Tempo  un'ora 22 minuti

Coordinate 1410

Caricato 25 aprile 2019

Recorded aprile 2019

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1.642 m
996 m
0
3,4
6,8
13,69 km

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vicino Spignana, Toscana (Italia)

Bell'anello che permette di apprezzare vari ambienti montani. Da boschi di faggio, a praterie e a crinali, con l'attraversamento di alcuni torrenti, affluenti del Verdiana. Partenza dalla strada per Pratorsi, circa cinque tornanti prima di arrivare all'ex rifugio. Si imbocca, a sx, il sentiero CAI 02. Ci immergiamo subito in un bel bosco di faggi. Poche centinaia di metri e ci innestiamo in una strada più larga. Poco prima di superare la sbarra per Mandromini, bisogna attraversare il guado a raso del Fosso dei Selvori (oggi in piena) affluente del Verdiana. In estate non crea nessun problema, ma oggi ci ha fatto un po' tribolare. In breve tempo arriviamo, in quello che un tempo era il cuore pulsante della vallata, Il podere Mandromini Nuovo o detto anche Case Selvori, oggi abbandonato. Segue un breve tratto di salita ripida. Iniziano ad aprirsi degli squarci nella vegetazione e possiamo ammirare il Cornaccio e i monti limitrofi. Oltrepassiamo un fosso dove sono evidenti i segni lasciati da una grossa frana. E superiamo, tenendo la sx, il bivio per la Maceglia in località Mandromini. I faggi iniziano a diradarsi e arriviamo alla fonte dell'Olio. Oggi l'acqua esce copiosa. Poco prima a sx possiamo notare un faggio molto interessante. E' cresciuto sotto i forti venti e la neve, risultato: un albero davvero strano, contorto, che mostra quasi la sofferenza dei mesi invernali.
La prateria oramai è sotto i nostri piedi. Purtroppo lo spettacolo non è quello che ci aspettavamo. Un brutto incendio durante l'inverno (!!!) ha lasciato solo cenere delle piante di mirtilli e di tutto il resto. Agghiacciante. Abbandoniamo per qualche centinaio di metri il sentiero cai 02, tagliando a sx e arriviamo direttamente al Passo del Cancellino.(cai 20). Torniamo sui nostri passi dirigendoci verso il passo della Nevaia (cai 20), passando sotto il Monte Gennaio dove tutto è bruciato. Ci rifacciamo gli occhi sul Poggio dei Malandrini (cai 00) dove la pace e il panorama ci ripagano della fatica compiuta fino a quel momento. Proseguiamo in discesa fino a Pratorsi. Superato l'ex rifugio, sulla strada asfaltata, dopo il secondo tornante verso sx, poco visibile (a dx) c'è un sentiero che segue i piloni della linea elettrica. Permette di evitare una buona parte della strada asfaltata che ci riporta al punto di partenza.
Non mi rimane altro che augurarvi una buona scarpinata e come sempre vi ricordo: meglio un'ora nella natura che dieci in palestra.
Alla prossima.

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