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vicino San Vittorino, Lazio (Italia)

Abbiamo lasciato l'auto in uno slargo seguendo i cartelli della fabbrica di fuochi d'artificio. La zona è battuta da pascoli di capre,discariche abusive e persone che si fermano per consumare rapporti occasionali.

Lasciata l'auto, ci dirigiamo verso la strada asfalta e seguimiano i cartelli dei sentierisi prosegue su sterrata praticamente pianeggiante e si incontra dopo circa un chilometro alla vostra destra, l'antica Mola Brancaccio. Continuando sulla sterrata incontrerete un grande masso con un bivio,prendere la destra. Dopo poco s' incontrano i resti del Ponte dell'Antico Acquedotto detto Ponte della Mola, imponente struttura risalente all'epoca romana. Continuando il percorso incontrerete resti di un vecchio casolare. Si torna sulla sterrata e si prosegue sempre tra gli uliveti, fino alla strada asfaltata che si percorre per un breve tratto, per poi prendere a destra e scendere in un un sentiero fino al guado del Fosso Saviano. Superando il guado predete la strada a sinistra (il corso d'acqua deve stare alla vostra sinistra) . Si segue poi il fosso praticamente fin sotto il paese di San Gregorio da Sassola, dominato dall'imponente castello. Nel percorso troverere uno sbarramento, non vi preoccupate, aprie e richiudere ed andate oltre. Breve sosta per il caffe poi ritorno dall'asfaltata, forse il tratto piu noioso .
Da li in poi si segue la strada asfaltata, salvo un breve tratto, dove un sentiero la segue in parallelo, per poi riprenderla; questo tratto è piuttosto lungo e noioso (circa tre chilometri), ma se si vuole fare un anello, non rimane altro. Comunque ad una curva, si lascia l'asfalto per la sterrata che aggira il Colle Cerviano e conduce fino ai Casali Gericomi, una fattoria tutta recintata e chiusa da cancelli. Si prende la sterrata in discesa che punta verso San Vittorino, ma si lascia dopo circa un chilometro e mezzo per prendere a sinistra attraverso il bosco, purtroppo deturpato dalle montagne di rifiuti lasciati ovunque; abbiamo visto frigoriferi, poltrone, divani, gomme di auto, mobili, oltre alle innumerevoli buste piene di rifiuti.

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