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14,43 km

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vicino Tivoli, Lazio (Italia)

Anello completo della Riserva Naturale di Monte Catillo, zona ricca di biodiversita' naturale e dagli ampi panorami, dal Soratte a Roma. Il bosco e' ricco di ginestre, querce, olmi, ed e' anche presente una bella ed ombreggiata sughereta. L'ambiente e' vario e, nonostante i soli 600 mt di altitudine massima, e' ricco di calcare e vi sono anche vie attrezzate su falesie, proprio all'inizio del sentiero 330. Per questa escursione ho utilizzato il treno (Roma-Avezzano-Pescara), molto comodo (di Sabato uno ogni 30') visto che l'attacco del sentiero e' a circa 10 minuti dalla stazione di Tivoli. Dal viale della stazione si giunge alla rotonda dove si prende per Via Quintilio Varo e, in corrispondenza dell'arco, si piega a dx e poi subito a sx. In faticosa salita si arriva al palo del sentiero 330 che, salendo a mezzacosta, offre una bella e prolungata visuale su Tivoli e l'Aniene. Con una breve, ma non segnalata, deviazione, si arriva alla grossa croce di Monte Catillo, gia' visibile dalla ferrovia nel tratto da Marcellina a Tivoli. Ritornati sul sentiero, si passa per una zona ricca di ginestre, si incontra a sx un campo sportivo “d'alta quota” e si procede fino ad immergersi nella ombreggiata e suggestiva sughereta di Sirividola. Usciti dalla stessa, si bypassa l'altura di Monte Giorgio, con bel panorama su Castel Madama e la zona dei Carseolani. Dopo il palo dei sentieri 330-334 (siamo sempre sul 330), ci si dirige verso Colle Lucco dove, dalla radura con palo indicatore di vari sentieri, ci si incammina sul 331, verso Fonte Bologna. Raggiunta l'ampia zona picnic con Rifugio agibile, ci si puo' riposare utilizzando le varie aree per cucinare con panche, tavoli e griglie, o persino sdraiarsi su un'amaca in discrete condizioni. Ripartendo in salita dalla radura, dopo il palo con incrocio di 4 sentieri si devia a dx per il Colle Lecinone-M.te Sterparo. Dirigendosi verso il Lecinone (bivio a dx), una zona ricca di querce, con ghiande che hanno dato vita a migliaia di altre piccole piantine, prelude alla cima del colle, caratterizzata da un rudere. Da qui, il sentiero per lo Sterparo si presenta subito stretto e scomodo, per poi trasformarsi in una pietraia di spuntoni di calcare, scomoda da percorrere. L'arrivo allo Sterparo lascia senza fiato, soprattutto per il panorama e per il balzo notevole dalla croce di vetta. Dalla cima, si scende per il sentiero Paolo Fantini, dove occorre un po' di attenzione e concentrazione, visto che in piu' punti si passa per saltini rocciosi a zigzag e piccole cenge, anche coperte di vegetazione (addirittura si incontrano agavi !!). Scavalcato il Fosso dell'Obaco si arriva al Passo delle Cavallette. Da qui, parte la sterrata (piacevole, ricca di vegetazione ed uliveti) che offre un bel panorama sulla cascata di Villa Gregoriana e che termina (dopo aver incontrato delle vecchie fornaci) al cancello della riserva, presso un albergo. Per la strada asfaltata (occhio, e' stretta e trafficata, ma breve) si ritorna all'arco di Quintilio e, da li, alla stazione FS. Una considerazione: tutto il percorso e' segnato, a volte veramente troppo, ma le indicazioni sono chiare e ogni tanto corredate da tabelle molto esplicative.

2 commenti

  • mowgli1973 19-dic-2017

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    Percorso curato e ben segnalato ci si immerge nella bellezza dei monti Tiburtini godendosi paesaggi invernali stupendi

  • Foto di aferraro8

    aferraro8 8-giu-2019

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    Bella passeggiata con tratti in discesa di media difficoltà. Grazie!

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