Tempo  7 ore 24 minuti

Coordinate 4288

Caricato 14 maggio 2018

Recorded maggio 2018

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1.174 m
389 m
0
7,1
14
28,55 km

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vicino Biella, Piemonte (Italia)

Questo itinerari ce l'avevo in mente da un po' e finalmente sabato 12 Maggio 2018 abbiamo avuto il tempo e, sopratutto, il meteo favorevole per farlo.
Partiti da Biella in Piazza della Croce Rossa (parcheggio gratuito), dovevamo agganciarci al sentiero D9 che porta a Favaro.
Il modo più veloce è stato salire a Piazza della Cisterna, tirare dritto lungo tutta Via Amedeo Avogadro di Quaregna e poi svoltare a sinistra su Strada della Nera.
Dopo un breve tratto in discesa troviamo sulla sinistra il D9 che arriva e sulla destra la continuazione che dobbiamo prendere (curioso che non sia staro previsto un passaggio e si debba saltare il guard rail).
In un attimo lasciamo Biella, l'asfalto e i rumori per immergerci in un sottobosco a dir poco lussureggiante, col Rio Bolume che gorgheggia al nostro fianco ed una fittissima fioritura di Allium ursinum tutto intorno.
Per i primi 800 metri il cammino non è però molto spedito: se nel sottobosco la traccia è stretta ma evidente, nei tratti aperti è completamente nascosto dalla vegetazione e dall'erba alta fino alla vita...anche bagnata, per l'occasione.
A far perdere qualche ulteriore minuto anche uno smottamento da superare su terreno instabile (vedi waypoint).
Fortunatamente, passati questi 800 metri, in corrispondenza di un bivio (tenera la sinistra) la traccia diventa un buon sentiero, sempre immerso nel verde, nel suono dell'acqua e nell'aroma di aglio.
Ora si che è un piacere! Devo dire, tra tutti i km che ho macinato in vita mia, questo tratto è uno dei più belli e suggestivi che ricordi.
Si sale, ma sempre dolcemente.
Arrivati sull'asfalto di Strada S.Giovanni proseguiamo sul D9 prendendo Strada dei Gallinit ed abbandonandola quasi subito svoltando a destra su sentiero.
Qua cominciamo a salire più decisi, incrociano poi nuovamente Strada dei Gallinit e, dopo un breve tratto su asfalto in discesa, riprendiamo ancora a salire verso il Bric Burcina, punto più alto dell'omonimo parco.
Arrivati alla caratteristica torretta, dobbiamo un attimo valutare il da farsi.
L'idea iniziale era quella di scendere a Pollone, percorrendo le vie del parco ed ammirando la fioritura dei rododendri (è proprio il momento giusto) e risalire poi a Favaro.
Il cielo nero verso Oropa e l'imprevedibilità meteo tipica della zona ci fanno, però, propendere per una più prosaica diretta verso Favaro, lasciando la visita al Parco Burcina ad altro momento.
Proseguiamo quindi sul D9 che scende veloce verso le prime case di Favaro.
Giunti al paesello, lo attraversiamo e continuiamo sulla SP144 per 300 metri circa, giusto il necessario per prendere il D6 che ci porterà ad Oropa.
Il percorso era, un tempo, parte della la linea della tranvia Biella - Oropa, soppressa nel 1958.
La salita è continua ma molto gradualmente, facile, su sentiero comodo e ben battuto, facendo anche una simpatica "chiocciola", evidente retaggio della tranvia.
All'altezza della Cappella di San Fermo lo sterrato finisce e l'ultimo chilometro e mezzo lo si fa sulla provinciale, fortunatamente in quel momento poco trafficata...ma, dopo tanto verde e natura, l'odore dello smog un po' stona.
In realtà, dopo circa 1km il D6 abbandona l'asfalto all'altezza di una cappella e prosegue le sue ultime centinai di metri nuovamente su sentiero...ma noi non abbiamo visto l'indicazione.
Arrivati ad Oropa ci stupiamo (piacevolmente) della poca gente presente: era un po' di anni che non ci andavo, e la ricordavo molto più affollata. Il cielo sopra di noi è sempre nero, e forse è questo che ha scoraggiato i più.
Arriviamo fino ai piedi della Basilica Superiore (chiusa) e ridiscendiamo verso il parcheggio, dove facciamo un breve sosta per mangiare qualcosina.
Riprendiamo quindi il D6 (il tratto che non avevamo fatto all'andata per nostra svista) per poche centinai di metri prima di svoltare a sinistra sul D1, che ci porterà fino a Biella.
Da segnalare, su questo percorso, la presenza di pannelli informativi ogni 10-15 minuti di cammino, molto bene!
La discesa verso Biella non è così "diretta" come lo era stata la salita, ma presenta anche qualche strappetto positivo che non ti aspetteresti. Niente di grave, anzi, ho trovato piacevole la cosa.
Anche le ambientazioni sono più varie, passando dall'alpeggio di Cascina San Bartolomeo ai prati e all'onnipresente sottobosco verde e profumato d'aglio...il tutto sempre in un contesto ricchissimo d'acqua. Molto carini i numerosi ponticelli di legno, posizionati proprio per superare rii o zone particolarmente umide...anche se alcuni li abbiamo fatti trattenendo il fiato, visto lo stato delle assi... ;)
Arrivati nuovamente a Favaro si è più o meno a metà discesa.
La parte finale è nuovamente allietata dal suono del Torrente Oropa, che fiancheggeremo fino a Biella, e dalla Roggia detta Gorgomoro.
Il sentiero finisce alla Chiesa di San Giuseppe, alle porte di Biella.
A questo punto prendiamo Via Italia (sosta alla gelateria "Madreterra il gelato naturale", che consiglio caldamente!), svoltiamo in Via Vescovado, proseguiamo in Via Arnulfo, Via Ferrero e siano in Piazza della Croce Rossa.
Piazza della Cisterna
Il sentiero circondato dalla fioritura dell'aglio orsino
Un tratto del D9
Salita al Bric Burcina
La torretta al Bric Burcina
Passaggio in Favaro
La galleria, inizio della "chiocciola"
Un tratto del D6
Oropa, Basilica Superiore
Oropa, prima spianata
Uno dei cartelli informativi sul D1
Ruderi della Cascina San Bartolomeo
Uno dei tanti ponti che si incontrano sul D1
Vista su Favaro
Una delle rampette sul D1
Anche sul D1 il verde ed il bianco non mancano
La Roggia Gorgomoro in prossimità di Biella

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