua corrente ma non una cisterna con l'acqua piovana, ha pronunciato talmente bene la parola cisterna che mi sono sentito in obbligo di affibbiargli tale soprannome. Grande Tom.
Il giorno dopo, salutati i neo-amici, siamo partiti per la meta della giornata, il Cimon di Rava, camminando prima con un godibile fresco, poi appena il sole si è alzato anche le temperature sono cambiate in maniera decisa.
Inutile sottolineare che mi sono incarognito per salire al Cimon, la breve placca non era difficile ma non aveva appigli, poi un unico passaggio di II° prima della vetta, un passaggio che in discesa bisogna affrontare con attenzione, chi ha le gambe lunghe è più facilitato. Dalla cima bella visuale e bello strapiombo verso W. La stessa carogna mi ha colpito quando ho affrontato un traverso esposto su erba ciularina e terreno con fondo sdrucciolevole che mi ha portato quasi a salire sul Caldenave, una "ravanata" che comunque immaginavo diversa.
Bellissima la discesa in Val di Pravetta e altrettanto bella e selvaggia la Val di Calden, posti meravigliosi che mi hanno veramente colpito. Bella scelta Alex! E alla prossima uscita wild.
Nota 1): Cazzeggi vari...
Spindocsalv: Omicidi di Stato. Ora Salvini chiederà scusa ad Ilaria Cucchi pronunciando una sillaba al mese per i prossimi 80 anni.
Lerciolercio: Papa Bergoglio e l'aborto: masturbarsi è come assoldare 20 milioni di sicari!
Di Maio: chi ha due cognomi sarà escluso dal reddito di cittadinanza.

A' la prochaine! Menek

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