Tempo in movimento  3 ore 41 minuti

Tempo  4 ore 52 minuti

Coordinate 2397

Caricato 21 gennaio 2020

Recorded gennaio 2020

  • Rating

     
  • Information

     
  • Easy to follow

     
  • Scenery

     
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1.340 m
839 m
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3,2
6,4
12,9 km

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vicino La Lima, Toscana (Italia)

21.01.2020 Per raggiungere Pian degli Agneti dalla Lima prendere in direzione Lucca. Dopo un km svoltare a dx per le Torri di Popiglio. Superato il parcheggio per le torri, raggiungiamo la località Pian degli Agneti. Costeggiamo la recinzione che rimane sulla ns sx, al termine della quale entriamo nel bosco. È ancora buio e perciò montiamo la torcia frontale. Le indicazioni Cai bianco rosse rimangono un po' nascoste da alcuni cartelli di proprietà privata . Ci accoglie una selva di castagni. Saliamo subito in modo deciso. Le indicazioni cai, ora, sono ben visibili. Il terreno è sommerso da un'infinità di foglie che rendono il passo piacevole. Dopo qualche centinaio di metri, attraversiamo un tratto di bosco che stanno tuttora tagliando. Attenzione perché la segnaletica, in questo punto, è assente e al momento i tronchi tagliati coprono una parte di sentiero. Al bivio mantenere la sx in salita. Il cielo inizia a schiarirsi e l'alba fa capolino. Sempre suggestiva dato che ogni volta è diversa dalle altre. Stavolta il sole è alle mie spalle, il cielo si tinge di mille sfumature di rosso e infiamma il bosco di un colore tra il carminio e l'arancione . I faggi prendono il posto dei castagni; la faggeta diventa cattedrale e lo spettacolo è di quelli che ti lasciano il segno dentro. Passiamo accanto a un'abetaia di douglasie e poco dopo incrociamo la strada sterrata che ha inizio poco dopo il parcheggio delle Torri di Popiglio. Più che una strada sembra un viale di foglie. L'attraversiamo e proseguiamo in salita fino a raggiungere il crinale. Da qui abbiamo un piccolo assaggio dei paesaggi che ci accompagneranno per tutto il resto dell'escursione. Da prima manteniamo la dx rimanendo per un tratto sul lato est del pendio. La tramontana ci accompagna per un po'. A questo punto svalichiamo e continuiamo sul lato ovest con vari saliscendi in totale assenza di vento....una goduria. Nel punto di cambio versante è possibile osservare i ruderi di una piccola costruzione, forse usata come rifugio dai carbonai di un tempo. Difatti lungo il percorso sono presenti i resti di varie piazzole usate per fare il carbone. Arriviamo ad un primo bivio, a dx per Fonte Fredda, lo ignoriamo, subito dopo, non visibile, ne incontriamo un altro.
Prendiamo a sinistra per il Balzo Nero. Le indicazioni sono del tutto assenti, ad eccezione di quella al bivio che risulta poco visibile. Successivamente il tracciato è ben individuabile. Continuiamo fino a che il sentiero non inizia una discesa ripida. Siamo alla base dello spartiacque che a dx ci porterebbe a La Piramide. A sx prosegue il sentiero cai 8. Purtroppo manca di indicazioni, se non qualche vecchia traccia. In ogni modo è facilmente individuabile. Nella parte finale della discesa per arrivare alla località I Piani, dove il sentiero è meno visibile, tenere come riferimento il campone con resti di una struttura in legno con recinto e seguire quella direzione. Vi imbatterete in un esemplare di faggio maestoso. Penso almeno 25-30 metri in altezza e un tronco di notevolissime dimensioni. Incontriamo un bivio al quale manteniamo la sx (a dx andremo a Vico Pancellorum) segnato con un omino di pietra. Attraversiamo ginestre e ginepri. Probabilmente d'estate il sentiero sarà un po' nascosto. Attenzione. Inizia la salita finale, a tratti ripida. Gli alberi si fanno più radi fino a raggiungere la base del Balzo Nero. Poche decine di metri in cui fare attenzione per il fondo un po' insidioso, e siamo arrivati sulla cima. Lo spettacolo è di quelli da togliere il fiato. Lo strapiombo è tutto intorno a noi. Resistono pochi faggi contorti dal vento e dalle intemperie , sembra di poter toccare con mano la loro strenua resistenza. Vediamo dalla Apuane con la Pania, il Monte Altissimo, la Versilia, il mare, il Monte Serra, il Monte Amiata, Monte La Croce, il Corno alle Scale, Cornaccio, Alpe tre Potenze, il Rondinaio ecc. La vista è a 360 gradi ed è impossibile elencare tutte le vette intorno a noi. Ci rifocilliamo un po',
lasciamo la nostra testimonianza sul libro di vetta e riprendiamo il cammino ripercorrendo i sentieri dell'andata fino ad arrivare alla macchina. Un ringraziamento a Roberto, compagno di scarpinata. Vi auguro una buona passeggiata e come sempre, vi ricordo che è meglio trascorrere un'ora nella natura che dieci in palestra. Alla prossima.
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2 commenti

  • Foto di robertobiagio

    robertobiagio 21-gen-2020

    Gran bel giro, paesaggi magnifici e viste mozzafiato da gran parte del percorso !!!

  • Foto di Mickey71

    Mickey71 21-gen-2020

    Dislivello notevole, ma ripagato ampiamente da panorami e paesaggi mozzafiato. Il sentiero (cai 8) nella lucchesia non è ben segnato e talvolta per niente, peccato. Lo renderebbe fruibile a chiunque.

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