Tempo  10 ore 9 minuti

Coordinate 3849

Uploaded 15 maggio 2019

Recorded maggio 2019

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1.540 m
840 m
0
4,3
8,6
17,23 km

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vicino Fornoli-La Cona, Lazio (Italia)

Monti Lepini
Gastone, Alessandro, Dario e me.
Avevo sentito parlare di questo giro da un gruppo di ragazze incontrate sul Semprevisa in una uscita precedente e subito avevo avuto voglia di farlo, così daccordo con i soliti amici di Valmontone (gente tosta) ci siamo decisi a provare con il supporto di spezzoni di traccia reperiti su internet.
Partenza dall'Eremo di Sant'Erasmo, sopra Roccagorga, per il sentiero che sale di traverso inizialmente e poi in diretta verso il Monte Pizzone, enorme e lontanissimo. Infatti la salita iniziale, si fa sentire subito con i 500 metri circa di dislivello nei primi 2 chilometri e mezzo, con qualche passaggio su roccette che implica anche l'uso delle mani. Dalla cima si vedono praticamente tutti i Monti Lepini e verso la costa il Circeo e il mare, nonostante la visibilità non sia delle migliori stamattina. Continuando sulla dorsale, con qualche saliscendi si raggiungono in sequenza Monte Erdigheta, Monte la Croce ed infine Monte Semprevisa, dove qualche stronzo si ostina a togliere la pietra dove c'è scritto il nome e l'altitudine, magari per scriverci i nomi del gruppo che nel giorno tale è riuscito a raggiungere la vetta (fenomeni!). Comunque....sosta panino e ripartiamo alla volta della Sella, incontrando parecchie persone sul cammino. Arrivati alla Schiazza di Paolone (grossa pietra dove sotto sta nascosto un milione), netta svolta a sinistra verso Camporosello; ancora svolta a sinistra per un fuoripista piuttosto 'gnorante che ci fa perdere un sacco di tempo e di energie, per raggiungere Acqua della Chiesa, dove ritroviamo il sentiero ufficiale (Gastone si era staccato dal gruppo per un percorso alterantivo più a valle e ci siamo ritrovati poco prima della fonte). Seguendo il sentiero segnato inizialmente, che sale prima in diretta e poi rimane a mezzacosta, in un infinito (così ci è sembrato) susseguirsi di rientranze e speroni, siamo giunti ad una fonte senza nome; ancora sporgenze e rientranze per un paio di chilometri e arriviamo finalmente all'Eremo di Sant'Erasmo.

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