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vicino Vilminore di Scalve, Lombardia (Italia)

Dalla piazza di Pianezza si prende un vicolo a destra seguendo il segnavia 411 e seguendo il sentiero che sale attraverso i prati ed un piccolo bosco si arriva ad una strada sterrata. Si segue la strada verso destra per un centinaio di metri quindi si prende il sentiero a sinistra che si inoltra nel bosco e fiancheggia una condotta forzata d'acqua. A quota 1500 m circa il sentiero supera un ponticello e dopo pochi metri diventa pianeggiante e contorna i fianchi del Pizzo di Pianezza. Si raggiunge quindi il laghetto del Gleno con i ruderi della diga ed una volta attraversato il ponticello si segue il segnavia n° 410 che non abbandoneremo sino al passo di Belviso. Superata la Baita Bassa del Gleno il sentiero sale sulla destra orografica della valle si passa quindi dalla "Piaso l'Asen" ed una volta alla "Boco de mes" si intravede la seconda baita. Si attraversa tutto il pianoro e si previene ad una cengia ascendente verso sinistra "la scala dei Sulegà" che conduce ad un piccolo manufatto: la terza baita del Gleno.
Guardando verso valle sulla destra orografica poco sotto la scala dei Sulegà si possono notare i ruderi del rifugio Bissolati distrutto da una valanga.
Una volta superata ed attraversata una valletta continuare a salire seguendo il segnavia pervenendo così ad un ometto in pietra ove si incrocia il sentiero che sale al Passo di Bondione, continuare seguendo il sentiero 410 sino a che si perviene alla bocchetta di Belviso. Il panorama spazia dal Pizzo Tornello alla Presolana, M. Ferrante, Pizzo Tre Confini, M. Gleno, M. Torena, Gruppo del Bernina ed nella valle di Belviso si ammira il grande lago artificiale della Diga di Frera.

Note storiche: Il Passo di Belviso è un valico che mette in comunicazione la Valle di Scalve con la zona dell'Aprica e precisamente la Valle del Gleno con la Valle di Belviso. La Valle del Gleno è assai ricca di acqua ed è presente la tipica fauna alpina. A quota 1500 m sono presenti i ruderi della diga del Gleno crollata nelle prime ore del mattino il 1° dicembre 1923, diga che per le caratteristiche costruttive era un esempio assai raro: la parte inferiore è infatti del tipo a gravità, in seguito ad un cambiamento di progetto la parte superiore fu costruita secondo il modello ad archi multipli. I circa 5 - 6.000.000 di metri cubi di acqua che la diga raccoglieva precipitarono a valle distruggendo alcuni paesi provocando centinaia di vittime.

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